Gli ordini son ordini

Serie: Operazione El Dorado Canyon


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Cosa succederà, stavolta?

Zero-zero-zero. Non c’era scelta, non c’era fantasia, Eugenio usava solo due rotte: zero-zero-zero e uno-otto-zero, la prima significava casa, la seconda andare in guerra. Adesso era venuto il momento di tornare a casa, andare dove c’era pace – o quel che più o meno era pace visto quel che succedeva in Sicilia, tra organizzazione Gladio e Cosanostra. Si arrese all’evidenza che non aveva ottenuto nulla, quel giorno. Magari l’unica consolazione era che aveva dato il suo contributo, era stato il dente di una ruota in un ingranaggio, se non il granello di sabbia in una clessidra. Le clessidre l’avevano sempre affascinato, il tempo che passava, ma evocavano pure il deserto del Sahara, del Fezzan, la Libia…

«Valente» gracchiò la radio. «Valente» di nuovo.

«Ci sono, signore». Eugenio aveva riconosciuto la voce del suo mentore, il colonnello Camporini. Per un attimo pensò fosse il suo persecutore, ma scacciò l’idea.

«Che stai facendo!».

«Io…».

Non gli diede il tempo di rispondere: «Torna a combattere» esclamò.

«Ma, signor colonnello…».

«Non mi interessa. Tu, prima di essere un uomo dell’aria, sei un soldato, quindi obbedisci. Va’!».

«Agli ordini» si impose di non balbettare. Stavolta fece una virata, non un giro della morte – che era il suo marchio di fabbrica – e tornando indietro, a uno-otto-zero, ricordò la prima volta che aveva incontrato Camporini: era stato il giorno dopo che suo fratello aveva avuto l’incidente che l’aveva condannato alla sedia a rotelle. Quel giorno, Eugenio aveva il morale basso, qualcosa che, a confronto, il Regio Esercito dopo Caporetto era stato nulla in fatto di rovina come gli aveva spesso raccontato suo nonno, e aveva visto questo tale, più che un alto ufficiale dell’Aeronautica sembrava un sergente.

“Cadetto” gli si era rivolto il colonnello. “Sapresti risolvere una disequazione di quelle lunghe cinquanta fra numeri e lettere?”

“Sissignore”. Eugenio, allettato dalla sfida, gliel’aveva dimostrato risolvendola in dieci minuti, il suo record personale, anche a costo dei nervi che sussultavano sotto la fronte madida.

“Bravo cadetto”. Camporini era andato via, però l’aveva gratificato di un sorriso.

Adesso, Eugenio non era disposto a deluderlo. Gli ordini son ordini. E c’era qualcosa di più difficile di una disequazione molto lunga da affrontare, qualcosa di più pericoloso, ma eccitante.

Gli Hornet stavano cacciando indietro i MiG, ma c’era sempre un angolo in cui combattere.

Serie: Operazione El Dorado Canyon


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ottimo incipit. Bravo Kenji. Piú tardi leggeró la seconda metâ della serie. Ammiro il tuo impegno nel documentarti con serietâ, il tuo stile sobrio, la consueta correttezza nella forma.

  2. In effetti, pensando alle gerarchie, mi sarei aspettato che Eugenio dovesse chiedere l’autorizzazione prima di disingaggiare. Ma non sono un esperto di procedure.
    Molto ben scritto, come ci hai abituati, e con finale sospeso, così ora restiamo con la voglia di sapere come continua!