
Divorzio
Serie: Codice morale
- Episodio 1: Nausea
- Episodio 2: Operazione fallita
- Episodio 3: Chiesa Unita
- Episodio 4: Divorzio
- Episodio 5: Tradimento
- Episodio 6: Pentimento
- Episodio 7: Fine del mondo
STAGIONE 1
Il giorno dopo chiamai Helena, non vivevamo già più insieme, lei era tornata dai suoi. Non rispondeva al telefono. Provai anche sui numeri dei suoi genitori, ma quando mi risposero dissero che Helena non voleva parlarmi. Chissà cosa aveva loro raccontato. Probabilmente mi aveva dipinto come un mostro che magari la picchiava o peggio.
Non mi diedi per vinto. Sapevo dove lavorava: faceva l’insegnante in una scuola privata. Conoscevo anche i suoi orari. Così la mattina dopo mi recai sul posto in macchina, che lasciai poco lontano per non destare sospetti. Fortunatamente c’era un bar lì vicino con grosse finestre che davano proprio sull’ingresso dell’istituto. Sedetti a un tavolo, ordinai una birra e rimasi in attesa. Lei arrivò poco dopo ma non come mi aspettavo.
Sapevo che gli piaceva camminare, ma quel giorno giunse in macchina. Il veicolo aveva i finestrini oscurati e non lo vedevo bene da dietro le auto parcheggiate, comunque mi sembrava di aver già visto da qualche parte quel mezzo. Aspettai che andasse via, lei era ferma davanti al cancello, fortunatamente, stava cercando qualcosa nella sua borsetta.
Mi avvicinai piano, poi, ad una certa distanza, la chiamai. Lei si girò, mi fissò con quello sguardo che non smetteva di ferirmi.
«Cosa vuoi? Non ho tempo».
«Devo dirti una cosa importante. Qualcosa che può risolvere i nostri problemi, sempre se tu sei d’accordo».
«Ne abbiamo parlato a lungo, non si può fare niente per risolvere la nostra situazione, e tu lo sai bene».
«E invece una cosa c’è, me ne ha parlato un mio amico di cui mi fido».
«Senti, qualsiasi cosa sia non mi interessa. Tu non riuscirai mai a rendermi felice».
«Appunto, io no».
«Brutto maiale! Per chi mi hai presa», stava per andarsene, le presi un braccio.
«Aspetta! Non hai capito. Mi riferisco al divorzio», si mise a ridere.
«Non sto scherzando, c’è un modo», le raccontai tutto ciò che sapevo e che mi aveva riferito Tony. Alla fine sembrò che i suoi occhi si illuminassero.
«Lo faccio per te, perché voglio che almeno tu sia felice», sparai questa frase smielata da film d’altri tempi, ma sembrò funzionare.
«Tu lo faresti davvero?»
«Certo, per te sì».
Mi abbracciò, pensai che fosse l’ultima volta che potevo starle vicino, la strinsi. Ebbi un’erezione addirittura, ma lei non se ne accorse. Ci mettemmo d’accordo che l’avremmo fatto la sera stessa. Lei andò a lavoro e io chiamai Tony per le ultime disposizioni.
Andai a prendere io stesso Helena. Quando salì notai che era insolitamente bella e capii quanto l’amavo, il sentimento esattamente contrario che provava lei. Sì, ora quasi sorrideva, ma proprio perché mi odiava e non vedeva l’ora di separarsi da me. Eppure volevo che fosse felice, sinceramente, anche senza di me.
Il posto era in periferia, una di quelle villette che si trovano fuori città. Quando arrivai e vidi lo sfarzo di quella casa, mi chiesi se fosse il posto giusto. Il navigatore non poteva aver sbagliato. Poco dopo notai dei fari dietro la mia auto: era sicuramente Tony. Pensai che fare l’hacker dovesse rendere molto, oppure il tipo aveva un altro mestiere. Quando rividi la macchina di Tony la riconobbi come quella che avevo visto quando ero andato alla scuola di Helena, il colore era lo stesso come i finestrini: se non era quella, le era molto simile. Pensai che fosse un po’ strano ma non ci badai più di tanto.
