ADDIO

Serie: OK, HO DECISO DI RACCONTARMI IN UN DIARIO


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: questo non è il riassunto di quello che ho scritto in precedenza, ma un COMUNICATO. Devo comunicare a tutti quelli che mi conoscono e che in questi mesi hanno letto i miei racconti prima, e le mie confessioni-diario poi, che non scriverò più. Non posso, non posso più.

Diario, è successo una fatto grave che mi ha stroncato tutte le energie e la voglia di fare, di lottare e anche di vivere.

Non posso, non posso più!

Da un collega di lavoro che conosceva bene Benedetta e la sua famiglia, ho saputo che c’è stato un incidente in Corsica. Il camper dove erano Benedetta e Brigitte è caduto in un precipizio e si è incendiato.

Sono morte tutte e due.

Erano sulla strada Castagnolu vicino a Calasima. Questa è la notizia. Io poi non so neanche dove sia questo posto, e non so neanche che cosa cazzo ci facessero là in una località impervia loro due da sole senza l’amica fotografa.

Il camper è uscito da un tornante in un tratto di strada montagnoso e impervio, pare fosse buio, si è incendiato, quando sono arrivati i soccorsi non c’era più nulla da fare.

Sono qui chiusa in camera al buio dalle due di ieri pomeriggio, immersa nel mio sudore ed in altri sparsi liquami vari.

È successo già da qualche giorno, ma Aurelio me lo ha detto solo ieri mentre eravamo in mensa. Ho vomitato di getto tuto quello che stavo mangiando. Ho vomitato poi anche nel taxi che ho preso subito dopo.

Non potevo stare in ufficio, stavo troppo male.

In taxi è stato terribile, anche perché l’autista era uno qualunque e non quello che conosco, quello che mi porta di solito. Io per quanto mi sforzassi disperata non riuscivo a spiegargli le ragioni del mio stato.

Ma perchè cazzo grufolo anzichè parlare? Cazzo!

Sono distrutta. Sono stanca. Non ce la faccio più.

Avevo una cosa bellissima e l’ho buttata. Mi ero illusa di amarla per sempre e invece avevo solo la mente eccitata ma confusa. Sono tutta sbagliata. Mi piscio addosso anche per strada se cado, e perdo le bave se mi sforzo ad emettere suoni incomprensibili. Cado e la gente ha compassione di me quando mi raccoglie, oppure mi lascia stesa e mi manda a cagare stizzita.

Faccio schifo.

Ne sono certa, anche Samuele si romperà le balle se in qualche circostanza ci sarà la necessità di pulirmi il culo.

Ne ho abbastanza. Non voglio più scrivere perché ora ho in mente tutte queste cose che però sarebbe meglio non scrivessi.

Non ho più voglia di ascoltare neanche i numerosi messaggi di Samuele su Youtube.

Ma poi chi è questo Samuele?

E’ solo un imprevisto errore del fato in mezzo a una sequenza di eventi.

Cosa sarebbe successo se in questa sequenza io non mi fossi allontanata dalla Corsica?

Benedetta sarebbe ancora viva! Oppure sarei là carbonizzata anch’io.

Basta. Sparisco. Che nessuno mi cerchi più.

Vorrei drogarmi ma non l’ho mai fatto e quindi non so neanche come si fa. Eppure lo farei perché sinceramente mi sono un po’ scartavetrata il culo di tutto e di tutti.

Ma perché io? Perché a me? Cosa ho fatto di male?

Senti Diario, non so se pubblicare o no questo pezzo. È scritto troppo male. Eppure sto pensando che se ho deciso di scrivere queste cose, in fondo è per farle sapere e non per tenermele chiuse dentro di mè.

Ok pubblico.

E ci metto anche un’immagine che aveva elaborato Tito adatta a questo schifo di momento. E poi mi masturbo ossessivamente fino a che la pressione del sangue nel cervello mi fa scoppiare la testa dal dolore.

Così non sento più nessun altro dolore.

Ciao Addio

Serie: OK, HO DECISO DI RACCONTARMI IN UN DIARIO


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ho letto questo pezzo. Mi viene difficile comprendere se i fatti narrati sono frutto di fantasia o appartengono alla realtà.
    Vorresti chiarire? La prosa è sempre molto realistica, ma ti chiamo a confermare i fatti o a esplicitare se appartengono a una semplice narrazione.