
7th Street
Serie: Uccello di Tuono
- Episodio 1: Scosse
- Episodio 2: 7th Street
- Episodio 3: Wakinyan Tanka
- Episodio 4: La Strada del Cielo
- Episodio 5: Le Colline Nere
- Episodio 6: Chapel
- Episodio 7: Rushmore
- Episodio 8: Nuvola Rossa
- Episodio 9: Badlands
- Episodio 10: Il Nono Segno
STAGIONE 1
Aveva appena bevuto il caffè davanti alla finestra, percorrendo con lo sguardo un tratto della settima. Bill Clinton gli era sembrato, per un momento, meno sorridente del solito mentre si concedeva agli immancabili scatti dei turisti.
Il telefono squillò. Ebbe un brutto presentimento.
“Vediamoci a pranzo da P… Ho qualcosa per te”.
Vincent riagganciò. Il fondo della tazza non conteneva che residui di polvere nera ma lui lo fissava stralunato, come scorgendovi nascosta una verità che, in qualche modo, già conosceva.
Se c’è un sentimento che accomuna gli esseri umani, nello spazio e nel tempo, è la certezza dell’ineluttabile.
Il ruggito del direttore lo riportò bruscamente alla realtà. Ritornò alla sua scrivania con la testa sulle scartoffie, nessun rumore intorno se non il battito del cuore che, preciso come un orologio, avrebbe scandito quei lunghi minuti prima dell’incontro.
Il locale si trovava a poca distanza dallo studio. Appena varcata la soglia, un velo sfumato gli appannò il vetro delle lenti. Vincent si tolse gli occhiali e individuò Rick, seduto all’ultimo tavolo. Lui, vedendolo, alzò in risposta il mento squadrato. Era un omone alto, massiccio, gli occhi annacquati e le mani tozze. Portava un impermeabile che non toglieva mai: neanche lì, in quell’istante, fuori dieci gradi e un caldo tropicale all’interno. Ma Rick era fatto così… prendere o lasciare.
Tra loro non c’era bisogno di convenevoli, si conoscevano fin da ragazzi. Un’amicizia duratura capace di sfidare il tempo, nata casualmente il primo giorno delle medie quando Vince, vedendo quel ragazzo sconosciuto annaspare tra i fogli, gli aveva passato sottobanco la soluzione dei problemi: un gesto rischioso e inspiegabile per chi, come lui, non amava fare questo genere di favori. Cosa lo avesse spinto a comportarsi così restò un mistero, ma da subito comprese che l’espressione sollevata, grata di quel ragazzo a cui aveva teso la mano sarebbe stata il preludio di un legame indissolubile.
Da quel giorno i bulli non lo perseguitarono più: Rick aveva la dinamite nei pugni, in tale quantità da bastare anche per il suo nuovo compagno di banco.
Vince avanzò nella sala; il legno dei tavoli, illuminato da colori soffusi, scaldava più dei radiatori. Il bar alla sua sinistra sembrava quello dei vecchi saloon, pieno di bottiglie variopinte. Un tizio stava seduto di spalle davanti a una birra, con gli occhi puntati sul televisore nell’angolo in alto dove davano una partita dei Sioux Falls.
Prima di sedersi, dette un’occhiata alla grande lavagna sulla parete occupata per intero dal menù quotidiano, righe di gesso bianco interrotte da sprazzi blu e rossi, così fitte che a malapena vi si sarebbe potuta aggiungere un’altra parola.
Gli era sempre piaciuto quel posto. Quanti bei ricordi con Abi laggiù, nei giorni di un passato che gli sembrava ormai preistoria. Ma non era lì per lasciarsi andare alla malinconia.
Quando sedette di fronte all’amico non riconobbe, in lui, il solito sguardo deciso. Notò che la sua mano sinistra stringeva un bicchiere vuoto, mentre la destra poggiava su una busta gialla, larga, di quelle per i documenti. Di colpo Rick si versò un bourbon e lo mandò giù tutto intero.
“Sai Vince, dicono che io sia bravo nel mio lavoro. Eppure, mai come stavolta avrei voluto essere il re dei principianti.”
Non una sola parola uscì dalle labbra di Vince, serrate da un terribile presagio. La mano tozza dell’amico spinse delicatamente in avanti la busta, che nel movimento si aprì lasciando scoperti alcuni frammenti di fotografie. Si trattava di immagini ad alto ingrandimento. Vince chiuse gli occhi, ma non bastò.
“Ho scattato una ventina di pose, anche se ne sarebbe bastata una. Avevi ragione tu, Harry e tua moglie…”
Gli indicò lei, seminuda su un divano, tra le braccia di un’altra donna di fronte al suo collega.
“Se le sbatte insieme. E quella polvere bianca sul tavolino non ha bisogno di spiegazioni. Fottutissima vita!”
