Il Paradiso Degli Indecisi

Serie: Favole Oniriche

Davide ha sentito spesso parlare di un luogo particolare, dove l’allegria regna sovrana.

I buoni pensieri dominano su tutto il resto. I buoni propositi sono la ragione di vita quotidiana. 

Ma non sa esattamente dove possa trovarsi. Un giorno, parlando con il suo carissimo amico Carlo, si ritrovano a discutere di questo luogo. “Anche io ne ho sentito parlare”, dice l’amico, “e ti dirò di più…ora sorriderai. Ci sono tante piccole scatole, a misura d’uomo, nelle quali ci si sente in pace. Non importa quanto piccole possano essere…”, segue una pausa per poi aggiungere…”niente altro che una meravigliosa pace interiore. Ma sono poche e i pretendenti sono tanti…forse troppi”. 

Davide osserva Carlo…”quindi tu sai dov’è ?”. L’amico risponde “forse sì. Se vuoi ti ci posso condurre, ma non sarà facile accedervi. Raggiungimi questa sera intorno alla mezzanotte”.

Davide annuisce e i due si allontanano.

Verso la mezzanotte, Davide raggiunge il luogo stabilito. Carlo è già lì. Gli sorride.

“Ora devi solo aspettare”.

Passano alcuni interminabili minuti quando, improvvisamente, i due amici vengono sollevati da terra mentre imperversa un vento impetuoso. Pochi istanti di tempesta…poi colori vivaci avvolgono Davide e Carlo mentre vengono riportati giù. 

Una voce li accoglie…”benvenuti, stranieri ?”. I due amici si guardano…non comprendono il senso di quella che sembra essere una frase di benvenuto e al tempo stesso una domanda. Davide, rivolto a Carlo…”perché ci domanda se siamo stranieri ? Non lo sa già ? Non ho mai visto questo luogo bizzarro…”. Carlo non sa cosa rispondere e fa un gesto con le braccia e i palmi delle mani rivolti verso l’alto a lasciar intendere di non sapere nulla in merito.

Nel frattempo una figura si materializza a dare una forma concreta alla voce che li ha accolti. Si presenta davanti a loro un omone gigantesco, sorridente e circondato da mille colori. “Benvenuti ?”. Davide si allontana e Carlo inizia a sorridere. Intorno a loro è un brulicare di persone che entrano ed escono da scatole variopinte…”sono le scatole di cui mi hai parlato !”, esclama Davide. Poi, ritrovando il coraggio, si avvicina al personaggio gigantesco che si trova davanti a lui. “Ma…ditemi…siamo o non siamo i benvenuti qui ?”. Il gigante, sempre sorridendo, risponde…”lo dovete sapere voi, non io. Ma sappiate che in questo luogo sono ben accette persone di buon cuore e animo”.

Poi indica le persone che, continuamente, entrano ed escono dalle scatole. “Li vedete ? Sapete perché si comportano così ?”…Davide fa un cenno negativo con il capo mentre l’omone prosegue…”perché non sono convinti della loro bontà. Ed essere buoni d’animo può anche, a volte, risultare noioso”.

Carlo si avvicina a Davide e, notando che le persone uscite dalle scatole, scompaiono domanda…”e dove finisce chi non è convinto ?”. Il gigante non risponde ma, avvolto dai colori, soffia creando un vento tempestoso che solleva nuovamente i due amici per poi farli nuovamente atterrare.

Si guardano intorno. Una nebbia giallastra li circonda. Sentono un vociare assordante. Poi spuntano individui da tutti i lati. Alcuni si rincorrono, irridendosi a vicenda. Altri si fanno dispetti. Altri ancora sussurrano fra di loro, puntando il dito verso chi li circonda…Davide e Carlo compresi.

Nuovamente la voce…”ecco dove finisce chi non è convinto della propria bontà d’animo. Perché potrebbe essere convinto della sua poca bontà d’animo”. 

Una pietra, improvvisamente, colpisce Davide al capo. Un colpo secco che lo stordisce. Segue una risata…colui che ha scagliato la pietra passa vicino ai due amici e, proseguendo nella risata, fa un gestaccio per poi scomparire. Anche qui, chi compare dalla nebbia giallastra, poi scompare senza fare ritorno.

A questo punto Davide domanda…nuovamente…”ma anche qui la gente compare e scompare ?”. Dall’alto si affaccia uno strano personaggio. Ha la voce del gigante incontrato poco prima ma la forma a metà tra un uomo e un leone. “Chi si trova qui, è sempre di passaggio”. Davide replica…”e perché mai ?”. Lo strano personaggio risponde…”perché serve nell’eterna battaglia fra buoni e meno buoni”.

“E dove si combatte ?”…domanda Davide…mentre si volta a cercare lo sguardo dell’amico Carlo. Ma Carlo non c’è più. Davide è rimasto solo…

Nessuna risposta.

Poi, dalla nebbia giallastra, seguita da un fruscio simile al battito di migliaia e migliaia di ali, si materializza un campo di battaglia. Da un lato uomini e donne dall’aspetto rassicurante, sorridenti e vestiti di bianco. Dall’altro altrettanti uomini e donne…ma seri, guardinghi, dall’aria aggressiva e vestiti di nero. 

Come se fossero le pedine di una partita a scacchi. 

Nessuno si muove. 

Davide si trova al centro di questo campo di battaglia. Sembra essere lui il premio finale per i vincitori…

Ma tutti restano immobili…nessuno sembra voler fare la prima mossa. Si scrutano per interminabili minuti mentre dall’alto, come un bizzarro sorvegliante, lo strano essere uomo-leone continua ad osservare.

