E’ solo questione di tempo

Serie: Quello che troverai là fuori non ti piacerà


Il prigioniero aprì la scatola: era una pizza quattro stagioni, ancora fumante, calda e di bell’aspetto. Se la mangiò subito da quanta fame aveva e si sentì abbastanza sazio, non gli importava in quel momento se di lì a qualche istante avrebbe dovuto espletare i suoi bisogni e sporcarsi ancora i vestiti già lerci di loro. Passata una decina di minuti comparve di nuovo il Professore con un nuovo libro in mano e un nuovo foglio con domande a cui rispondere. Questo non sembrava essere piccolo e leggero come il precedente, bensì un po’ più spesso e più grande.

<<Che cos’è?>> chiese l’uomo e il professore glielo porse sulle mani ancora sporche di sugo della pizza. Lesse quindi il titolo del libro che aveva in mano: <<Storia della Prima Repubblica, di questo … Aurelio Lepre … E chi è?>>

<<Uno storico. Semplice, no? Ti è piaciuto leggere la Costituzione?>>

<<Sì, mi è piaciuto anche se alcune cose ancora non riesco a spiegarmele bene. Ad esempio, chi è quell’Enrico de Nicola che compare alla fine del testo?>>

Il Professore iniziò a ridere abbastanza sonoramente. <<Troverai tutte le informazioni necessarie lì dentro. Anche quello è un libro scritto bene>> e dette quelle parole se ne andò, seguito da quel fastidioso rumore di catenacci che venivano chiusi.

L’uomo iniziò subito a leggere quanto vi era scritto, sottolineava i concetti che più riteneva importanti o che più gli piacevano, iniziò a leggere ad alta voce alla stessa maniera della volta precedente ma man mano che proseguì le sue corde vocali si stancarono e preferì continuare in silenzio. Si interessò maggiormente agli anni cinquanta italiani, alla storia della continua diatriba tra DC e PCI, alle lotte contadine, all’evoluzione politica dello Stato italiano e a tanti altri concetti molto affini. Purtroppo quel problema dovuto al fatto che non poteva andare liberamente in bagno perdurò e quel tanfo si fece sempre più insopportabile. La sua voglia di imparare cercava a suo modo di non farlo pensare a quel fattore terrificante, ma man mano che i giorni passavano quella cosa divenne sempre più raccapricciante.

Dopo altri due giorni dall’ultimo incontro, e dopo che l’uomo ebbe risposto nuovamente alle domande, il Professore tornò in quel piccolo bunker. A sinistra, nella parte opposta della stanza rispetto alla finestra, si era formata una montagnetta di feci e piscio che il Professore fece finta di non vedere. Porse in avanti la mano destra per richiedere il foglio compilato, che il prigioniero gli diede senza tanti problemi. Il suo volto stava diventando sempre più triste e schifato, sentiva che le sue forze stavano cedendo. Anche questa volta il Professore gli disse che andava bene e che lo avrebbe premiato con un nuovo piatto, ma il prigioniero gli chiese supplicandolo: <<Ma quando finirò? Io non ce la faccio più a stare qui, mi sento tutti i muscoli indolenziti, mi fa male tutto, puzzo da fare schifo … quando potrò andarmene?>>

<<Quando avrai finito il percorso di formazione>>, disse il Professore senza nemmeno volgergli lo sguardo e mantenendo quel tono serio che lo caratterizzava. L’uomo iniziò quindi a piangere e a coprirsi il volto con le mani. 

<<Dai, non fare così, ti ho portato un nuovo piatto succulento!>> gli disse prontamente il Professore appena lo vide piangere disperatamente.

<<Ma io non voglio restare qui! Voglio andarmene!>> ringhiò contro l’uomo appena sentì quella risposta, <<Me ne frego del buon cibo! Voglio andarmene!>>

<<Tranquillo, questo percorso finirà, è solo questione di tempo. Ti dico di fidarti di me se ti dico che questo percorso è necessario>>

<<Ma come sarebbe a dire “necessario”?>> rincarò l’uomo, ormai allo stremo, ma il Professore non gli rispose e tornò indietro per prendere il nuovo cibo. Ritornò dentro con un piatto abbondante di tagliatelle ai funghi porcini.

<<Rispondo a quanto detto inizialmente, mio caro>> disse dopo qualche secondo il Professore, <<quello che troverai là fuori non ti piacerà>>.

<<E io come faccio a saperlo se sto chiuso qui dentro?>> urlò ancora il prigioniero. Ma il Professore non gli rispose e prese un nuovo libro da fuori, ancora più ingombrante del precedente e ancora meno invitante, sempre con un altro foglio con domande aperte. Glielo appoggiò su un lato, perciò l’uomo si voltò per vedere di che cosa trattasse. Si intitolava Manuale di politica economica e l’autore era Francesco Forte. Il Professore non disse una parola e se ne andò un’altra volta, ma prima di chiudere la porta si voltò verso il prigioniero dicendogli solamente <<Puzzi>>, per poi chiudere ancora tutti i lucchetti.

Il prigioniero non ce la faceva più a restare chiuso là dentro, gli faceva male ogni parte del corpo e le lacrime non gli permettevano di leggere bene quello che aveva davanti. Era sfinito e non vedeva l’ora di potersene andare finalmente da lì un giorno. Passarono ugualmente due dì, il prigioniero aveva risposto come suo solito a quelle domande su quel foglio, e come sempre il Professore era entrato là dentro per controllare. Prese in mano il foglio e lo controllò come suo solito, ogni tanto lanciava qualche occhiata seria all’uomo, il quale purtroppo era sempre più sfinito e privo di forze. Il Professore non disse nulla e, improvvisamente, diede un pugno in faccia al povero uomo che fino a quel momento se ne era rimasto in ginocchio a osservare la situazione. Egli cadde da un lato e si massaggiò la guancia colpita, per poi osservare dritto negli occhi il suo aguzzino, spaventato.

<<Perché!>> urlò l’uomo recluso e quindi il Professore gli disse: <<Ci sono alcuni errori in alcune risposte. Questa volta non ti sei concentrato come le altre volte, perciò niente cibo. Mi dispiace>>.

<<Aspetta! Posso almeno farmi una doccia? Posso cambiarmi i panni? Non ce la faccio più a stare qui dentro!>> fu il massimo che supplicò il povero uomo al suo carceriere, rimettendosi in ginocchio e porgendo le mani in avanti come se volesse pregare. Le lacrime tornarono a sgorgargli dagli occhi. Il Professore si mise le mani sui fianchi e pensò a lungo, mentre l’uomo continuò, questa volta con un tono più pacato, cercando qualche volta di sorridere per aggraziarlo. <<Dai, su. Ti prometto che non sbaglierò più. Mi piace per davvero quello che sto studiando, sono tante cose interessanti che prima non conoscevo>>.

<<Ne sei sicuro?>> aggiunse sospettoso il vecchio uomo, ancora pensoso al riguardo.

<<Certo …>> disse a bassa voce l’altro, continuando a piangere. Seguì qualche istante di silenzio.

<<E va bene allora. Ora ti libero così ti vai a fare una doccia. Ma dopo torni qui, intesi?>>

<<Va benissimo>> rispose l’uomo, ancora incredulo per quanto aveva sentito. Un sorriso tornò a illuminare il suo volto. Nonostante ciò il Professore disse nuovamente: <<Non fare scherzi però, perché io ti sorveglierò mentre ti laverai. Se sgarri sei finito>>.

<<Non succederà, promesso>>. 

Serie: Quello che troverai là fuori non ti piacerà


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