Vince fissò quelle immagini con gli occhi persi chissà dove. Poi con un gesto allontanò busta e foto, nascondendo il volto tra le braccia, poggiate sul legno del tavolo. A fatica trattenne i singulti.
Rick strinse i pugni.
“Sai come la penso sulle donne. In un’altra circostanza avrei fatto i complimenti a quel bastardo, magari offrendogli pure da bere. Ma diamine, per te gli spezzo le gambe. Anche se so che non servirà a nulla… a nulla.”
Rick pronunciò le ultime due parole con una rassegnazione prossima alla disperazione.
Trascorsero dei secondi interminabili, avvolti da un silenzio innaturale; infine Vince, ritrovando uno scampolo di sé, scrollò il capo. Mise una mano nella giacca da cui faceva capolino il portafogli ma l’altro, porgendogli le foto, lo fulminò con un:
“Non ci provare nemmeno!”
Si alzò allora dal tavolo e ringraziò il caro amico con un sussurro appena percepibile, avviandosi rapido verso l’uscita. Rick restò impotente a osservarlo, la busta gialla appesa a mezz’aria, il bicchiere prossimo a essere stritolato.
Serie: Uccello di Tuono
- Episodio 1: Scosse
- Episodio 2: 7th Street
- Episodio 3: Wakinyan Tanka
- Episodio 4: La Strada del Cielo
- Episodio 5: Le Colline Nere
- Episodio 6: Chapel
- Episodio 7: Rushmore
- Episodio 8: Nuvola Rossa
- Episodio 9: Badlands
- Episodio 10: Il Nono Segno
Ciao Robért, di questo episodio la parte che mi è piaciuta di più, non so perché, è la descrizione di come Rick e Vince diventano amici da ragazzi. Senza nulla togliere alle atmosfere molto verosimili e che non soffrono dei luoghi comuni che un’ambientazione del genere rischia di portarsi dietro. È stato proprio un bel colpo iniziare questa serie.
Siamo il linea perfetta. È quella che, nelle intenzioni, vuole toccare il cuore del lettore.
L’amicizia fraterna è quel sentimento che, sorprendendo anche me, viene a galla nei racconti.
La tua, credo di intuire, è una lettura empatica e si accorda davvero bene con queste righe.
compare Bill Clinton, un uomo che deve molto a sua moglie (oppure è l’opposto?). In ogni caso una coppia da cui guardarsi. Non dico che faccia corpo con quella che compare nella foto: ma in quanto a rivelazioni anche Hillary Clinton non ha niente da invidiare a nessuno.
Grazie del passaggio, Francesca.
La via dei Presidenti non poteva mancare in un’ambientazione incentrata su Rapid City.
Ancora una “scossa” in questo secondo capitolo, la si cedeva arrivare nel precedente. Ancora un indizio: Clinton meno sorridente del solito. Ancora un’immagine che si allaccia al titolo della serie, senza che ancora si sappia il perché. Mi sa che leggeremo una gran bella serie.
Ottimo racconto per trama, forma e stesura.
Sì, finalmente ho trovato un’immagine appropriata.
Ed è vero, ho strutturato la serie in modo che il “viaggio” sia una sorpresa, uno scoprire qualcosa di nuovo a ogni episodio. Per questo è fondamentale ricevere un feedback dai lettori che mi consenta di avere il “polso” della situazione. Ora comprendi quanto le tue brevi parole, ben centrate come sempre, risultino per me utilissime.
In questo episodio apro su Rapid City: la 7th è una delle vie più popolate dalle statue dei Presidenti.
Il fatto di ambientare in luoghi reali, se da un lato mette le ali, dall’altro non consente quei riferimenti precisi che si potrebbero dare. Sono costretto a sfumare sul nome di un locale, per esempio, o a glissare su chiare indicazioni topografiche. Ma il tutto è frutto di una lunga ricerca.
Grazie ancora della lettura.
Doverosa nota, ho proceduto a un cambio d’immagine e, poiché @biro vi aveva fatto riferimento, è corretto da parte mia dare un minimo di spiegazione.
Scusandomi con il collega/lettore gli chiedo di avere pazienza. Il format ormai è definitivo e l’immagine di pubblicazione sarà per tutti i miei testi questa che vedete: sono relativamente “nuovo” qui e ho dovuto, come si suol dire, prendere le misure.
A presto.
Mai visitati gli Stati Uniti, eppure mi è parso di stare lì!
Grazie: il miglior complimento. A Rapid City puoi incrociare, nel centro cittadino, le statue dei Presidenti. Senza parlare dei locali, alcuni celebri.
Avrei voluto aggiungere immagini ma difficile trovarne qualcuna ‘free’.
