Xenu. Il creatore di grappoli – Atto III –

Serie: Amori diafani


Il premio era un bacio. Mi bastava indovinare una canzone della compilation di Antea.

NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Anche se sei certo della vittoria, mai scommettere cose a cui tieni molto, c’è sempre il rischio che il tuo avversario imbrogli.

Micacazzi.
Premetti il tasto scegliendo la traccia sette e spinsi play.
Mi bastarono due note, misi in pausa immediatamente: «New Born dei Muse.» risposi asciutto.
«Checazzo? No, non può essere… Aspetta, facciamo due su tre.» premette freneticamente il tasto per la selezione. Si fermò alla tredici.
Play.
Risposi in neanche quattro secondi: «Parabola dei Tool»
La ragazza inchiodò bruscamente, bloccando la macchina in mezzo a una via Noventana deserta.
Con la mano tenni Daniele che continuava a dormire, emise solo un lamento di fastidio inerziale.
La macchina di Gloria ci affiancò abbassando il vetro del passeggero.
«Chi ha sboccato?» chiese divertita.
«No cazzo! Qui la cosa è grave. Ha indovinato due canzoni. DUE!» urlò la sorellina tirando giù il suo finestrino.
«Davvero? AH! Che ti dicevo?» Gloria sorrideva radiosa, non l’avevo mai vista tanto allegra.
«Scendi. Ci penso io… con questo…» mostrò alla sorella un CD nero senza scritte.
«La Morte Nera? Se indovina le tue di canzoni, mi tocca andarci a letto.»
«EH? Mi dite di cosa stiamo parlando?» provai a protestare.
Antea scese senza rispondere, al suo posto arrivò Gloria.
Aveva cambiato i pantaloni, adesso indossava una gonna di jeans nera a mezza coscia e dei collant molto coprenti dello stesso colore.
«Mi spiegate che è sto teatrino?» le chiesi mentre fissavo quelle gambe muscolose come un maniaco navigato.
«È facile. Se riconosci tre canzoni di questa raccolta, ti sbatti mia sorella come meglio credi.»
Gloria fece ruotare davanti ai miei occhi quel dischetto nero da entrambi i lati.
«Ma io non voglio sba—» fece anche lei il gesto del silenzio.
Intanto Antea era salita in macchina della sorella, una Peugeot duecento sei nera, con una faccia preoccupata.
Gloria girò la chiave e partì lentamente, selezionò la traccia numero quattro.
«Questa è facile, mi serve per capire chi è il mio avversario…» premette play.
Partirono le prime note, al quinto secondo mise in pausa.
Nella mia testa si affollarono mille video, mille canzoni, stavo setacciando la memoria musicale in cerca di un inizio comparabile.
Smashing Pumpkins. Quale era il titolo? Tonight, tonight! È que… no, aspetta!
«Allora?» chiese.
Ebbi un’illuminazione improvvisa: 
«Two-Headed Boy dei Neutral Milk Hotel.» Non ero certo al cento per cento, ma gli Smashing avevano l’inizio più orchestrale.
Gli occhi di Gloria erano spalancati dalla sorpresa, quell’azzurro ghiaccio s’accendeva ad ogni lampione di passaggio.
«Non ci credo…» disse sussurrandolo.
Selezionò la traccia numero dieci, rallentando l’auto a passo d’uomo.
«Shhh. Attento, qui ti giochi la verginità anale della mia sorellina.» mi redarguì seria.
Play.
Una fievole voce sussurrata, il suono di un fruscio, sembrava una sigaretta aspirata che diventava incandescente, nessuna nota.
«Ohcazzo…» parlai guardando il tappetino dell’auto.
Gloria sorrise vittoriosa.
«Some people like that… some people like that… AH! È Blue Moon Rising dei Gomez!» Quel gioco mi stava piacendo un casino, vuoi per l’eccitazione di un’idea talmente proibita che faticavo a visualizzarla, vuoi per il fatto che la mia insonnia si era rivelata finalmente utile, con tutte le nottate passate a guardare in dormiveglia MTV.
«Se…ma solo seee… becchi anche questa…» stava enfatizzando la ragazza col tatuaggio del teschio sul braccio.
«Mi baci anche tu?» un bacio da Gloria l’avrei accettato volentieri, anche se significava tradire la fiducia di Irene.
«Io non bacio mai nessuno.» Gloria divenne seria e mi guardò negli occhi con una strana tristezza.
La traccia selezionata era la sedici.
Abbassò a zero il volume, premette play e contemporaneamente portò avanti il timer della canzone a un minuto esatto, mise in pausa e alzò il livello dell’audio.
«Pronto?»
«Pronto.»
Riconobbi all’istante la Red Special, chiamata anche Old Lady. Era inconfondibile.
Fermò la musica dopo sei secondi esatti.
Non ricordavo molte canzoni con quelle note tanto particolari.
Infatti non era mica una canzone.
«Questa volta ho avuto culo. Hai scelto il mio gruppo preferito di quando andavo alle scuole medie. Brian May, con la sua chitarra costruita col padre, in Chinese Torture, una bonus track dell’album The Miracle dei Queen.» confermai. .
La macchina frenò dolcemente accostandosi al guardrail.
La Peugeot si fermò a un centimetro dal nostro paraurti, scese Antea correndo e accovacciandosi nervosamente per poter guardare Gloria dal vetro e capire com’era andata la
sfida…
Il ronzio del finestrino dominava sul silenzio greve di via Venezia.
«Tutte?» chiese allarmata Antea.
«Tutte. Non ne ha sgarrata una.» rispose con un’inflessione monotonale. .
Sorridevo stupidamente, ma quello scherzo mi stava creando un certo disagio interno.
«E quindi?» Antea aveva abbassato drammaticamente la testa fissando l’asfalto nero con migliaia di sfaccettature geometriche giallo arancioni del lampione.
«Dovrai concedergli tutto. Ogni pertugio, come li chiama papà e concludere l’esibizione con una pioggia dorata alla Manneken Pis. Questo è il patto che mi ha strappato e io devo riprendere la prestazione in MiniDV con la videocamera nel bagagliaio.» Gloria fissava il clacson, mentre le sue mani stringevano ritmicamente il volante, aveva persino gli occhi lucidi.
«Ma che cazzo! Ma sei seria Gloria? Ma siete serie?» guardavo alternativamente le due ragazze e intanto il mio cuore aveva iniziato una corsa confusa e sgraziata.

