A come Albero

Serie: Le Alfabeto-Avventure di Dorina

Era troppo divertente arrampicarsi su di un albero! Nel giardino di Dorina non c’erano tanti alberi, forse due o tre, tutti di pesco. Che albero meraviglioso il pesco! Soprattutto quando arrivava la stagione della primavera: spuntavano prima delle gemme color verde chiaro vicino alle foglie che si trasformavano poi in bellissimi fiori rosa! Fu proprio durante una splendente e luminosa primavera che Dorina decise di avventurarsi su quell’albero del suo giardino. Era una mattina di domenica e, avendo finito i suoi compiti, la nostra simpatica Dorina decise di portar fuori in giardino il suo libro per poter continuare a leggerlo alla luce limpida del sole. Una volta uscita fuori, l’alberello di pesco che aveva di fronte sembrava la chiamasse: vieni Dorina, vieni Dorina, salta quassù! Secondo voi cosa fece Dorina? Risposta semplice: spostò una sedia di plastica sotto il tronco, vi salì sopra, dopodichè spostò il piede destro sul primo appiglio nodoso dell’albero, poi il piede sinistro su un ramo doppio e solido: non si trovava certamente a cento metri di altezza però era bello avere una prospettiva comunque diversa da cui osservare il giardino e la casa là accanto! Si appoggiò con la schiena all’albero e sorrise riuscendo a scorgere attraverso la finestra di casa la mamma che in cucina pelava le patate! Sentiva i piedi poggiati in maniera salda e stava comoda, appollaiata in una rientranza del tronco. Ora le toccava solo iniziare a leggere il suo bel libro. Ehi! Ma dov’è il libro? Oh no! Il libro era rimasto sulla sedia di plastica. Dorina lo aveva lasciato un attimo prima per iniziare a salire sull’albero e non l’aveva più ripreso. Da dove si trovava avrebbe dovuto saltare giù, prendere il libro e risalire. Uff! Proprio ora che aveva trovato una posizione comoda. “Libro ma non è che potresti salire tu quassù da solo?”, esclamò Dorina che, forse, in fondo in fondo, ci credeva davvero che il libro potesse salire davvero da solo. E secondo voi? Cosa successe? Il libro davvero salì sull’albero? Ma sì! Come sollevato da una nuvoletta trasparente, il libro salì, salì e arrivò direttamente tra le mani di Dorina. La bambina sorrideva, un po’ sorpresa e un po’ forse no. Ma, quando iniziò a sfogliare le pagine, allora sì che si sorprese davvero! Dove erano finite tutte le parole scritte? Le pagine erano diventate bianche! Come era possibile? Poi, improvvisamente, trasportato da una leggera brezza, un fiore di pesco cadde tra le pagine. E ora provate a indovinare: cosa fece il fiore? Indovinate: iniziò a p… pa… par… esatto! Iniziò a parlare!
“Ciao bella bambina! Mi presento: sono Fiordipesco, fiore bello e fresco! Qui c’è un’emergenza: è in atto la ribellione dei libri! Come avrai notato, il tuo libro non voleva salire. Sono stato io a farlo venire su con un venticello magico. Noi, fiori di pesco, stiamo avvisando tutti i bambini che si avventurano sui nostri rami per il gusto di leggere all’aria aperta. Sono infatti loro i veri lettori appassionati che possono salvare la situazione in questo momento di emergenza. E tu, bella bambina, siamo certi potrai risolvere la questione. Hai negli occhi lo scintillio di chi è bravo in queste occasioni in cui c’è da salvare qualcuno o qualcosa. D’altronde tutte le formiche della zona non fanno altro che parlare di te! ”
Dorina aveva sorriso al ricordo delle care amiche formiche, e ora era pronta! In un battibaleno aveva capito che c’era una missione da portare a termine. I libri non potevano certamente rimanere con le pagine bianche! Bisognava agire subito! “Sono pronta! Caro Fiordipesco, cosa devo fare?”
“Ehm, scusa Dorina. Forse non sai una cosa: noi, fiori di pesco, siamo molto vanitosi. Quando pronunci il mio nome, così come il nome di tutti i fiori di pesco, devi dire: Fiordipesco fiore bello e fresco. Ok?”
“Ok Fiordipesco fiore bello e fresco. Ho capito. Allora mi spieghi cosa devo fare? Io vorrei continuare a leggere la storia contenuta in questo libro.”
“E’ semplice Dorina: i libri si stanno ribellando perché stanno diminuendo i bambini che leggono. E quindi stanno scomparendo le parole scritte. Ma ora tocca a te Dorina: corri a recuperare quante più parole è possibile e riportale nei libri!”
“Cosa? E come si fa a recuperare le parole? Dove vado a cercarle?”
“Eh Dorina! Vorresti sapere dove sono andate a nascondersi le parole? Te lo spiego: le parole sono andate a rifugiarsi laddove sono nate: nelle tasche degli scrittori!”
“E io come faccio? Non conosco mica tutti gli scrittori del mondo!”
“Non ti sto certo chiedendo di fare il giro del globo! Stai tranquilla. La missione è semplice: devi coinvolgere tutti i bambini che conosci e chieder loro di recitare questa poesia che ora ti dirò. Dovrai iniziare la missione delle parole ritrovate. Solo così le parole decideranno di ritornare nei libri. Mi raccomando: dovrai chiedere ad ogni bambino di recitare la poesia a qualcuno. Quel qualcuno la dovrà recitare a qualcun altro e così via!”
“Ho capito! Sono pronta. Fiordipesco fiore bello e fresco dimmi pure la poesia”.
“Allora Dorina, ascolta bene: è una poesia semplice ma deve essere recitata bene da tutti voi con impegno e coinvolgimento. Eccola qui:
Ho letto un libro e mi è piaciuto.
Una storia bella e fantastica io non rifiuto.
Quando affondo il naso nel racconto,
inizio a leggere e son tanti i personaggi che incontro:
belli, brutti, eroi o fanfaroni,
val sempre la pena leggere,
perché son tutte emozioni.
E ora ascolta che ti dico:
Non smettere mai di leggere,
parola di un amico.
Ecco tutto Dorina. Cerca di memorizzare questi semplici versi e vai pure! Tu e i tuoi amici non dovete fare altro che diffondere la passione per la lettura. Ciaooo!”
E così dicendo il fiorellino vanitoso volò di nuovo via trasportato dalla dolce brezza. Dorina rimase ancora un attimo appoggiata sull’albero a memorizzare la poesia, poi ridiscese con un salto sulla sedia di plastica e rientrò in casa. Corse in camera sua e trascrisse la poesia su un foglietto. L’indomani a scuola due amiche si lamentavano di aver trovato misteriosamente i loro libri preferiti di favole completamente bianchi all’interno. Qualcun altro ridacchiava divertito dicendo poi che se anche tutti i libri del mondo fossero diventati bianchi sarebbe stato pure meglio. Dorina raccontò a tutti di avere in giardino un albero di pesco dai fiori tanto belli e vanitosi quanto saggi. Disse che uno di questi fiori le aveva suggerito una poesia che tutti loro dovevano recitare con impegno perché i libri meritavano di ritornare pieni di parole. Spiegò loro che era una vera e propria missione e che anche chi non amava la lettura doveva prima recitare la poesia e poi lasciarsi affascinare da un libro di storie fantastiche.
“Forza amici”, spiegò Dorina, “recitate con me. Ho qui il foglio scritto per imparare meglio questi versi. E poi sarà ancora più importante che, una volta usciti di scuola, possiate recitare nuovamente la poesia a tutti i bambini che conoscete, i quali, a loro volta faranno lo stesso, e così via. Non dobbiamo interrompere la missione!”
E fu così che, poche ore dopo, a migliaia di chilometri di distanza un bambino americano, cugino di un compagno di Dorina, recitava una poesia che faceva così:
“I read a book and I liked it…”
Come pure una bambina francese, amica lontana di Dorina, recitava con amore:
“J’ai lu un livre et je l’ai aimè…”
Addirittura in Africa, il giorno dopo, due fratellini zulu adottati a distanza da una compagna di Dorina si divertivano con questi versi:
“Ngifunda incwadi futhi ngayithanda… “
Per non parlare del lontano Sri Lanka: il compagno di classe di Dorina che si chiamava Manitha, aveva un fratello che era rimasto nel lontano paese e la sera stessa si divertiva così:
“mama potak kiyevva, mama ekata kaematiyi…”
Per incanto, quanto più la poesia viaggiava per il mondo, tanto più i libri di tutti i bambini ritornavano a ripopolarsi di magiche e fantastiche parole.
E in quelle stesse ore in cui i libri ritornarono ad arricchirsi di frasi bellissime, in vari angoli della Terra quegli scrittori e scrittrici che si trovavano a passeggiare in strada, con le mani affondate nelle tasche di cappotti, pantaloni e giacche, sentirono scivolar via qualcosa dalle dita… chissà poi cos’era…

