Amiche amiche e poi…

《Ehi Cla, sei arrivata da molto?》disse Vittoria mentre si sedeva e poggiava la borsa sulla sedia vicina.

Claudia si alzò per baciare le guance dell’amica.

《Naah, sono arrivata 5 minuti fa, il tempo di prendere posto》

Vittoria si guardò intorno e poi prese a mordicchiarsi le unghie, volse lo sguardo a Claudia guardandola impaziente.

《Non giriamoci intorno, cosa volevi dirmi?》esordì Vittoria sentendo l’aria tesa.

《Volete ordinare ragazze?》 chiese loro la cameriera.

Claudia e Vittoria risposero all’unisono

《Un tè freddo al limone》. Scoppiarono a ridere, ma stavolta la risata non era rilassata. Erano sintonizzate ma non sempre si era rivelata una cosa positiva.

Le ragazze rimasero in silenzio fissandosi fino all’arrivo delle ordinazioni attendendo che fosse l’altra a iniziare il discorso.

Dopo qualche minuto la cameriera servì i due tè freddi.

Claudia bevve un lungo sorso e poggiò il bicchiere sbattendolo sul tavolo facendo saltare in aria Vittoria persa nei suoi pensieri.

《Ho chiesto a Luca di uscire… stasera》

《Ah si? Cosa ti ha risposto?》 Replicò la ragazza cercando di mantenere un tono calmo.

《Mi ha detto di si, mi sembra ovvio, no?》Claudia fissò dritto negli occhi dell’amica, quasi come se volesse entrare dentro la sua mente.

Vittoria, d’altronde se lo aspettava da tempo, astuta la sua migliore amica, prima le azioni e poi le confessioni.

Come se non avesse saputo che aveva una cotta per Luca da anni. Certo ora che lo aveva conosciuto anche lei tutto stava cambiando, frequentavano lo stesso corso di inglese due volte a settimana ed era impossibile non prendersi una cotta per lui. Ma adesso cosa avrebbe fatto? Amiche da anni e poi un’azione così subdola.

Avvertiva il caldo alle orecchie e il battito sordo del cuore, le mani le sudavano e avrebbe voluto strozzarla.

《Sei una stronza. Da quanto tempo sai che mi piace? Saranno almeno due anni che ti parlo che di lui. E tu alla prima occasione che fai? Gli chiedi di uscire.》 Alzò il tono della voce.《Come se pugnalare la propria migliore amica alle spalle fosse una cosa normale! Ma la cosa più schifosa sai qual è? Me lo hai detto a cose già fatte. Sono delusa》. Vittoria stava urlando e si sentiva come un vulcano in eruzione, una pentola a pressione che esplode.

Claudia, invece, sembrava fatta di ghiaccio. Gelò l’amica con uno sguardo e poi continuò a bere il suo tè, come se niente fosse.

《Si, hai detto bene, sono DUE anni che me ne parli e fin ora non mi risulta che tu hai fatto un passo avanti. Non ti sei mai dichiarata. Cosa vuoi aspettare? Io non aspetto, io agisco》. Rivolse uno sorriso forzato a Vittoria e riprese a bere.

《Tu agisci… alle spalle della tua migliore amica. Mi aspettavo da te qualunque cosa, persino che gli avresti sbavato dietro. Ma mai avrei creduto possibile che tu mi tramassi alle spalle Claudia. Lo vuoi? Prenditelo. Ma trovati un’altra amica.》Vittoria aveva gli occhi lucidi e le mani tremanti. Ma non voleva darle la soddisfazione di piangere proprio in quel momento.

《Non farne un dramma Vittoria. Mica me lo voglio sposare. Voglio solo vedere come va. Se capisco che non fa per me te lo cedo volentieri》. Claudia stuzzicò l’amica con voce tagliente.

《La tua timidezza non ti porterà da nessuna parte sai?》

Vittoria non ne potè più.

Si alzò in piedi sbattendo la borsa sul tavolino, tirò fuori dal portafogli una banconota da cinque euro e la lasciò sul tavolino.

《Vaffanculo. Bell’amica che sei.》

Si mise la borsa a tracolla e con passi pesanti uscì fuori dal bar come se avesse sotto i piedi dei carboni ardenti. Dopo un centinaio di metri rallentò, si accasciò a peso morto su una panchina e scoppiò a piangere.

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