Fidati di me

Serie: Quello che troverai là fuori non ti piacerà

Si era svegliato da poco e ancora gli faceva male la testa per il forte dolore che provava alle tempie.

Aveva aperto lentamente gli occhi e ancora faceva fatica a capire in che luogo si trovasse; si rese solamente conto che stava seduto per terra, la schiena appoggiata al muro. Aveva indosso un completo nero elegante e una camicia bianca, le scarpe di marca completamente sporche di polvere. Poi aprì sempre di più gli occhi fino a sgranarli completamente.

Era all’interno di una piccola stanza, si direbbe un bunker: nessun oggetto per terra, nessun mobile, nulla. Vi era solamente una piccola finestrella in alto a destra , da dove proveniva la luce a taglio che illuminava a malapena l’interno. Era un ambiente freddo e inospitale, con le mura grigie, anche la luce sembrava essere grigia e per nulla solare. L’uomo iniziò ad aver paura, sia dell’ambiente in cui si era improvvisamente trovato, sia delle possibili cause del suo arrivo.

Si guardò intorno cercando di capire meglio la situazione, provò a ricordare il modo in cui fosse arrivato in quel luogo così tetro. Ma niente, la testa gli faceva ancora male e ogni volta che provava a pensare gli tornavano quelle fitte che lo facevano impazzire. Si toccò quindi più volte la testa e poi aguzzò meglio la vista: notò che il suo piede destro era agganciato a una catena collegata al muro. Ebbe quindi ancora più paura di prima, gli pareva di sognare, voleva darsi un pizzicotto forte sulla guancia per cercare di svegliarsi da quel brutto sogno.

Si toccò la guancia ispida, per via della barba incolta, e poi mise la mano davanti agli occhi per rendersi conto della situazione strana e tragica. Iniziò ad avere ancora più paura quando si rese conto che l’indice e il medio della sua mano erano intinti di sangue, perciò andò a toccarsi vicino al naso con più forza e con maggiore pressione di prima. Provò un po’ di dolore ma la sua mano divenne sempre più rossa, con le gocce di sangue che scendevano lentamente dai polpastrelli.

Fu allora che iniziò a urlare,a scalciare per terra e a battere i pugni. Inizialmente la voce gli parve quasi smorzata, come se si dovesse togliere di dosso della ruggine prima di poter dare il meglio di sé. Urlò con tutta la forza che riuscì a trovare in quel momento, tant’è che dopo pochi secondi si stancò e tornò nella posizione iniziale, con la testa penzolante verso il lato destro e le braccia abbandonate a sé stesse.

Sembrava non ci fossero speranze eppure, dopo qualche secondo, ascoltò dei rumori verso sinistra, rumori che sembravano provenire in lontananza, di un catenaccio che veniva aperto. Doveva trattarsi di una porta, eppure poco prima non aveva notato nessuna porta, forse a causa della mancanza di luce . I rumori continuarono per qualche altro secondo, evidentemente ce ne erano abbastanza di catenacci da aprire, poi vide farsi spazio nell’oscurità uno spiraglio di luce. Comparve molto lentamente, a dirla tutta, e non era dello stesso colore proveniente dalla finestra, bensì più vivo e avvolgente. Si tirò indietro con la testa perché i suoi occhi non erano abituati a sopportare tanta luminosità così all’improvviso.

Con gli occhi socchiusi per via della luce abbagliante, notò comparire da quel punto una figura umana. Lo capì inizialmente dai lineamenti poiché non riusciva ancora a notare i suoi tratti fisionomici, ma riuscì a metterla a fuoco e a identificarla  man mano che si avvicinò a lui. Lasciò la porta aperta alle proprie spalle. L’uomo invece sentì sempre di più il suo cuore palpitare per lo sgomento e per il totale smarrimento che stava provando dopo quel traumatico risveglio.

La figura si fermò davanti a lui, con le mani appoggiate lungo i fianchi. Accennò un sorriso.

<<Ben svegliato>> si limitò a dire solamente, ma l’uomo intrappolato gli urlò con quanta forza aveva ancora: <<Chi sei? Perché mi trovo qui? Che cosa vuoi da me?>>.

<<Nulla, a dir la verità. Nulla di così difficile. Voglio solamente aiutarti>>.

L’uomo che gli stava parlando aveva più o meno una sessantina di anni, una folta barba grigia che gli copriva metà faccia, occhiali da vista con le lenti rettangolari e un completo abbastanza simile a quello dell’uomo per terra, solo che il suo non era nero bensì a scacchi marroni con linee gialle.

<<Ma sono bloccato qui senza un motivo! Cazzo!>>.

<<Tranquillo, non devi preoccuparti. Non durerà a lungo. Voglio davvero aiutarti>>.

La cosa che in quel momento stava terrorizzando l’uomo non era soltanto l’intera situazione, ma anche il tono pacato e tranquillo che utilizzava quel signore davanti a lui, in contrapposizione con l’agitazione del prigioniero.

<<E cosa vorresti fare?>>.

<<Lo vedrai presto. Fidati di me>>.

Detto ciò se ne andò, senza mai abbandonare quel piccolo sorriso che aveva sulla faccia fin dal momento in cui era entrato là dentro. Si chiuse la porta alle spalle e restò fuori per bloccare tutti quei fastidiosi catenacci.

Serie: Quello che troverai là fuori non ti piacerà
  • Episodio 1: Fidati di me
  • Episodio 2: Chiamami semplicemente Professore
  • Episodio 3: E’ solo questione di tempo
  • Episodio 4: Fuga
  • Episodio 5: Fuori – Finale
  • Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in LibriCK

    Commenti

      1. Michele Catinari Post author

        Ciao e grazie della recensione! Ci sta che non piaccia a tutti, è normale, inoltre si deve sempre e comunque migliorare. Quali sono i punti che non ti hanno convinto maggiormente?