Serie: Le Alfabeto-Avventure di Dorina
  • Episodio 1: A come Albero
  • Episodio 2: B Come Bottone
  • Episodio 3: Dorina e la zucca di Cenerentola 
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    Commenti

    1. Letizia Maracci

      Bellissimo inizio di una favola moderna, trovo la tematica affrontata estremamente interessante, ed inoltre non so se voluto o meno, ma mi ha ricordato alcune storie di Rodari e Calvino. Unico appunto, mi sarebbe piaciuto se fosse stato approfondito un po’ di più il momento in cui la protagonista parla del fiore ai suoi amici, i quali apparentemente accettano, senza neanche porsi una domanda, di iniziare immediatamente la particolare missione che viene loro proposta. Detto ciò, sono proprio curiosa di sapere come continuerà questa avventura!

      1. Costanza Cerrotta Post author

        Cara è così! Rodari for ever. È con le storie di Gianni Rodari che son cresciuta. È lui il mio ispiratore. Infatti il motto che scrivo ovunque, anche sulla home del mio sito, è sempre lo stesso:la sua affermazione tratta dalla Grammatica della Fantasia: “anche inventare storie è una cosa seria”. Sai perché del fiore parlo poco? È stata un’omissione involontaria ma ha un motivo: poiché in altre storie dei miei libri i compagni di Dorina sono abituati a vedersi affidare delle missioni, dunque non si son posti domande più di tanto. Ti abbraccio.