CoccoBrillo non esagerare

Serie: Racconti da quarantena - prima parte


Sulle rive di un fiume che nasce nel cuore delle Alpi e scende poi fino a valle, irrorando con le sue fresche acque i prati verdi e i campi coltivati, viveva una colonia di coccodrilli. Non avevano grandi aspirazioni o poteri magici, ma ognuno di loro aveva una sua grande passione.

Tra i più strani c’era sicuramente coccobrillo, un alligatore sempre leggermente ubriaco, che non sapeva controllarsi quando beveva.

All’inizio era l’acqua fresca che scendeva dai monti; quando si avvicinava alla sponde del fiume, non riusciva a fermare la sua ingordigia, apriva le fauci e ne beveva così tanta che finiva per gonfiarsi come una spugna, barcollando pericolosamente avanti e indietro e singhiozzando nervosamente prima di caracollare a terra.

Crescendo toccò alla birra; il nobile alimento inventato dai sumeri era nettare dorato per coccobrillo, che ne conosceva segreti ed ingredienti. Aveva persino iniziato a coltivare luppolo, selezionare il malto d’orzo e produrre birra in casa. l’arte dell’home brewing non aveva più segreti. Ma le passioni a volte non durano e qualche effetto collaterale lo convinse a cambiare bevanda.

Coccobrillo sviluppò quindi una passione profonda e viscerale per il vino. Rosso o bianco non faceva differenza, lo beveva a fiumi senza quasi coglierne il sapore. Le attenzioni messe durante la sua relazione con la birra, non c’erano più. Non faceva più attenzione alla storia, al processo produttivo e alla qualità. Si preoccupava solo di bere, e con conseguenze pericolose: a volte dormiva, a volte cantava, occasionalmente piangeva e spesso rideva fino a collassare sul divano.

Infine, iniziò ad ubriacarsi di parole scritte sui social network: leggeva, condivideva, commentava, cliccava, insultava,… E più scriveva più voleva scrivere, più chattava più voleva chattare, accresceva il suo desiderio mentre si assuefaceva al mondo della rete. E quando finalmente smetteva, si sentiva ubriaco, traballante, e fuori posto…

Esagerare non serve a niente,
coccobrillo saprà compiere una scelta intelligente?

Serie: Racconti da quarantena - prima parte


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Discussioni

  1. “,… E più scriveva più voleva scrivere, più chattava più voleva chattare, accresceva il suo desiderio mentre si assuefaceva al mondo della rete. E quando finalmente smetteva, si sentiva ubriaco, traballante, e fuori posto…”
    Ottima la conclusione, e racconto divertente ed al contempo intelligente. Nel pieno rispetto della tradizione delle favole di Esopo ?

  2. Ciao Marco, finalmente oggi riesco a dedicarmi un pò alla lettura e cosa c’è di meglio delle favole che nascondono una morale nell’ironia con cui vengono narrate?

  3. “nfine, iniziò ad ubriacarsi di parole scritte sui social network: leggeva, condivideva, commentava, cliccava, insultava,… E più scriveva più voleva scrivere, più chattava più voleva chattare, “
    Questo passaggio mi è piaciuto ?

  4. Ciao Marco, complimenti i tuoi personaggi sono molto divertenti.
    Uno stile leggero e ironico come piace a me, bello anche il passaggio alle dipendenze dei nostri giorni. Meglio ubriacarsi di vino che di like.
    Ti do un’idea per il prossimo animaletto, il luppolo, cucciolo di lupo che corre a tutta birra

    1. Così pare, ci sono tracce in alcuni documenti sumeri di un procedimento simile, per ottenere l’antenato dell birra