Catania
Serie: Conterò fino a cinque
- Episodio 1: Il giorno della partenza
- Episodio 2: 2 Maggio
- Episodio 3: Catania
STAGIONE 1
Arrivati a Monaco, stavo davvero male: nausea, mal di stomaco e ansia. Mi sono rannicchiata in un angolo mentre aspettavamo in fila al gate e ho detto a Kalle: «Senti, non sono sicura di riuscire a salire su un altro aereo. Per me possiamo rimanere a vivere qui in Germania, che ne pensi? Oppure ti raggiungo in Sicilia a piedi». Lui, che probabilmente non ne poteva più di vedermi angosciata, dopo aver posato una mano sul mio addome ha sussurrato una breve preghiera e poi mi ha detto che sarebbe andato tutto bene. Sapevo che aveva ragione, così mi sono alzata e sono tornata in me. Magari ci trasferiremo in Germania un’altra volta, ho pensato, oggi si va in Italia!
A quel punto, si è avvicinata una donna che poteva avere cinquanta o sessant’anni, con capelli castani ondulati e un viso gentile: «È per Catania qui?»
«Sì», le ho risposto, «questa è la fila per Catania.»
Lei ha iniziato a parlare in una lingua simile allo spagnolo (portoghese?), raccontando di venire dal Brasile per seguire un corso di italiano e che quello era il suo primo viaggio in aereo. Nonostante parlasse per lo più nella sua lingua, aggiungendo di tanto in tanto parole in italiano e io rispondessi nella mia lingua, ci capivamo alla perfezione. Quando riusciva a pronunciare intere frasi in italiano, le facevo i complimenti per come lo stava imparando.
Parlare con lei mi ha fatto dimenticare per un po’ la mia paura, anche perché sapevo che stava vivendo un’esperienza simile alla mia.
Poco prima di salire in aereo, ho lanciato uno sguardo alla cabina di pilotaggio: il pilota era una donna. Non so per quale motivo, ma questo dettaglio mi ha tranquillizzata. Anzi, pensandoci bene, credo di sapere perché, e prego gli uomini di non fraintendermi: non voglio certo dire che le donne siano migliori per il solo fatto di essere donne. Però ci sono certi settori in cui vederne una è raro; per esempio non mi era mai capitato di incontrarne una pronta a pilotare un aereo di linea. Provando a mettermi nei suoi panni, credo che darei il massimo per dimostrare a me stessa e agli altri di essere non solo all’altezza, ma persino più competente dei colleghi uomini.
Ecco perché ho subito pensato che lei sarebbe stata particolarmente brava. E avevo ragione: il volo, almeno in fase di atterraggio, mi ha fatto soffrire molto meno, non facendomi percepire la discesa. Kalle mi ha fatto giustamente notare che spesso non dipende dai piloti, ma dalle istruzioni che ricevono e che devono eseguire. D’accordo, forse è così. Ma quella giovane pilota mi è rimasta comunque nel cuore.
Le ruote hanno toccato terra: siamo arrivati a Catania.
Sull’aereo avevo già sentito qualcuno parlare in italiano ma, una volta saliti sul pullman che ci avrebbe condotti al terminal, ormai tutti parlavano con la tipica cadenza catanese che non sentivo da tanto tempo. Mi ha fatto uno strano effetto, come se fossi appena atterrata su un altro pianeta. E per la prima volta dalla partenza, senza farmi notare, ho contato le dita della mia mano sinistra, ed erano cinque. Ho distolto lo sguardo e le ho ricontate per sicurezza: non stavo sognando, ero in Sicilia per davvero!
L’incontro con i miei genitori, che ci stavano aspettando in aeroporto per portarci ad Augusta, non è stato come lo avevo immaginato: non li vedevo da anni, eppure (forse anche grazie alle frequenti videochiamate sul WhatsApp) era come se ci fossimo incontrati il giorno prima. È sorprendente il potere della tecnologia!
Serie: Conterò fino a cinque
- Episodio 1: Il giorno della partenza
- Episodio 2: 2 Maggio
- Episodio 3: Catania
“È sorprendente il potere della tecnologia!” Sono d’accordo e spero nel teletrasporto di Star Trek. Brava, Arianna!❤️❤️❤️
Il teletrasporto sarebbe fantastico! 😍
È bello capirsi parlando due lingue diverse. Ti fa capire che la parola non è l’unico mezzo di comunicazione che abbiamo a disposizione. Il tuo entusiasmo all’arrivo è travolgente
Grazie, Marco 😊
Non ho mai avuto paura di volare, ma con te sto capendo cosa si prova ad averne.
E sì, è vero, la tecnologia ha il potere di accorciare le distanze.
Ma non so se questo è positivo…
In effetti, ci sono pro e contro (come in ogni cosa).
È bello seguire questo viaggio avendo già lo spoiler che sei ancora sana e salva 😀
Ma all’atterraggio a Monaco che era successo? Forse c’era vento di traverso? Altrimenti quello che cambia di solito è solo la “morbidezza” dell’atterraggio.
No, non c’era vento (non forte, almeno). Credo che il pilota stesse aspettando il momento giusto per atterrare e che, nell’attesa, effettuasse virate di protocollo (che a me, però, sembravano un tantino eccessive 😅🙈).
Mi ha colpito il tuo ultimo commento. Mi sono rivista.❤❤
❤️
“E per la prima volta dalla partenza, senza farmi notare, ho contato le dita della mia mano sinistra, ed erano cinque. Ho distolto lo sguardo e le ho ricontate per sicurezza: non stavo sognando, ero in Sicilia per davvero!”
Hai vinto la prima battaglia. Brava😂 👏
Siii🎉🎉🎉 Non riuscivo a crederci 😁❤️
Che bello l’incontro con la signora brasiliana. È strano e magico pensare che certe persone che si incontrano di sfuggita e che, quasi sicuramente non si rivedranno più, possano lasciare un segno e rendere più leggeri certi momenti.
Bravissima Arianna!
È proprio vero: certe persone lasciano un segno❤️
“Per me possiamo rimanere a vivere qui in Germania, che ne pensi? Oppure ti raggiungo in Sicilia a piedi». 😂
🤣
Questo episodio mi ha fatto volare con te, mi ha fatto risentire il piacere dell’ atterraggio e la gioia di tornare a casa.
Grazie, Maria Luisa❤️
“Magari ci trasferiremo in Germania un’altra volta, ho pensato, oggi si va in Italia!”
Meglio l’ Italia.❤️
😁❤️