La bellezza di ambientare una storia di fantasia in luoghi reali è quella di aumentarne il realismo già nella scrittura. Di contro, vanno scovati i posti giusti e controllati nel dettaglio, per poi tesservi una trama coerente.
La ricerca diventa lunga. Ma appassionante ai massimi livelli.
Concordo pienamente con @LolaSuarez93, leggerti è terribilmente piacevole. Tutto è visibile, ogni cosa è posizionata correttamente per catturae l’attenzione ed io sono lì, in quel locale, a bere un paio di birre rosse, a tastare il legno del tavolo e del bancone e a spostare il mio peso prima su di una chiappa e poi sull’altra per saggiare la comodità della sedia. Non appena entra Vincent, cambio tavolo, mettendomi vicino a quello di Rick per godermi al meglio la scena, cercare di intravedere le foto osè… Non c’è che dire, hai messo su un bellissimo teatro e stai incantando il tuo pubblico.
Robert, è inutile ripetertelo ogni volta, ma considerami un tuo fan accanito.
Che bel commento però! Spostarti al tavolo per gustarti meglio la scena… hai reso davvero l’idea.
Mi fa piacere, inutile girarci intorno. Quando scriviamo, vogliamo essere gli occhi dei nostri lettori. Chi meglio di te può capirlo? Le immagini che crei, scrivendo o disegnando, sono la prova di quanto affermo.
Grazie di cuore.
Un brano noir che ho assimilato per atmosfere ai primi di Q.Tarantino (Le Iene, Pulp Fiction). Un noir che sa alternare un linguaggio crudo al metaforico, tra violenza e satira. L’amicizia virile tra i protagonisti mi ha ricordato quella tra Hap e Leonard in “Rumble Tumblr” di Lansdale, un libro Pulp americano molto veloce da leggere che ti consiglierei. Come sempre ti faccio i complimenti per la tecnica e l’accuratezza delle parole, si vede che conosci bene il genere e la tecnica, tuttavia incorporerei queste due abilità cin qualcosa di veramente tuo, una sfumatura che si discosta dal genere ma è solo nel genere ma è solamente tua, so che sei in grado di farlo. Molti si fermano all’esercizio di stile ma qui vedo una ricerca più approfondita, quindi perché non osare? Dog eat Dog, socio, come nel romanzo di Bunker.
Un apprezzamento tanto gradito, almeno quanto questa tua visuale che, centrata sull’episodio presente, è interessante e stimolante. Infondere una propria impronta, una cifra stilistica in un genere che mi incanta, intramontabile, sarebbe una conquista epica. Proprio perché, forse è banale dirlo, nel noir il solco è davvero profondo, con caratteri ben delineati, ambientazioni alquanto uniformi, soggetti “tipo”. Talmente ben delineati da rendere difficile il “salto”. Qualche settimana fa, rispondevo a @cristiana qualcosa di vagamente analogo in merito a un mio piccolo testo pubblicato sull’altra serie (portata avanti in parallelo) anche se il discorso era, per certi versi, ribaltato. L’occasione è imperdibile per ringraziarla ancora delle belle parole.
Questa serie non è inquadrata sotto il genere in questione e l’episodio odierno è funzionale a una trama già definita, David, quindi non cercavo l’effetto noir: ma il tuo invito è molto, molto interessante anzi, intrigante. Sono lusingato di essere reputato a un livello tale da poter tentare quello che ipotizzi ed è un’idea formidabile a cui, in tutta onestà, non avevo mai pensato.
Ora il problema, semmai, è come ignorarla perché lo confesso, la sfida è di quelle che prende. Vedremo…
Grazie della lettura, degli splendidi accostamenti. Scorgo in ogni tuo commento, e sono certo che qui molti saranno d’accordo, una cultura impressionante sorretta da una sensibilità profonda e, se mi consenti, decadente (nel senso più nobile del termine). Un mélange davvero esplosivo per un autore.
Bellissimo ❣️
All’inizio ci viene presentata l’ambientazione ovvero questa città vittima dei tumulti di uno sciame sismico in mezzo a questo il protagonista che vive un dubbio svelato in questo episodio… il tradimento della moglie.
Sono curiosa di sapere come continua…
Ps vorrei ripetermi e porre l’attenzione sullo stile, sul lessico e sul tuo modo di scrivere in generale perché secondo me è uno dei tuoi più grandi punti di forza. È propio piacevole leggerti
Grazie di cuore. È vero, lavoro tanto su ogni riga, ogni parola. Dobbiamo amare i nostri lettori, prenderli per mano e accompagnarli lungo un sentiero dolce, affinché si godano il panorama.
Ma non si finisce mai d’imparare: la nostra passione ci deve spingere a cercare di fare sempre meglio.
Le tue parole mi saranno di aiuto in quest’avventura senza fine.