Fuoco e Fiamma

Fiamma, di nome e di fatto, aveva capelli di autentico fuoco indomabile: le fiammelle che si radunavano alla cima della testa, erano piccole e blu, dall’espressione affranta o dagli occhi vuoti. Le lingue di fuoco che le incorniciavano il viso erano tra le più ribelli. Sfumavano dall’arancione al rosso più bruno, strillavano e ringhiavano a chiunque si avvicinasse alla ragazzina.

A volte, dopo aver preso un brutto voto o nel mezzo di una discussione con la mamma, le fiammelle si espandevano per la testa di Fiamma come un incendio. Amareggiate e incattivite, le sussurravano che ogni cosa che faceva era sbagliato. Sprigionavano scintille che precipitavano nel suo cuore, e così il suo respiro accelerava e la vista si appannava. Le loro voci erano talmente forti, da dissipare la sua.

Un giorno, Fiamma litigò furiosamente con sua madre per una cosa tanto piccola ed insignificante.

La ragazzina strillava, la mamma la interrompeva, le fiammelle blu singhiozzavano, quelle rosso brune sibilavano, minacciose. Ci fu un fischio acuto e le fiamme divamparono per la testa della ragazzina, creando una cupola intorno a lei, come a proteggerla; l’aria divenne talmente calda che fu pressoché impossibile per la madre avvicinarsi senza scottarsi, ma poté finalmente udire cosa quelle fiammelle bisbigliassero alla figlia.

E un’onda si mosse nel petto della mamma, un’onda che una volta, quando aveva l’età di Fiamma, era un mare in tempesta che gridava le sue più grandi paure: respirò profondamente, e l’onda straripò dal suo cuore, raggiunse le fiamme, sussurrando dolci parole di conforto: “so come ti senti”, “fai sempre del tuo meglio”, “non devi essere diversa da come sei”.

Le fiamme, a contatto con la schiuma dell’onda, parvero calmarsi, seppur con un po’ di resistenza. L’acqua lambì anche le più ostinate lingue di fuoco, l’aria si intiepidì e Fiamma ritrovò la calma nel suo respiro.

La mamma poté stringerla a sé. «Anch’io, mi sono lasciata spesso travolgere dalla tristezza e dallo sconforto. Ho rischiato tante volte di affogare».

«E come hai fatto?» singhiozzò Fiamma.

La mamma sorrise, impacciata. «Anche i tuoi nonni avevano…tante cose, radicate dentro di loro, che non sapevano gestire. Perciò, ho dovuto sedermi da sola nella mia tempesta e ascoltarne ogni goccia».

«Le mie fiamme sono tante e molto rumorose».

«Allora, le ascolteremo, una ad una, insieme».

Da quel giorno, ciò che rimase di quel fuoco fu solo il rosso a tingere i capelli di Fiamma.

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Discussioni

  1. Tu hai la capacità di smuovere le corde del mio animo, quelle che pensavo di aver nascosto in profondità per non mostrare i miei punti deboli, per apparire agli occhi degli altri assolutamente invulnerabile e rivestito di una solida pellicola di carbonato di lantanio (che non ho idea a cosa serva, ma suonava esotico). Poi leggo un tuo racconto e mi ritrovo esposto, nudo e emozionato. Mannaggia. ♥