NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Il combattimento tra streghe, il desiderio di possedere il Libro magico dell'avversaria, si perde tra le pieghe di un tempo talmente remoto da non riuscirne a provare la sua origine. Si narra di come il primo stregone della storia abbia strappato il suo Libro, sparpagliandone i frammenti.
La furetta nera con la sua mascherina chiara sugli occhi non si aspettava di dover affrontare più di una strega alla volta nell’arco di una sola giornata, di sicuro non avrebbe retto un altro scontro e poi era certa fosse stata la sua Nadine a curarla, riconosceva il calore di quella magia guaritrice.
«Sono io! Sono io, Junetta mia. Ma mi trovi così tanto cambiata?»
Juno rimase immobile, tesa a osservare meglio quella ragazza sconosciuta. «Solo Nadi mi chiama Junetta…»
Poi notò che al collo aveva un choker, uno strangolino dal colore inconfondibile: rosso fuoco.
«Lilith? Sei Lilith? E sei anche Nadine. Ma che hai… che avete fatto?» Il mustelide si rimise sulle quattro zampe, un po’ instabile inizialmente, poi parve riacquistare sicurezza.
«Nadine non aveva le capacità per fronteggiare Ingrid, quella gigante muscolosa lì in terra, così ho fatto in modo che assimilasse il mio corpo e la mia anima, lei ha accettato e adesso ho nuovamente tutte le mie capacità intellettive. Essere una gatta non è male, ma il cervello così piccolo è parecchio limitante. Ora ricordo ogni cosa, posso anche assorbire il mana direttamente e in contemporanea lanciare degli incanti evocati con la mente.» Gli occhi blu di Nadine brillarono d’eccitazione, o forse erano quelli di Vainilla.
«Che roba strana… ma io con chi sto parlando adesso?»
«Siamo la stessa persona. Sono Nadine e sono anche Vainilla. I pensieri sono in comunione e il carattere è un po’ scombinato, caotico, ma probabilmente si assesterà col tempo. Fammi vedere come sono diventata.»
Juno si arrampicò sulla spalla, non riuscendo a distogliere lo sguardo dal nuovo volto della sua amica di una vita.
«Oh! Juno guardami, ma sono mora e rossa al contempo! Guarda che capelli lisci. Sono liscissimi! E gli occhi? Ho gli occhi che sembrano due zaffiri! Waahhh! Che te ne pare Junetta?» La strega delle rocce fece una pirouette con le braccia aperte, in un perfetto stile da ballerina classica, i capelli seguirono il movimento con un secondo di ritardo avevano una colorazione doppia: internamente biondo rame, esternamente color ebano.
«Che mi fai impressione. Ma sei bellissima e quei capelli così strani e lucenti quanto li hai desiderati al naturale, senza dover usare magie?»
«Ah, che meraviglia! Ho la testa piena di ricordi non miei. So parlare un sacco di lingue! Juno, conosco il turco… il turco!» Esplose in una risata cristallina sincera e divertita, anche il modo di ridere era totalmente diverso. Juno non sapeva se gioirne o preoccuparsene.
Un enorme pezzo di muro sfiorò la testa di Vainilla-Nadine. Juno non se ne era neanche accorta, ma la strega aveva opportunamente inarcato la schiena evitandone l’impatto. Il proiettile edile colpì la porta d’ingresso, frantumandosi e scheggiando il bel finto legno lucido e parte del muro.
«Cocciuta come sempre eh, Ingrid?»
Un filo di bava pendeva lucente dalla bocca di Melanippe. Si teneva in piedi puntandosi con il braccio sinistro alla parete, il destro pendeva dondolante dopo il lancio del pezzo di parete, respirava pesantemente, un Darth Vader con un asma meno pronunciato.
