Combattimento nel Sacco

Roma, 6 maggio 1527

La strada sembrava un fiume, ma con due correnti diverse: in direzione di Castel Sant’Angelo correvano i profughi, gli infermieri, gli orfani – Hans vide divertito alcuni ebrei che più che badare ai propri famigliari correvano appesantiti dai sacchi pieni di monete e gioielli. In direzione contraria, i mercenari e i miliziani, quest’ultimo schieramento che non si impediva di prendere a spintoni se non a pugni i più deboli, ma avevano l’alibi che loro erano i difensori della capitale del Papato.

Hans strinse la picca corta, più un’arma da caccia, e seguì la fiumana di uniformi variopinte che correva incontro ai lanzichenecchi.

Dopo un minuto, Hans li vide.

I lanzichenecchi avevano fluenti barbe, cappelli piumati e gli occhi iniettati di sangue: sembravano gli orsi infernali di certe leggende svizzere.

Ma Hans non si perse d’animo.

Corse con gli alabardieri, tenne aperto il varco di fuoco perché gli archibugieri potessero sparare le loro pallottole e assisté compiaciuto alla morte e al ferimento di alcuni dei “servi del paese”: belve eretiche.

Hans allora si gettò nella zuffa. Mentre le lame delle alabarde spaccavano le teste, Hans trafisse un tedesco alla gola, sotto il pomo d’Adamo.

Strappò via la cuspide con un’esplosione di sangue e si preoccupò del lanzichenecco dopo.

Si fece avanti un mercenario che brandiva una spada-gatto.

Duellarono con il ferro che tintinnava contro il robusto legno, Hans sentì i muscoli urlare per la fatica, doveva tenere duro, non era una mammoletta che già dopo pochi minuti di combattimento non aveva più forze e intendeva arrendersi.

Che poi, lui, era cattolico: i luterani sarebbero stati spietati con lui.

«O la vittoria, o la morte» gridò Hans.

Il lanzichenecco che brandiva la spada-gatto sputacchiò qualcosa, Hans colse la guardia abbassata e con un movimento ascendente, la picca stretta a due mani, lo trafisse allo stomaco.

Adesso Hans voleva tirare via la picca corta, ma si era incastrata nel cadavere. Troppo pesante per essere usato come uno scudo di carne, si arrangiò a strappargli dalle mani la spada-gatto.

Tre lanzichenecchi gli furono addosso.

Arroganti, forse per il numero a loro favore, erano disattenti: per Hans fu semplice dilaniare uno all’inguine. Gli altri due si fecero meno distratti.

Hans era determinato a fargli pagare con la morte l’invasione di Roma, ma dietro di lui udì: «Ritirata, ritirata!». Grugnì, si girò a guardare: era vero, mercenari svizzeri e miliziani dal cappello d’arme stavano ripiegando verso Castel Sant’Angelo.

Si rattristò, ma non intendeva rimanere lì da solo a farsi sacrificare. Rincorse i commilitoni, anche se arrabbiato: avevano perso.

Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

    1. Ciao Micol! Io non conosco il tedesco, se non poche parole. Semplicemente lessi un libro in cui i lanzichenecchi avevano qualcosa come la “katzenbalger” o “katzenschwert”, non ricordo bene, comunque era una spada un po’ corta, non una daga. Ho deciso di tradurre il termine per dare una punta di esoticità e originalità

  1. I racconti di guerra, battaglie, armi e sangue non mi appassionano, pero` riconosco le tue capacita` descrittive. E` incredibile come tu riesca a spiegare le scene dei combattinenti, con tale dovizia di particolari da poterle non solo immaginare ma anche da poter quasi sentire i rumori prodotti dalle armi nei campi di battaglia.

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    1. M2O è una radio storica e che io sappia si trova su 90.2, ma non posso essere preciso, forse ti dico una cosa sbagliata perché semplicemente quando sono in automobile e voglio ascoltare un po’ di musica accendo la radio e sono già lì.
      Achille Lauro non lo conosco bene, come ti dicevo, ma non mi attrae più di tanto (sono fermo ai Club Dogo).
      Grazie per il tuo spiegone!

    1. Grazie per il commento! Siamo sempre lì (intendo l’ambientazione del film con quella del mio librick dato che Giovanni dalle Bande Nere fu ucciso da un falconetto dei lanzi). Ma… il complimento è riferito al mio piccolo testo o al film? Se avessi messo i due punti, dovevi intendere per forza la pellicola di Olmi

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    1. A proposito di hip-hop: “Visionario con le visioni/vado contro le previsioni”! Queste rime le sento spesso su M2O (ebbene sì, ascolto M2O – la gente rimane stupita che io ascolti questa emittente: si aspetta che io sia metallaro perché un autore, secondo loro, dev’essere per forza metallaro).

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    1. Grazie del commento! La storia italiana è molto vasta, non si può approfondire tutto tutti i giorni (ogni tanto guardo Rai Storia). Del Sacco di Roma so qualcosa perché ne parlò Rete 4 quando ero alle superiori, poi lessi un romanzo di una piccola casa editrice e mi piacque così mi appassionai ancora di più. E se è per questo, Enzo Biagi ne parlò abbastanza in “Storia d’Italia a fumetti”.