Chiacchiere nel pomeriggio

Serie: L'eredità di Giacomo


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Tornando a casa da un giro di commissioni per conto di Piero, Thomas trova Marta che chiacchiera con Jurgen...

Tornato in sala trovai Jűrgen che riordinava la cucina e lo convinsi a mettersi comodo in poltrona lasciando che me ne occupassi io. In pochi minuti lavai le poche stoviglie usate a pranzo e mi sedetti accanto a lui.

«Grazie di tutto, Jűrgen.» lui minimizzò con un gesto della mano e io continuai: «Ho bisogno dei tuoi consigli, mi crea un certo disagio nascondere a Marta buona parte di quanto accaduto, cosa faccio?»

«Quello che credi meglio, ma pensaci bene, senza agire d’impulso. Lascia tempo a lei di smaltire lo stress e a te di dare il giusto peso a ciò che sai e che gli altri ignorano. Quanto hai vissuto è inconcepibile per quasi tutti, raccontandolo ora potresti rovinare la tua vita e anche quella di chi ti ascolta, che sia Marta, Piero o chiunque altro.»

«So che hai ragione, ma mi sembra ingiusto ripartire mentendo.»

«Tacere non sempre è mentire e, se nessuno ti chiede nulla, tu resta tranquillo.»

Considerai che avesse ragione e cambiai argomento.

«Cosa sai dirmi di quella proposta che Ceres continua a rinviare?»

Rifletté pochi secondi, poi parlò con tono preoccupato: «Non è un bel periodo per Ceres, stanno accadendo cose inconsuete e fastidiose, sia di qua che di là. Non sa neanche se resterà responsabile della ricollocazione terrestre o se verrà ‘promosso’ ad altro incarico. Vedremo. Comunque, lui vorrebbe attuare una qualche collaborazione tra i due mondi per una lotta efficace contro la pedofilia. È un progetto che gli sta a cuore, ma che potrebbe procurargli grossi guai. Quando sarà il momento, se ne avrà ancora facoltà, verrà a parlartene.»

«E le gocce per Marisa? Mi inquieta la loro provenienza, tu hai notizie degli altri mondi?»

«Tutto oggi Thomas? Abbi pietà di un povero vecchio, impaziente giovane! Delle gocce sai tutto, non deve preoccuparti nulla. Pensi che voglia avvelenare i tuoi amici? Le ho già prese in passato, e anche Giacomo che si è visto concedere qualche anno in più di vita.»

«Ma se sono tanto utili perché non metterle a disposizione di tutti?»

«Perché non può andare così! Non puoi annunciare da un giorno all’altro che esiste la panacea per molti mali, che esistono altri mondi e che l’anima è immortale. È un discorso già fatto Thomas: l’umanità ci deve arrivare gradualmente, con le proprie forze. Che poi, suggerimenti per capire ne diamo: certi miglioramenti e alcune guarigioni hanno indotto i ricercatori a indagarne i motivi e più di uno ha avuto quelle intuizioni che ci auguravamo. La strada è tracciata e i risultati arriveranno.»

«Come sempre hai ragione, scusami.»

Mi prese la mano: «Non c’è niente di cui tu debba scusarti, ma devi capire che spesso, pensando di far bene, si fanno  danni irreversibili. Comunque, mi fa piacere risponderti, mi fa sentire saggio e utile.» ridacchiò «E non preoccuparti, darò ai tuoi amici una spiegazione plausibile e rassicurante su quella medicina, basterà che tu confermi che sono un apprezzato ricercatore universitario, cosa peraltro vera, e non avranno dubbi nell’assumerla.»

Ci spostammo a bere il caffè e la correzione sul tavolo all’ombra dell’abete, il calore era finalmente mitigato da una leggera brezza e chiacchierare con Jűrgen era piacevole.

«Mi sento un po’ in colpa a rovinarti l’atmosfera con Marta,» disse contrito «potrei trasferirmi qualche notte in albergo.»

«Non penso proprio sia il caso, anzi, credo che la tua presenza dia a noi il giusto equilibrio, inoltre, Marta già domani rientrerà a Bologna per gli impegni di fine scuola. Tornerà fra una decina di giorni e si fermerà, spero, per tutta l’estate.»

«Magnifico! Potreste riaccompagnarmi assieme a Monaco e farvi qualche giorno romantico sul Chiemsee. Hai una casetta molto bella da quelle parti.»

Lo guardai perplesso.

«Scusami, non te lo avevo detto, è una delle poche cose ancora in sospeso. Giacomo mi ha designato curatore del testamento lasciando a me la decisione su come permetterti di godere dell’intera eredità. Dovevo solo capire la soluzione migliore per il tuo futuro.»

Continuavo a non capire.

«Insomma, Giacomo era preoccupato che, con la vita smodata che avevi, non dilapidassi tutto in pochi anni e mi ha lasciato l’onere di valutare se fosse meglio farti avere una rendita mensile o liquidarti tutto. C’è la casa a Marquarstein e c’è una discreta somma, per ora impegnata in buoni fruttiferi della Deutsche Bank. Dato per scontato che ora sei un giovane avveduto possiamo decidere assieme.»

«Mi stai dicendo che sono ricco? Immeritatamente ricco?» a differenza del giorno in cui il Notaio Franzoso mi aveva letto le disposizioni di Giacomo non provavo nessuna euforia, piuttosto un vago senso di colpa.

«Caro Thomas, i meriti nella ricchezza sono dati dall’uso che se ne fa e ho la certezza che saprai regolarti bene,» sorrise compiaciuto «in breve tempo ti sei trasformato in quell’uomo che Giacomo era sicuro saresti diventato.»

«Ha fatto tutto lui, col tuo aiuto e quello di Ceres: mi avete rivoltato come un calzino.»

«Ci hai messo tanto di tuo! Potevi restare come eri e invece ti sei tolto le croste e lavato la pelle: sembri un altro rispetto al ragazzo confuso e inconcludente che eri solo il mese scorso. Giacomo aveva ragione quando mi diceva che in te vedeva se stesso da giovane e che, se lui  era  diventato uomo a cinquant’anni, tu ci avresti messo molto meno.»

Mentre Jűrgen terminava la frase Marta comparve sulla porta. Il viso disteso dopo il riposo le conferiva quella dolcezza che solo poche ore prima era nascosta dall’incertezza.

«Hai dormito bene?»

«Come non mi accadeva da tempo,» allargò le braccia stirandole a sottolineare il benessere di cui era pervasa «ma ho avuto anche il tempo di pensare: gli scrutini iniziano lunedì pomeriggio, quindi potrei approfittare di quel comodo letto anche domani sera e scendere a Bologna la mattina dopo. Me lo concedi?»

«Ne sono felice. E torna appena puoi: questa, se lo vorrai, sarà casa nostra per sempre.»

Mi guardò a lungo e dovette credere alla mia sincerità: «Spero di vederla tutta la vita la luce che hai ora negli occhi.» sussurrò.

Continua...

Serie: L'eredità di Giacomo


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Sinceramente comprendo il motivo per cui Thomas ha così smania di parlarne con qualcuno: come si può essere a conoscenza di un segreto tanto grande e doverselo tenere nello stomaco, perché se uscisse causerebbe un casino a livello mondiale?!
    Da un lato mi auguro che trovi il modo di convivere con questo fardello per il bene dell’umanità, d’altro canto non vorrei che questo lo portasse a distruggere il rapporto con Marta.