Brindisi al veleno
Serie: Lascia che passi la notte
- Episodio 1: La paura del ritorno
- Episodio 2: Ann
- Episodio 3: Quasi Natale
- Episodio 4: Via di fuga
- Episodio 5: Lasciare andare
- Episodio 6: Incompresa
- Episodio 7: La bussola per tornare a casa
- Episodio 8: Il tempo adatto per un addio
- Episodio 9: Milano-Bruxelles
- Episodio 10: Stereotipi
- Episodio 1: Allusioni e fastidi
- Episodio 2: Sguardi, insinuazioni e caffè
- Episodio 3: Il senso dell’amore
- Episodio 4: Al telefono
- Episodio 5: Calma apparente
- Episodio 6: Dolori e buoni amici
- Episodio 7: Stelle artificiali
- Episodio 8: L’amore da lontano
- Episodio 9: Sakura
- Episodio 10: Colpe nascoste
- Episodio 1: Osaka
- Episodio 2: Sbagliato e naturale
- Episodio 3: Conto alla rovescia
- Episodio 4: Appigli
- Episodio 5: Fiore di loto
- Episodio 6: Colpo basso
- Episodio 7: Una bella fiaba finita male
- Episodio 8: L’amore non basta mai
- Episodio 9: Se guardi il mare
- Episodio 10: Montagne russe
- Episodio 1: Volare verso il sole
- Episodio 2: Cosa fanno le stelle
- Episodio 3: Gelosia
- Episodio 4: Brindisi al veleno
- Episodio 5: Scomode teorie
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
All’ingresso del ristorante brasiliano vennero accolti da un uomo alto con un papillon e un lungo grembiule verde. “I signori hanno prenotato?”
“Un tavolo a nome Ricciardi.” Cristian parlò con tono tronfio, forse aspettandosi una reazione estasiata in risposta al suo cognome, come se tutti dovessero conoscerlo e ammirarlo.
Il responsabile di sala non batté ciglio e abbassò lo sguardo sul tablet che stringeva in mano. “Prego signori, vi accompagno al tavolo.”
Sebastiano trattenne un sogghigno.
Il locale era arredato nei toni del verde e del marrone, con foglie e fiori esotici dipinti sulle pareti, il pavimento e il soffitto in legno invecchiato e luci calde.
L’odore di carne alla brace si mescolava a tratti con i profumi delle clienti sedute.
La musica in sottofondo doveva essere una samba.
Il loro tavolo era vicino a un gigantesco acquario illuminato da riflessi azzurri, pieno di pesciolini sgargianti e finti coralli.
Senza rendersene conto, Sebastiano e Lorenza scelsero i posti più vicini al vetro, l’uno davanti all’altra. Lui scostò la sedia color tabacco ed esitò, incrociò i suoi occhi verdi con una domanda silenziosa.
Doveva mettersi da un’altra parte? Non voleva scatenare ancora di più la gelosia del grande fotografo.
Lei piegò appena le labbra e si sedette con naturalezza.
“Caipirinha per tutti?” propose Cristian con eccessivo entusiasmo. “Così facciamo un brindisi.”
Sebastiano forzò un sorriso. “A cosa dobbiamo brindare?”
L’altro indicò tutti loro con un movimento ampio. “Ai vecchi amici che si ritrovano.” Portò alle labbra le dita di Lorenza e le baciò, ma mantenne il contatto visivo con Sebastiano. “Sono curioso di conoscere la mia bellissima musa attraverso i vostri ricordi.”
Lei non è tua. Fu quasi sul punto di dirglielo, di togliergli quell’espressione strafottente di chi crede di aver vinto ancora prima di iniziare la partita. Un po’ come quel coglione di Omar. “Perché non provi a scoparti la sua migliore amica invece di fare il baby sitter alla mia ragazza?”
Una cameriera con la pelle olivastra e il viso tondo posò in mezzo a loro le Caipirinhe.