«Mi hai rotto le balle con le tue scosse elettriche. Mi sono pisciata addosso! Solo tu, in trecento e rotti anni di vita, sei riuscita per ben due volte a umiliarmi tanto… SOLO TU!» Diede un pugno alla parete dove era poggiata con il guantone illuminato da una luce blu cobalto. Una crepa cominciò ad allungarsi disordinatamente in direzione di Vainilla, il calcestruzzo e l’intonaco saltavano via in pezzetti piccoli riempiendo il pavimento di detriti. Lo specchio fu sbalzato malamente da un grosso pugno formato dai mattoni e dal cemento del muro. La strega bicolore fece un paio di passi indietreggiando e scansando agilmente quel maglio murario. Lo specchio si ruppe sbattendo sulla parete opposta.
«Ecco, sette anni di disgrazia…» Mosse la mano come una maga ad uno spettacolo per bambini, ma non fece apparire dei fiori colorati, sopra la testa di Melanippe si materializzò una piccola sfera nera, emetteva un suono simile ad un ronzio di un grosso calabrone…
La strega Spaccaossa accennò un sorriso e chiuse gli occhi, il lemure si mosse rapidamente circondando il collo della sua padrona con le sue lunghe ed esili braccia. La piccola sfera lampeggiò debolmente, poi tutto esplose in un flash di luce violetta tanto intenso che chiunque avesse guardato da fuori, avrebbe notato le finestre diventare luminose come il faro di Neist point.
Il frastuono fu più simile al rumore di un albero abbattuto che al classico rombo del tuono temporalesco.
Ingrid rimase nella stessa posizione, col il braccio poggiato alla parete e con il corpo fumante. Tutt’intorno quello che poteva prendere fuoco stava già bruciando.
«Bastava poco per evitare l’effetto dei tuoi fulmini… vero Otto?»
«Gomma! La gomma non soffre. Alla gomma l’elettricità fa un baffo senza barba. Se si diventa di gomma, al massimo, massimo, aggiungendo un po’ di zolfo, ti vulcanizzi!»
Melanippe tolse il braccio dal muro, scrollò le spalle come quando si torna a casa sorpresi da un acquazzone e sollevò la testa, aprendo i suoi occhi chiarissimi e puntando Vainilla, i guanti si accesero di un rosso vivace e anche gli occhi di Otto iniziarono a brillare dello stesso colore.
«Sei sempre stata un po’ lenta, Ingrid. Ma è un bel passo avanti, no? Adesso non te la farai più addosso, è una bella soddisfazione.» Rise Vainilla, posizionando le mani pronta per la lotta.
«Vuoi che ti aiuti?» Juno poggiò le sue zampette sul polpaccio della sua nuova e vecchia padrona.
«Allontanati Juno. Ho ancora modo di sfruttare Lilith, quando mi servirà il tuo potere ti afferrerò al volo, per ora mettiti al riparo.»
Juno fece un cenno d’assenso, controllò il percorso da fare e corse via verso il salotto, sparendo in un buco nel muro formatosi dopo l’ultimo fulmine della sua strega.
«Non ci andrò leggera Vania. Ti farò molto male, lo sai questo vero?» La Spaccaossa avanzò stringendo i pugni corazzati, producendo un suono di metallo contro metallo. «Neanche io sono in vena di tenerezze.» La nuova strega iniziò anche lei ad avanzare sicura e altera, da qualche parte in bagno si sentiva lo scorrere dell’acqua da tutti i rubinetti lasciati aperti.