Il tempo scorre lentamente.

Poi il silenzio viene scosso da un tremore che proviene dal terreno e da un boato dall’alto. La nebbia giallastra si dirada e il cielo si colora di innumerevoli varianti del blu. 

Davide guarda in alto. Il cielo sembra dividersi in tanti piccoli e stretti vicoli. Una nube grigia compare all’orizzonte mentre il cielo continua a cambiare tonalità di blu.

Davide e i presenti vengono sollevati da terra. Ora l’uomo è spaventato. “Non può essere vero tutto ciò”…esclama quasi urlando. Una donna, vicina a lui, appesa ad una sorta di cappello volante gli risponde…”se stai salendo, è perché ci credi…altrimenti saresti già caduto rovinosamente”.

Davide guarda in basso. Non riesce più a distinguere il terreno. E’ appeso a una sorta di enorme lampadina accesa, ma fredda. La abbraccia per quanto può, terrorizzato dall’idea di poter cadere giù. Tutti coloro che lo circondano sono appesi agli oggetti più disparati. Cappelli, lampadine, scope, sedie, corde. Oggetti comuni che ben poco hanno in comune con quello che sta accadendo. Un sortilegio vero e proprio.

Improvvisamente gli oggetti scompaiono. Davide e tutti coloro che sono lì con lui vengono spinti da un vento impetuoso attraverso un portone che sembra essersi materializzato dal nulla.

E si ritrovano in una stanza. Fogli svolazzano senza sosta. Un vortice infinito di carta circonda Davide. Uno strano individuo compare dallo spesso muro di fogli svolazzanti. 

Ha un volto conosciuto. Davide resta immobile. Paralizzato dallo stupore. E’ il volto di Carlo…un po’ distorto…sembra quasi la caricatura di sè stesso. Al posto del corpo decine e decide di braccia e mani che continuano a scrivere senza sosta e ad alimentare il vortice di fogli. 

“Sei arrivato finalmente”.

Davide lo guarda. E’ quasi intenerito da ciò che vede. “Cosa mi sta succedendo ?”…domanda.

La risposta non tarda ad arrivare…”Io sono il custode. Colui che in eterno firma con la sua penna chi è meritevole”.

“Quindi sono morto ?”…replica Davide.

“No…non sei morto…”, risponde lo strano Carlo mentre continua a scrivere per poi aggiungere “…sei solo qui per decidere chi vuoi essere nella vita. Cosa vuoi donare alla tua vita”…una pausa mentre un foglio, dal turbine, si ferma davanti al volto di Davide…”e la tua risposta sarà impressa su questo foglio per sempre”.

Serie: Favole Oniriche
  • Episodio 1: Il Paradiso Degli Indecisi
  • Episodio 2: La Ricerca Della Fortuna
  • Episodio 3: I Tre Tiranni
  • Episodio 4: Il Giardino Della Vanità
  • Episodio 5: La Danza Di Finn
  • Episodio 6: L’Uomo Dalla Doppia Anima
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    Responses

      1. Ciao Maria,
        non mi sono ispirato a un autore in particolare.
        Sono partito da sensazioni su umani vizi e virtù e, osservando gli oggetti che mi circondano (o che mi è capitato di vedere in giro) con le loro caratteristiche e i colori, hanno preso forma i personaggi

    1. Ciao Rossano,
      sono venuto a trovarti incuriosito dal post su FB e ho deciso di iniziare dalla prima favola.
      Il mondo in cui ci trasporti mi piace un sacco: l’imprevedibilità degli eventi e dei personaggi ricalca in modo fedele lo stato onirico. Complimenti per l’idea e alla prossima

      1. Ciao Alessandro,
        ti ringrazio del tempo che hai dedicato alla favola onirica.
        I personaggi che popolano questo mondo ci mandano dei messaggi.
        A volte sono bizzarri, altre sono incomprensibili, spesso ci vogliono regalare una visione diversa del mondo.
        Dipende da noi. Loro, in ogni caso, hanno assolto al loro compito.
        Grazie ancora

    2. Ciao Rossano, sono felice che tu abbia dato seguito al tuo progetto e pubblicato quella che spero essere la prima favola onirica. Grazie ad una bella metafora, hai messo piede nella coscienza umana in eterno movimento. Davvero siamo nel centro di una scacchiera, ora pezzo neo, ora pezzo bianco. La verità è che il nostro fine è quello di cercare un equilibrio fra le due forze e un’identità che ci permetta di accettare virtù e limiti. Un compito arduo che si snoda nell’arco dell’intera vita e che spesso scivola in eccesso/difetto da una sola delle due parti.

      1. Ciao Micol. Questa è, in effetti, la prima Favola Onirica (e ho intenzione di proseguire nel progetto). So che, almeno per me, può essere un progetto in qualche modo ambizioso, ma la sfida è interessante. Ti ringrazio della lettura, del commento e di aver interpretato questa “favola”. I vari personaggi che la animano sono riconducibili, in qualche modo, alla scelta fra sentirsi a proprio agio nell’essere buoni e, al tempo stesso, nell’accettare la parte più nascosta e controversa della nostra natura. L’importante è, alla fine del viaggio “fantastico”, fare la scelta migliore possibile e viverla con coerenza.

        P.S. : avrei potuto definirle anche “Novelle Oniriche”…ma i colori, le sfumature e le immagini che provo a utilizzare nella narrazione mi hanno indirizzato verso le “Favole”.