I bicchieri tintinnarono. “All’amicizia che fa dei giri enormi ma poi ritorna.”
“Non era l’amore?” si ritrovò a chiedere Sebastiano.
Anche senza il pizzicotto di Laura sulla gamba si sarebbe pentito della domanda.
Il sopracciglio di Cristian si sollevò. “Le minestre riscaldate funzionano solo nei film. Sei mai tornato con una tua ex o ti piacerebbe farlo?”
Da vero genio, più volte con la stessa donna. “No.” Sebastiano si impose di non guardare Lorenza, riprese il bicchiere e schiacciò tra le labbra la cannuccia. Il cocktail gli scese freddo in gola. C’era un po’ troppo lime per i suoi gusti.
“Appunto. Se una donna torna sui suoi passi è perché non ha trovato di meglio e se un uomo riprende una ex è un disperato.” Cristian rise e tirò a sé Lorenza, baciandola sulla guancia. Un gesto che sembrò studiato per marcare il territorio più che per amore.
La cameriera di prima tornò con ciotole contenenti fagioli, riso bianco, mais, insalata russa e melanzane.
Il fotografo iniziò a riempirsi il piatto. “Allora Se’ raccontami un po’ di te e della mia gattina.”
Vi prego risparmiatemi tutto questo!
A sorpresa, intervenne Massimiliano. “Perché Cri non ci dici tu come vi siete incontrati? Mi sembra una bella storia, no?”
L’altro sembrò apprezzare la domanda, sul viso gli comparve un sorriso da pubblicità Mentadent. “Eravamo sulla strada fuori Basilea, lei era ferma su una piazzola, aveva bucato e stava armeggiando con il cric.” Sì girò a guardarla con uno sguardo divertito e lei gli sorrise angelica.
“Ovviamente mi sono fermato per darle una mano, anche perché era un bello spettacolo. Pantaloncini in jeans microscopici e top bianco, difficile resistere.” L’attenzione si spostò su Sebastiano, ma lui finse disinteresse con qualche sorso di Caipirinha.
“Non era per niente in difficoltà, ha cambiato da sola la gomma e molto più veloce di come ci sarei riuscito io.”
“Brava,” commentò Massimiliano “mia moglie da sola riesce giusto a fare benzina.”
Laura gli allungò uno schiaffetto sul braccio. “E tu da solo sai a malapena prepararti una pasta in bianco, l’uovo al tegamino è già livello Masterchef. Però ti amo lo stesso.”
“Come darti torto.”
Cristian si rimise in mezzo. “In effetti, Lorenza ha tanti pregi, alcuni evidenti, altri nascosti.” Di nuovo, la sua frase sembrò un’allusione diretta a una sola persona. Più che continuare a berla, Sebastiano avrebbe voluto usare la Caipirinha in modo diverso.
Un cameriere si materializzò al tavolo con un coltello e uno spiedo di salsicce fumanti. Ne tagliò cinque parti e iniziò a servire le signore.
“Poi come continua la storia?” Laura si allungò per prendere le melanzane.
Sebastiano non era certo di volerlo sapere. Intinse un pezzetto di carne in una salsina piccante con un’attenzione eccessiva.
“Mi ha chiesto di posare per lui o di bere qualcosa insieme, oppure entrambe le cose e quando gli ho riso in faccia, dicendogli di provare un approccio migliore, mi ha mostrato il suo biglietto da visita e qualche fotografia.” Lorenza alzò le spalle. “Erano belle, molto. Non potevo essere sicura di non aver incontrato un serial killer, qualche tempo dopo mi è capitato di vedere un film con uno che adescava le sue vittime in modo simile, ma in quel momento mi sono fidata.”
E secondo me hai fatto male, non sarà un assassino, ma un coglione che ti tratta come se fossi una sua opera, sì.
Però non poteva dirglielo, non dopo aver messo Anna davanti a tutto, anche al loro rapporto.
