Fratelli in guerra

Il fischio metallico si diffuse nell’eliporto. A Tommy gli bastò muovere la cloche, fare manovra di pedaliera e decollò.

L’Apache prese il volo e si spinse in cielo sorvolando boschi e praterie. Pilotava un elicottero Apache e lui, coincidenza, era della nazione degli apache. Ma era prima di tutto un ufficiale dell’U.S.Army, perciò doveva servire il suo paese.

Aveva una missione, Tommy. Doveva distruggere una base di terroristi lì, vicino a Houston. Era il suo dovere, lo avrebbe portato a termine.

La radio iniziò a borbottare. «Freccia, qui Arco, sei vicino. Passo».

«Grazie Arco, lo so. Passo».

«Muoviti in fretta che sono armati di lanciamissili, quelli adatti a distruggere gli elicotteri. Li hanno usati i mujaheddin in Afghanistan, adesso questi terroristi li usano contro di noi. Passo».

«Ne so già abbastanza. Passo».

«Buona fortuna. Passo e chiudo».

Dietro a Tommy l’artigliere aveva occhi per qualunque cosa succedesse.

Calò il silenzio e l’Apache con a bordo Tommy l’apache continuò a volare fino alla base dei terroristi.

***

Iniziò a spirare il vento, poi tutti lo videro. Era un demone volante, ma non era l’Uccello del tuono, era un qualunque elicottero d’assalto Apache, un AH64 che li avrebbe inceneriti.

Jeff prese lo Stinger e si nascose dietro un container. Si mise a contare fino a tre, poi uscì allo scoperto ed ebbe davanti a sé l’apache che spargeva morte, uccidendo i suoi amici.

Lo Stinger agì come se avesse vita propria. Il missile fu espulso e dopo un secondo colpì l’elicottero che ebbe la coda tranciata e precipitò con un fragore di lamiere. Il rotore colpì il terreno e si frantumò spargendo schegge e uccidendo altri amici di Jeff.

Non appena l’Apache smise di diffondere nuova morte, Jeff gli andò incontro.

Il plexiglas dell’abitacolo era in frantumi. Quello che doveva essere l’artigliere aveva la testa in una posizione innaturale, invece il pilota era un essere tutto di sangue e ossa che sporgevano dalla tuta.

«Jeff…?». Il pilota disse questo.

«Ma tu… tu sei Tommy!». Jeff non ci poteva credere.

Tommy smise di muoversi, chinò il capo.

Jeff gli tolse il casco e vide che era morto. Era un traditore, si era unito ai bianchi per combattere gli apache, i veri padroni di quelle terre. Jeff gli sputò addosso.

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Discussioni

  1. Ciao Kenji, te l’ho già detto nella messaggistica interna ma mi avevi fregata! 😀
    Inizialmente non riuscivo a comprendere bene chi fossero le parti avverse, avevi buttato lì un “mujaheddin” (sicuramente di proposito) che mi aveva depistata. Un distopico molto originale

    1. Hai visto? L’idea del racconto mi è venuta ricordando un personaggio di “Paura senza limite” di Tom Clancy…