Autostrade

Serie: De madrelingua romana

Regà vi sono mancato? Che dire il trasloco porta via sempre molto tempo. Anche se il trasloco mio, de mi madre e Nicolina, co zio Igino a chiudere la cerchia de matti, non fu di quelli classici.  

Mia madre infatti oltre a fermarsi nell’ agriturismo toscano quella sera in cui avevamo lasciato la nostra Roma Caput Mundi, volle fare “Caput” del mio cervello nei giorni seguenti. Quella infatti fu solo la prima delle svariate volte in cui mi pregò di fermarmi lungo lo Stivale, e non perché era stanca, ma semplicemente perché lì non c’era mai stata. 

Lì dove, direte? Lì corrispondeva pressoché ovunque visto che questa era la prima volta che metteva il naso fuori Trastevere. 

Facemmo Roma – Milano in sei giorni! Fortunatamente non ebbi problemi con il lavoro. Avevo preventivato due settimane di tempo prima di iniziare a collaborare con il nuovo team, pensando di sfruttarlo interamente pe sistema’ casa, diciamo per riempirla l’ex casa di Carlo, ormai nostra. Invece in quella settimana, la casa se la stavamo a portà appresso pe tutta l’autostrada! 

Non avevamo la roulotte, ma somigliavamo a ‘na banda de zingari. E dire che avevamo disposto il furgone con i mobili in maniera così perfetta alla partenza. Ora invece era un disastro e oltre all’amaca per zio Igino, il tavolino richiudibile e due sedie fuori posto, quello che preoccupava Nicolina ad ogni curva, era la sua sedia a dondolo che penzolava pericolosamente da sopra il tetto del furgone. Zio Igino con cui condivideva la macchina, alla fine non ce l’aveva fatta più a sentir Nicolina lamentarsi ad ogni tappa perché non riusciva a dormire. Il letto nei b&b c’era eccome, le lasciavamo sempre quello più comodo, ma senza il dondolio Nicolina non se addormentava mica e piuttosto che tirarla fuori tutte le sere, zio Igino l’aveva incollata sul tetto! La sedia a dondolo certo…forse avrebbe ancorato volentieri anche Nicolina, in effetti. 

Orsù dunque, oltre in Toscana, prima de arrivà in Lumbardia, facemmo tappa anche in Emilia, e in Romagna. Mi raccomando non sono la stessa regione anche se lo sono. Fidateve, se ne discutete con quelli del luogo, imparerete a vostre spese la differenza. Infatti er vecchietto che teneva il b&b sul cucuzzolo della campagna, c’aveva tenuto un ora sulla porta a spiegaccela. 

E dire che se dovevamo lasciare la camera alle 10 del mattino e c’eravamo sbrigati pure con un bagno solo, alla fine lasciammo l’uscio de casa der “Emilia e basta!” alle 11, accogliendo con un generoso sorriso, le due teste che spuntarono poi lungo il vialetto. Non li feci neanche arrivare, je corsi incontro come se fossi io il proprietario del b&b, offrendomi di portar loro le valige. Lasciai il vecchietto a parlare da solo per due minuti, non se ne rese manco conto. Tant’è che ai nuovi arrivati rivolse un inaugurale “E voi avete capito?”  E incoraggiato dalle facce sgomente, ricominciò da capo il tema a lui tanto caro con la coppia di malcapitati. 

Dissi agli altri di salire in macchina, sgassai un pò nel vialetto. Un rivolo di sudore mi corse lungo la tempia. Tirai un sospiro di sollievo, solo svoltando l’angolo. Meno male, a sto punto me meritavo una piadina con lo squaquerone!

In Romagna invece, mamma mia si era messa in testa de vedè Rimini. Inutile dirvi quante volte gli avevo fatto vedere la cartina. Non c’azzeccava niente con il percorso, ma niente proprio! Dovevamo tornà pure un pò indietro! 

– No ah mà, non se ne parla proprio!

– L’ultima cosa Vincè te prego, vedo Rimini e poi muoio! 

– Mamma quella è Napoli…

– Già Napoli! Non ci son mai stata, quanto ci vuole?…

– Mamma va bene, Rimini e poi t’accido!

Ragazzi, che dire, avevo sempre invidiato chi aveva vissuto il periodo hippy. Avevo sempre pensato guardandolo in televisione, chissà che figata andà in giro in lungo e in largo senza pensieri, ai raduni, che bella la vita! Scopo nobile a parte. Ecco, guardando mi madre col fiore in testa che seguiva quella pazza de Nicolina pe fa amicizia co tutti, m’era passata la voglia. Nicolina poi rideva come ‘na matta ai complimenti dei due giovanotti dell’ombrellone accanto, e i suoi du denti d’oro scintillavano al sole, come la sfera de cristallo che se portava sempre appresso. No sto a scherzà, niente sfera, però, però… mò basta de parlà de meteo e de followers co gli altri!  Mi madre j’aveva appena fatto il tatuaggio a stella, al tatuato! Col pistillo del papavero che aveva tra i capelli. Ma la polvere de papavero è allucinogena? Se si, io ero stato drogato dalla nascita. Non mi dite, non conoscete il tatuaggio a stella? Ok. Avete ragione, forse è l’insolazione  – “Mamma daje su, che se vuoi fare un giro anche per il centro di Rimini dopo non c’è tempo!” Presi Nicolina per il braccio, vennero via a cordata. Fui provvidenziale, si stavano scambiando i contatti.  