Tutti e tre andammo alla porta, suonò Tony. Venne ad aprire una donna, non me l’aspettavo. Mi sembrava di averla già vista da qualche parte. Era molto attraente sulla trentina. Tony si avvicinò e si baciarono sulle guance.
«Ciao Clara, come stai?», ora ricordavo! Era Clara Ferri, un’attrice piuttosto famosa anche se da tempo non la vedevo recitare.
«Sto bene Tony, tu piuttosto? Ti vedo in forma», detto questo gli mise con decisione una mano sul pacco e lo tastò.
«Bene, a quanto pare sei proprio tu».
«Non badate a lei, fa sempre così, dice che è per sicurezza ma io non ci credo», disse Tony rivolto a noi.
«Prego entrate, siete i benvenuti», detto questo Clara si spostò e ci permise di entrare.
«Scusate la cattiva educazione, voi non sapete che gente che c’è in giro. Una volta mi sono capitate due donne, una delle quali travestita da uomo, che volevano unire i loro chip. Non sapete cosa può succedere a provarci. Praticamente esploderebbe la mano sinistra, prego accomodatevi, bevete qualcosa?»
«Io un whisky», disse Tony convinto.
«Voi? Non fate i complimenti».
«Va bene anche per me», dissi cercando di imitare Tony.
«E per te, dolcezza?», Helena arrossì.
«Io non bevo».
«Ho capito».
Quando Clara uscì dalla stanza mi rivolsi a Tony:
«Non mi avevi detto che era lei!»
«Non lo faccio mai».
«Non lo fai mai? Ma quante persone hai portato qui finora? Ah, un’altra cosa, quanto ci costerà tutto questo?»
«Non pensavo che fosse un problema quello dei soldi».
«No, ma io mi aspettavo una specie di bunker nascosto sotto la metropolitana e non tutto questo sfarzo».
«Tu non sai quello che dici, non sai quali attrezzature servono per la procedura. Per quanto riguarda i soldi, non ci vorranno più di cinquemila crediti».
«Cinquemila crediti!», guardai Tony che mi fissò duramente. In effetti stavo facendo la figura dello spilorcio. La cifra non era poi eccessiva. Visto che per il matrimonio ne avevo speso il doppio, era giusto che per il divorzio ne spendessi la metà.
Clara tornò in quell’istante con le nostre bevande. Presi il mio whisky. Ad Helena aveva portato un succo.
«Allora, ditemi, perché volete divorziare?», la domanda mi colse di sorpresa, stavo per sputare il whisky in faccia a Clara.
«Sapete, questa è una procedura illegale e rischiosa. Non posso praticarla mica con chiunque capita. Quindi ci vuole una buona ragione, altrimenti non si fa niente».
Serie: Codice morale
- Episodio 1: Nausea
- Episodio 2: Operazione fallita
- Episodio 3: Chiesa Unita
- Episodio 4: Divorzio
- Episodio 5: Tradimento
- Episodio 6: Pentimento
- Episodio 7: Fine del mondo
Spero di riuscire, impegni permettendo, a completare la storia entro lunedì con l’ultimo episodio. Grazie per aver dedicato un po’ del tuo tempo a questo racconto.
Devo confessare di provare malinconia per il protagonista. Hai saputo descrivere molto bene i sentimenti che si alternano in lui nelle varie fasi della storia e l’emozione di questo amore incondizionato per la moglie: un’amore che lo spinge a rinunciare a lei per renderla felice (sarà una frase sdolcinata, ma funziona sempre). Certo, il contesto è grottesco ma allo stesso tempo realistico. Le pennellate che hai saputo dare dicono molto anche dell’amico, che forse non è così disinteressato. In barba alla Chiesa Unita, praticamente assente nel portare conforto, c’è sempre chi riesce a fare gli affari propri in nome della “libertà”.
Belli i dialoghi! Mi sembra una storia originale