“L’amore vero non ti costringe a perdere degli amici,né ti tiene come un ripiego.” Era stata proprio Annalisa a dirglielo dall’alto dei suoi 16 anni e a pensarci ora sembrava una contraddizione. All’epoca, invece, la ragazza che lo faceva soffrire era un’altra.
Veronica. Lorenza e Anna l’avevano detestata ancora prima di sapere cosa avesse fatto.
“Seba?” La voce di Laura lo richiamò al presente. “Vuoi la picanha?”
Sì accorse del cameriere accanto a loro con un nuovo spiedo gocciolante di grasso.
Gli passò il piatto con poca convinzione.
“Come mai sei così silenzioso Se’? Abbiamo detto qualcosa che ti ha infastidito?” Il dispiacere di Cristian era finto come una banconota da un euro.
“Io e Lorenza non siamo mai stati insieme.”
Gli occhi di lei lo fissarono increduli.
Serie: Lascia che passi la notte
- Episodio 1: Volare verso il sole
- Episodio 2: Cosa fanno le stelle
- Episodio 3: Gelosia
- Episodio 4: Brindisi al veleno
- Episodio 5: Scomode teorie
Cara Melania, leggerti è sempre un momento di certezze, di punti fermi, la sicurezza che stai per distendere i nervi e passare del tempo di qualità in tua compagnia. Ed ho un dubbio che mi devi scogliere: erano al Dragut?
“Lei non è tua. Fu quasi sul punto di dirglielo”
Perché non gliel’ha detto? Peeerchéééé!
Mi colpisce tantissimo l’evoluzione, o meglio il cambiamento, nel personaggio di Sebastiano. Sta uscendo un lato di lui inaspettato, e non sarei per nulla stupita se alla fine di questa storia fosse proprio lui a ribaltare il rapporto con Annalisa, e andarsene per primo. (Ma sono solo mie teorie e supposizioni, dettate forse dalla sorpresa di vederlo sotto una luce nuova, senza Annalisa).
Grazie Irene per la lettura e il commento. Spero che il cambiamento di Sebastiano non ti sembri esagerato o inadeguato per il personaggio. Nel caso è molto utile per me saperlo.
«L’amore vero non ti costringe a perdere degli amici, né ti tiene come un ripiego». È strano che sia stata proprio Annalisa a dirlo, ma l’amore è un’incognita, e forse anche la sicurezza di Cristian nasconde un bisogno d’affetto. Brava, Melania.
Lo so, sembra una contraddizione.
Grazie Concetta!
Sebastiano, quando Annalisa non è nelle vicinanze, è una forza. Ha una personalità molto forte e incisiva. Aspetti che in questi ultimi episodi hanno marcato la scena. Adesso è ancora più chiaro quanto la relazione con Annalisa lo condizioni. Il dialogo è strepitoso. Brava 👏
Grazie di cuore Tiziana, sono felice che Sebastiano stia emergendo come personaggio.
“E secondo me hai fatto male, non sarà un assassino, ma un coglione che ti tratta come se fossi una sua opera, sì.”
L’ ironia di Sebastiano è incredibile 😂 😂 😂
Grazie🤭
Molto bello, bene!
Grazie Kenji!
Chissà perché mi frulla l’idea che Sebastiano, che consideravo granitico, mi smentirà.Sei riuscita a rendere così antipatico Cristian che, quasi quasi, perdonerei la scappatella. Però, alla fine, non sono mai “scappatelle” ma sintomi di malessere, quindi spero che resista (come spero faccia Annalisa) e che riescano a trovare un vero senso al loro stare assieme.
Chissà, Annalisa non può essere l’unica a dover affrontare tentazioni.
Grazie per la lettura e il commento Giuseppe!
Un episodio che ha un ritmo vivace e una narrazione intrigante, tra il piccante (?) della cena e le parole un po’ provocatorie o trattenute dei commensali.
Grazie Maria Luisa!
““L’amore vero non ti costringe a perdere degli amici,né ti tiene come un ripiego.””
👏 👏 👏