che bellissima la sensazione di essere due dentro uno…o uno dentro due…leggevo e mi intrippavo! Come sarebbe avere i miei ricordi e anche quelli di un altro? che bell’esperimento 😍
Io di nozioni scientifiche non capisco molto, ma tra gomma e rubinetti anche io sono lì lì che aspetto il botto…
Ciao Irene! ♥ Tranquilla, niente di cervellotico, i rubinetti finali mi servivano solo come pretesto per sfumare in nero la scena così da finire il capitolo, visto che il prossimo si aprirà da tutt’altra parte. Tieni presente che i miei capitoli scritti sul programma che adopero, durano in media cinquemila o seimila parole e su EO ogni volta devo inventarmi un’apertura per ogni frammento, ma spesso anche una chiusura per non troncare tutto bruscamente. La parte pseudo scientifica invece è una sciocchezza che piace a me, proprio perché la magia mica andrebbe spiegata. Ma aggiungendo dei particolari di banale fisica mi dà l’impressione di rendere più credibile una descrizione assurda. Il rischio è di sparare qualche “minchiatona” e rovinare tutto come ha fatto Lucas con i suoi Midi-chlorian… 😀
Grazie amica mia per essere passata a dare un’occhiata all’appartamento di Nadille. ♥♥♥
Quei rubinetti aperti scommetto che non sono lì per caso… se è vero che la gomma è un isolante per l’elettricità, l’acqua fa l’esatto contrario. 🧐
Dei tuoi scritti apprezzo sempre tanto, oltre alle note nerd, quell’accuratezza scientifica che è dosata nella quantità perfetta per essere coerente e utile al testo senza appesantirlo. 😼
Mi piace questo tuo notare i miei tentativi di rendere “credibile” qualcosa che non può mai esserlo. La magia non la si spiega quasi mai, semplicemente c’è e funziona. A me però diverte un sacco trovare una spiegazione pseudo scientifica: il novantacinque per cento dell’universo è materia sconosciuta, invisibile, intangibile…oscura. Perché non trasformarla in materia incerta o mana da indirizzare con quei simboli arcani e poi prende la forma voluta dalla strega? A me non dispiace come spiegazione raccontata da un tizio con un camice e una beuta che fa video tutorial su YouTube.
Come al solito sai già che ti voglio un gran bene. ♥
che bellissima la sensazione di essere due dentro uno…o uno dentro due…leggevo e mi intrippavo! Come sarebbe avere i miei ricordi e anche quelli di un altro? che bell’esperimento 😍
Io di nozioni scientifiche non capisco molto, ma tra gomma e rubinetti anche io sono lì lì che aspetto il botto…
Ciao Irene! ♥ Tranquilla, niente di cervellotico, i rubinetti finali mi servivano solo come pretesto per sfumare in nero la scena così da finire il capitolo, visto che il prossimo si aprirà da tutt’altra parte. Tieni presente che i miei capitoli scritti sul programma che adopero, durano in media cinquemila o seimila parole e su EO ogni volta devo inventarmi un’apertura per ogni frammento, ma spesso anche una chiusura per non troncare tutto bruscamente. La parte pseudo scientifica invece è una sciocchezza che piace a me, proprio perché la magia mica andrebbe spiegata. Ma aggiungendo dei particolari di banale fisica mi dà l’impressione di rendere più credibile una descrizione assurda. Il rischio è di sparare qualche “minchiatona” e rovinare tutto come ha fatto Lucas con i suoi Midi-chlorian… 😀
Grazie amica mia per essere passata a dare un’occhiata all’appartamento di Nadille. ♥♥♥
Quei rubinetti aperti scommetto che non sono lì per caso… se è vero che la gomma è un isolante per l’elettricità, l’acqua fa l’esatto contrario. 🧐
Dei tuoi scritti apprezzo sempre tanto, oltre alle note nerd, quell’accuratezza scientifica che è dosata nella quantità perfetta per essere coerente e utile al testo senza appesantirlo. 😼
Mi piace questo tuo notare i miei tentativi di rendere “credibile” qualcosa che non può mai esserlo. La magia non la si spiega quasi mai, semplicemente c’è e funziona. A me però diverte un sacco trovare una spiegazione pseudo scientifica: il novantacinque per cento dell’universo è materia sconosciuta, invisibile, intangibile…oscura. Perché non trasformarla in materia incerta o mana da indirizzare con quei simboli arcani e poi prende la forma voluta dalla strega? A me non dispiace come spiegazione raccontata da un tizio con un camice e una beuta che fa video tutorial su YouTube.
Come al solito sai già che ti voglio un gran bene. ♥
Veramente bello! Mi ha attirato parecchio il titolo
Grazie mille Kenji!