Demoni e fantasmi

Ogni persona ha i suoi demoni e fantasmi, di questo Michele ne era certo. Camminava per strada e vedeva le persone. Ce n’erano di sorridenti e chi no, altre laboriose, concentrate, svagate. Giovani, vecchi, uomini e donne di ogni età, anche bambini, ma Michele leggeva nei loro volti qualcosa che non tornava.

Erano apparenze.

In un mondo evoluto la legge della giungla parlare di cane mangia cane era anacronistico? Michele pensava di no. Anche se l’homo sapiens sapiens si era emancipato dalle caverne, dalla caccia al mammut, dal sopravvivere alle insidie della natura selvaggia, adesso c’erano nuove difficoltà. Gli amici imbroglioni e invadenti, il capo che non paga lo stipendio, lo Stato che non funziona… e poi tante piccole ferite che le persone non dimostravano ma che avevano storpiato i loro animi. Al diavolo il kintsugi dell’anima!, pensò Michele, quella era una cosa molto più seria.

Michele non era psicologo, né psicanalista o psichiatra. Non aveva studiato psicologia perché era dovuto andare in fabbrica a sedici anni per comprarsi il motorino, ma anche se non era studiato aveva imparato qualcosa.

Che ogni persona ha i suoi demoni e i suoi fantasmi.

Per questo Michele aveva fabbricato degli occhiali da sole speciali. Li indossò e vide una persona che era sorridente ma che aveva sulle spalle dei demoni cornuti e sbavanti, sopra il capo dei fantasmini che lo opprimevano. Gli sembrava di leggergli il pensiero. I debiti, maledizione, se non li pago il signor Esposito mi brucia il negozio…

C’era una donna che spingeva un passeggino. Lei aveva un grosso demone attorno al collo, un serpente grosso come un pitone le cui squame erano degli aculei. Stringeva il collo della donna e invece che farla sanguinare o soffocare le infiammava l’anima. Il mio bimbo… è malato. Se non pago le medicine crescerà cerebroleso..

Più in là alcuni poliziotti passavano in automobile. Uno aveva un fantasma davanti agli occhi. Non l’avessi fatto… non l’avessi fatto!… A quest’ora starei meglio, ma invece ho rotto i denti a quel teppista e adesso mi vogliono cacciare dalla Polizia di Stato.

Il collega al volante aveva uno sguardo da duro, ma invece dentro il cervello un demone lo opprimeva. Era un demone più simile a una gigantesca zecca succhia sangue. Devo stare attento a non essere scoperto… le bustarelle mi fanno comodo, ma se lo sanno i superiori finisco male – sempre che la mafia non lo faccia prima.

Michele scosse la testa. Aveva visto abbastanza. Ma gli venne in mente un interrogativo. Aveva visto i demoni e i fantasmi degli altri, ma i suoi quali erano? Tornò a casa e sempre indossando gli occhiali speciali si vide allo specchio. Vide demoni cornuti e sbavanti, fantasmini, un demone a forma di pitone ricoperto di aculei, un fantasma davanti agli occhi, un demone che era una zecca succhia sangue…

Forse Michele aveva fatto male a inventare quegli occhiali.

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Discussioni

  1. “Forse Michele aveva fatto male a inventare quegli occhiali.”
    Forse sì, forse no. Prendere coscienza dei propri demoni è un primo passo per liberarsi di alcuni. Non tutti, purtroppo.

    1. Bisogna sempre essere consapevoli di se stessi, sennò ci si illude. Grazie per essere passata!

  2. “Ogni uomo ha dei ricordi che racconterebbe solo agli amici. Ha anche cose nella mente che non rivelerebbe neanche agli amici, ma solo a se stesso, e in segreto. Ma ci sono altre cose che un uomo ha paura di rivelare persino a se stesso, e ogni uomo per bene ha un certo numero di cose del genere accantonate nella mente.”
    Fëdor Michajlovič Dostoevskij

  3. “Per questo Michele aveva fabbricato degli occhiali da sole speciali. Li indossò e vide una persona che era sorridente ma che aveva sulle spalle dei demoni cornuti e sbavanti, “
    Mi ha fatto ridere