Mesta, Antea tornò in macchina portandosi un paio di volte le mani sul volto, stringendosi nelle spalle.
Gloria ripartì adagio.

Stavo provando una forma di imbarazzo e di eccitazione strana, quasi dogmatica.

«Accadde tutto settantacinque milioni di anni fa.» iniziò Gloria, con voce impostata.

«Ehh?» chiesi con un verso simile a quello dei lemuri catta.

«Al tempo Xenu, il governatore supremo della Federazione Galattica, decise di ovviare al sovrappopolamento dei suoi sistemi planetari catturando e portando miliardi di alieni sulla Terra, sterminandoli nei vulcani attivi con delle bombe all’idrogeno.» parlava girandosi come se il suo fosse un fatto storicamente accertato.

«Che cosa c’entra questo con la pioggia dorata?»

Il suo indice ordinò di fare silenzio.

«Quei poveri esseri divennero spiriti inquieti chiamati “tethan”, Xenu li prese a manciate rinchiudendoli nell’animo umano…» continuò Gloria.

«Ma settantacinque milioni d’anni fa mica c’eran—» posò l’indice sulla mia bocca come ad chiudere futili argomentazioni.

«Sono i tethan la causa di tutti i nostri problemi. Ecco il segreto più grande della dottrina di Soulology. Adesso che conosci la verità, saprai anche cosa fare con la tua Nene.» concluse.

Selezionò la traccia due. Play.

Partirono le prime note:

«Nothing Else to Lose dei Puddle of Mudd.» mugugnai.

«Vaffanculo.» fu la risposta secca.
«Che casso ci fa Gloria nella mia macchina?» domandò Daniele.

Continua...

Serie: Amori diafani


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Discussioni

  1. Ciao Emi, una storia davvero coinvolgente 🙂
    Mi piace il modo in cui riesci a passare con naturalezza dai momenti più leggeri e divertenti a quelli in cui affiora qualcosa di più inquieto e misterioso.
    I dialoghi sono il punto di forza perchè sembrano autentici, restituiscono benissimo il carattere di ogni personaggio e fanno nascere una dinamica di gruppo credibile e piacevole da seguire.
    Anche i dettagli dell’ambientazione e delle situazioni quotidiane rendono tutto molto vivido, come se ci si trovasse davvero seduti a quel tavolo del pub.
    La parte musicale, poi, è stata una sorpresa bellissima e, oltre a essere divertente, racconta molto dei personaggi senza bisogno di spiegazioni.
    Sei riuscito a suscitare in me la curiosità, ma senza forzare la suspense. Capisco che, sotto la superficie, c’è molto di più.

  2. queta nuova versione dei rettiliani mi confonde assai, sono curiosa di scoprire ora che accadrà al povero malcapitato che non sa se godersela o sentirsi barattato per aver partecipata a Sarabanda🤣

    1. Ohcazzo è vero, Sarabanda! 🤣L’avevo completamente rimosso, anche perché non credo di averne mai visto una puntata, solo spezzoni. La cosa inquietante invece è che per un numero esorbitante di persone la storia di Xenu o Xemu o come cavolo si chiama il nostro dittatore galattico, è vera. E non riesco a farmene una ragione. Anche Tom Cruise è un adepto, ti rendi conto? 😂
      Comunque volevo lasciare l’episodio conclusivo per la fine della stagione e pubblicare i restanti amori trasparenti e sottili… vediamo come me la penso.

        1. Eh! Magari, almeno lì si ride… Al tempo, ricordo che dubitavo fosse davvero così, poi trovai degli opuscoli in bagno a casa sua dove tutto veniva confermato e niente, credo fu la cena più inquietante della mia vita. 😀

  3. Un racconto che cattura l’ attenzione dal principio alla fine. La curiosità di scoprire come andrà a finire la gara é tanta, immaginando che succederà qualcosa di inaspettato. Ho ammirato la competenza musicale e la memoria straordinaria nel saper riconoscere le canzoni e mi sono sentita profondanente ignorante. Bravo Emi, buona domenica.

    1. Ciao Emme! ♥ Ma il mio è un semplice imbroglio. Sono le canzoni e i gruppi che ascoltavo nel 2004, le due ragazze non avevano alcuna speranza di vittoria! 😀
      Purtroppo il pub che frequentavo al tempo, il Black Eagle, non esiste più. Non ho più rivisto le figlie del proprietario, non conosco neanche il loro cognome, se per caso volessi cercarle… però ricordo che erano davvero bellissime, anche se la mia mente ha la tendenza al fotoritocco e a vedere tutti belli.
      Grazie mille per le tue parole e per la lettura! ❤️