Mi madre però come al solito, ebbe buona memoria. In viaggio verso Milano non ci mise molto, il tempo di fare una breve ricerca con i suoi polpastrelli elettrizzati, e il secondo dopo era a chattare su faccialibro con il tizio dell’ombrellone. Lo riconobbi subito, specie per il tatuaggio centrale alla gola. No, quello di Fedez è molto più discreto. 

La guardai preoccupato lungo tutta la fila del casello. 

– Tranquillo Vincenzo mio, non so mica rimbambita. Cos’è quel muso? I pochi soldi miei, saranno tuoi e di nessun altro finto nipote che spunterà chissà dove via web. Tranquillo.

La guardai ancora nel mio mutismo. 

– Comunque è tanto caruccio questo ragazzo riminese che ho conosciuto. Fa il dj sai? Non sai quanti followers ha. È conveniente per me farci amicizia…e anche per lui direi, come dice lui “so’ una nonna in gamba”! Ma tranquillo non mi faccio abbindolare io, anche perché mi ha dato della nonna, prima ancor della simpatica. Quindi il mio scopo è solo incrementare i followers; direi a vicenda, modestamente. Vedi non c’è da rabbuiarsi. È business.

La guardai un pò stranito, e non per la parola inglese. Poi mi arresi e le feci un sorriso, anche se un discorso mi aveva intristito parecchio. E glielo dissi. 

– A ma’ i soldi…saranno tuoi…ma che vai a pensà?

– Eh alla mia età ci si pensa spesso Vincè, lo capirai da vecchio. Come penso spesso alla tua sposa futura. Vincenzo mio bello datti una mossa che i nipoti veri li voglio eccome! In spiaggia c’era una graziosa ragazza che ti guardava sai?

– A ma…

– E che mi dici del nuovo team, quando hai fatto il primo meeting con il nuovo staff, c’è stata qualcuna che ti ha colpito? Una bella milanese… 

– A ma… ma, e daje su!

Milano. Finalmente, feci i fari a zio Igino. Era caduta la sedia de Nicolina dar tetto.  

Serie: De madrelingua romana
  • Episodio 1: Dai che je la fai! Aò!
  • Episodio 2: E andiamo!!!
  • Episodio 3: “O così o non se ne fa niente!”
  • Episodio 4: Niente de niente
  • Episodio 5: Laboratorio = Alt = Doc 
  • Episodio 6: InKiEstA 
  • Episodio 7: In Festa
  • Episodio 8: Autostrade
  • Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa, Umoristico / Grottesco

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    Discussioni

    1. Hai chiuso in bellezza strappandomi una risata anche sul finale, proprio mentre credevo che il LibriCK si sarebbe chiuso con quelle riflessioni cupe. Episodio gustosissimo, attendo il seguito (so che non posso pretendere, proprio io che sono in ritardo di mesi). A presto!

      1. Davvero grazie Tiziano, son contenta di averti fatto ridere più volte e fino alla fine :)!!!!! Vincenzo dice che farà il possibile, al momento è sul dondolo di Nicolina, e non je va! Tu nel mentre sblocca st’episodio su!

    2. “anche se un discorso mi aveva intristito parecchio. E glielo dissi. – A ma’ i soldi…saranno tuoi…ma che vai a pensà?– Eh alla mia età ci si pensa spesso Vincè, lo capirai da vecchio. “
      È così, è vero, si pensa a cosa lasciare, si pensa a un giorno, a quel giorno che nella testa di un giovane non esiste, non è concepito.

    3. ” Nicolina poi rideva come ‘na matta ai complimenti dei due giovanotti dell’ombrellone accanto, e i suoi du denti d’oro scintillavano al sole, “
      😂 😂 😂

    4. “Infatti er vecchietto che teneva il b&b sul cucuzzolo della campagna, c’aveva tenuto un ora sulla porta a spiegaccela. “
      Eh no, la differenza tra Emilia e Romagna vorrei conoscerla anch’io adesso 😃

    5. Ciao Maria Anna, finalmente è tornato Vincenzo! Non sai da quanto lo aspettavo, leggere la tua serie è come prendere una boccata di ossigeno. Mà è sempre favolosa 😀

      1. Ciao Micol, grazie per aver letto e commentato così, contenta di averti fatto ridere. Fedora ringrazia la sua prima fan 🙂

    6. “Ma la polvere de papavero è allucinogena? Se si, io ero stato drogato dalla nascita. Non mi dite, non conoscete il tatuaggio a stella? Ok. Avete ragione, forse è l’insolazione  –”
      😂 Mi ha fatto ridere

    7. Maria Anna mi sono mancate le vicende di Vincenzo, e finalmente sono tornate. E che ridere! Troppo forte la mamma a Rimini che ci prova col Dj figo, e quant’è social, altro che business, meglio della Ferragni! Bellissima la conclusione, sto ancora ridendo😂! Ma scusa, Vincenzo qui in Sicilia non po’ venì, e daje su😂😂😂! Bentornata, sempre bello leggere questi episodi in salsa dialettali ma che fanno anche riflettere sulla nostra realtà😊😊!

      1. Ciao Antonino, grazie per aver letto e per il commento, si Fedora sta diventando veramente social, ha sorpreso pure me! :D.”Meglio della Ferragni” ahaha grazie! Grazie per aver riso, contenta di questo :). Vincenzo è arrivato appena a Milano, ma magari in Sicilia un giorno ce lo faccio capita’, daje! 😀

    8. ahahha a me eri mancata molto, sono sempre spassose le tue avventure, mi divertono sempre.
      Specialmente col nuovo lato social di mamma 🙂
      Non ci far attendere troppo il prossimo episodio.

      1. Grazie Alessandro per aver letto e per queste tue parole. E grazie, cercherò di scrivere presto il continuo. Contenta di averti fatto ridere 🙂