PAGINA DI DIARIO – SABATO VENTICINQUE SETTEMBRE 2021, Khalid

Serie: OK, HO DECISO DI RACCONTARMI IN UN DIARIO


Il verdetto mi sembra ragionevole.

‘Amputazione appena al di sopra del ginocchio’.

Meglio di Taahira che era in bagno quando gli è arrivata la granata in casa, e adesso, oltre alla casa, gli manca il piede destro e tutta la gamba sinistra compreso un pezzo di anca. Ed è anche brutta da vedere.

Forse intervengono già domani.

Almeno smetto questo male che verso sera diventa come cento lame taglienti che mi accoltellano anche la pancia. E poi smetto di imbottirmi di morfina, che tanto non mi fa più effetto. Neanche mi fa più dormire, né di giorno nè di notte.

Ma che cazzo di proiettile ha usato quel cecchino. Il fatto è che prima di entrare nella mia carne aveva attraversato la pancia di un grosso cane rognoso bianco e marrone. Come si fa a centrare un cane bianco e beige invece della mia gamba. Era sicuramente una tzahal donna risevista al suo primo richiamo.

Mi chiamo Khalid, e sono in questo letto da questa mattina, quando Mariangela Scarciello mi ha tirato in ballo. O meglio, sono già un po’ di giorni che sono in questo letto in verità, perché la gangrena ha avuto tutto il tempo di formarsi e diffondersi prepotentemente. Ma solo questa mattina ho scoperto di essere un personaggio. E leggendo mi sono anche rasserenato, perché ho conosciuto Ayelet. Che non è una riservista appena richiamata. Quindi, puntare appena al di sopra del ginocchio, dirigere il proiettile nella pancia del cane rognoso, per poi entrare solo dopo così inquinato nelle mie carni appena al di sotto del ginocchio, è stata una finezza da giocatore professionista di bigliardo. Questo mi gratifica molto. Spero gratifichi anche Eden. Spero però anche che Eden, trovando il seno vuoto, gli dia delle energiche morsicate, si agiti, e serrando il capezzolo in bocca lo tiri a destra e a sinistra, allungandolo come una gomma da masticare, fino a farle malissimo. Almeno per un buon dieci minuti.

La Soldatessa (https://edizioniopen.it/la-soldatessa/). Per fortuna ho appena finito di leggere quando mi suona il campanello.

Devo uscire dal racconto di corsa.

Dalla prolungata violenza dello scampanellio sono certa che è Daga.

Avrei preferito i due rapidi tocchi di Benedetta. Come al solito è sgusciata fuori dal letto due mattine fa senza che mi svegliassi, e da allora non ho più sue notizie.

Mi alzo e saltello sulla gamba sinistra come se avessi una gamba sola.

Che scema! Daga non conosce Khalid. E poi fa un freddo bestia questa mattina a Milano, mentre nell’ospedale Beit Hadassah ci saranno almeno trenta gradi. Non sono più Khalid.

Mi preparo mentalmente agli insulti di Daga.

‘Lavati che puzzi!’ ‘Non fare la paralitica più di quello che sei’ ‘arrangiati che io sono un pò impedita adesso‘

I più di cento e fischia chili in effetti la impediscono di molto, rendendogli difficile anche la respirazione. Se poi aggiungiamo la distorsione di immagine prodotta dalle lenti dagli occhiali spesse una spanna, l’impedimento è completo.

Odio lamentarmi. Sono stata abituata a fare e non a farmi fare. E in questo nonna e specialmente Daga mi hanno aiutato molto.

E’ di corsa.

Ha accompagnato la centralinista della sua sede alla clinica veterinaria di via Marco Aurelio, a dieci minuti di metrò, per il suo gatto ricoverato. E’ venuta solo per rompermi le palle e per questo le voglio un bene dell’anima.

Ok. Daga è appena uscita e io ritorno al PC saltellando sulla gamba sinistra.

Acc! Mariangela ha scritto solo ‘La Soldatessa’. Cazzo che peccato.

Nell’ambiente che descrive mi ci ero immedesimata volentieri e con naturalezza. Mi gestivo bene nei panni di Khalid.

Sono certa che io -Khalid- tornerò presto ad Hebron.

Serie: OK, HO DECISO DI RACCONTARMI IN UN DIARIO


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Discussioni

    1. Veramente è un commento. Il mio commento a “La Soldatessa” (https://edizioniopen.it/la-soldatessa/) di Mariangela.
      Non riesco a commentare dicendo solo “molto bello” “mi piace molto” eccetera.
      Scusatemi, ma mi lascio prendere la mano (UNA mano! Pensa se ne avessi anche l’altra che funziona!)