Vita…assurda vita.

Serie: Diario di una donna perbene


Un vuoto abissale, immobilismo, noia consueta, stare in bilico come funamboli lungo l’eterno dilemma: vivere. Con le altalenanti contraddizioni, tipiche dell’essere umano, continuiamo a dibattere sulla questione: vivere secondo norme imposte, gestire la propria liberta’ dettando criteri di scelta autonomi, scegliere razionalmente o agire d’istinto?

Clara oggi mi innervosisce. Un tipo assolutamente formale, privo di liberta’ pensante, condizionata da parametri convenzionali e dettati dal sistema sociale. Una mia amica, certo, ma un po’ ingessata, presuntuosa, saccente quanto basta, il classico prototipo borghese, classista, con quel fare retro’ altolocato di altri tempi. Veste con gusto, rigorosamente griffata, persino l’intimo, non sopravviverebbe un attimo senza firma, una sua certezza. Oggi tace con il viso di bambola e la minifrangia che la fa sembrare un’attrice del cinema muto, mentre le labbra mirtillo si muovono laboriosamente per trovare una posizione fissa. Vaga, vaga chissa’ dove. Elabora teorie metafisiche insospettabili? Teoremi innovativi nel panorama matematico odierno?  Assente, la vedi isolata, a fare cosa?

” Vorrei un abito blu.”

“Ah, sei tornata.”

“Ne ho visto uno, una meraviglia, sciancrato, mezza lunghezza, con pizzo alle maniche.Potrei completare con stivaletto pitonato.”

Il fatuo essere della mia amica suscita riso e triste stupore per un’umanita’ frivola.

“Ti piacerebbe?”

Resto in silenzio. 

“Ti infastidisce?”

“No, affatto.”

Non poteva essere diversamente.

” In fondo vivere e’ questo.”

Sconcertata, trovo le parole giuste.

” Vivere e’ rintracciare un senso, dare significato al nostro agire, senza essere condizionati ossessivamente dalle scelte dominanti.” Con sdegno alzo il tono per farle comprendere l’inutilita’ della discussione.

“Ti contraddici, cara.”

“Per quale motivo?

? “Utopia.”

“In qualche modo gli altri impongono le nostre scelte. Io ad esempio ti condiziono con il mio fare eccentrico, dominante. “

Capisco che la sua solita arroganza arriva ad un punto irreversibile. Mi alzo d’impulso, vorrei reagire, ma conservo la compostezza di sempre, rimandando ad altri tempi. 

“Un caffe’ al ginseng, prego!”

Vita…assurda vita.

Anche questa volta l’insignificanza prende il sopravvento, si stende come un velo di parvenza tra gli esseri umani e l’essenza delle cose. Resto a pensare voli distratti, lungamente in ascesa, ripidi sentieri sopra mondi trasversi, ottusi, diametralmente opposti. Sopra distese immense, oceaniche di masse non pensanti, folli e dimenanti follia. Resto come in una trappola legata alla noia di un momento di non senso.

Credo che il nostro rapporto  di presunta amicizia abbia toccato il fondo. Sopravvivero’ senza amici.

A presto…

Serie: Diario di una donna perbene


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