Himalaya

Poco fa stavo buttando la pasta, Arrigo. Qui in cucina, come al solito. E mi sei venuto in mente tu. Neanche farlo apposta. Così ho lasciato tutto, fa niente se poi mi diventa colla! E ho deciso con urgenza di prendere appunti.

Tutti devono sapere, Arrigo, il disgraziato che sei! Magari farò recapitare questa lettera anche a Barba D’Urso, che mi ospiterà nella sua trasmissione. Non ci sono parole, per quel che hai fatto. E fatico a trovarle.

Dopo un anno di frequentazione, parecchio assidua te ne do atto, hai voluto prenderti una pausa. Che io, l’ho capito dopo! Sciagurato! Tu hai conosciuto la Lauretta, la figlia del fornaio. In paese ne parlano tutti. Quella con quel culo sodo e le tette rifatte. Ma tant’è.

Sei sparito dall’oggi al domani. Tornavi solo ogni tanto, per venire qui a “scofanarti” un piatto di pastasciutta. Che io, avrò tanti difetti, ma in cucina ci so fare. Una botta e via, e la sottoscritta accettava tutto. Eri confuso, povera stella.

Poi, guarda caso, la Lauretta è scomparsa dal paese. Sarà mica venuta a stare da te? Abiti vicino, certo, ma non abbastanza da far sì che io possa controllare ad ogni minuto.

La pietà delle amiche non mi serve. Loro pensano di offendermi, se mi dicono la verità. Perché la Lauretta è un pezzo di gnocca, mentre io… Beh, lasciamo stare.

Però, Arrigo mio. Come ti vengono certe idee? Forse volevi tenerti il diritto di tornare a mangiare un piatto di pasta? Non ho altre spiegazioni.

Perché ieri, mentre stavo al lavoro già nervosa, è venuto tuo cugino. A parte che mi ha bloccato la fila, per pagare un pidocchioso pacchetto di caramelle al mentolo. A parte quello.

Con fare da cospiratore, mi ha detto che tu, Arrigo, mi mandavi a salutare. Ha riferito che la ditta per la quale lavori ti ha spedito a fare un corso di aggiornamento (barra sopravvivenza, ha detto proprio così) sull’Himalaya. E che tu ti sei perso e ti stanno cercando.

Dunque, Arrigo caro, sorvoliamo sul fatto che non lavori con Messner, ma per una ditta di Solesino che fabbrica condizionatori d’aria, ti chiedo: come ti vengono certe idee? Perché tuo cugino, al supermercato da me, lo hai mandato tu. 

Cos’è, sei già stanco della Lauretta e non  sai come uscirne? Ma io mica ci casco, sai? Con me tu hai chiuso.

Guarda caso, dall’elicottero ti hanno ripreso con un video, mentre morivi, o quasi, e lo hanno trasmesso sul cellulare a tuo cugino perché lui me lo facesse vedere. Volevi assolutamente dirmi addio.

Quell’elicottero era ad altezza uomo: ti è mica chiaro che se un elicottero ti riprende vuol dire che ti hanno trovato? Asino.

E poi, sull’Himalaya non ci sono alberi. E in quel video ce ne sono parecchi. Non è un paesaggio impervio, quello! In lontananza, a guardare bene, ci sono pure le antenne della città. Sei per caso sull’Altopiano di Asiago? C’entra forse quella vacanza in montagna finita male, con la Lauretta, che è sulla bocca di tutti?

Secondo te, vai sull’Himalaya con l’attrezzatura che hai preso con me al Decathlon, in saldo? Tutta roba scalcinata e ”leggerina”, per montagne così imponenti, non trovi? Con lo zainetto patetico, in spalla, quasi fossi a un picnic?

E ultimo, ma non meno grave, stai per morire e ti butti con una capriola senza nessun pathos, in stile orso lobotomizzato, tanto che pensavo mi volessi prendere in giro di proposito.

Beh, sai cosa ti dico? Sarò anche meno bella della Lauretta, ma non ho bisogno di un “mona” come  te.

La prossima volta che mi tradisci (ma non ci sarà), almeno fai la fatica di organizzare meglio la tua difesa. Perché stavolta non ci hai neanche provato.

Questa non è una morte fra i ghiacci, Arrigo. Tutt’al più una minchiata!

Oggi pomeriggio passerò da tuo cugino, con una copia della lettera. Magari potrà farla avere ai soccorritori, hai visto mai?

E poi sai cosa ti dico, ancora? Di gusto, di cuore. Da troppo tempo volevo farlo e vedrai che piacerà anche a Barbara D’Urso.

Ma vaffanculo, Arrigo!

Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Un monologo spiritoso. Più che il (regione che non posso dire per non spoilerare) mi immaginavo un paesetto siciliano (ma era solo una mia suggestione).
    Suppongo che la protagonista sia una commessa di supermercato, o sbaglio?
    Visto il titolo mi immaginavo una storia di avventura, e invece… (non spoilero).

  2. Ciao Cristina, davvero da morir da ridere, dall’inizio alla fine, noi uomini siamo proprio dei “sola” eh? Guarda che Barbara D’Urso paga bene per scoooop del genere???! Lab scompisciante e originale!

  3. Ciao Cristina, il poveraccio poteva inventarsi una scusa più credibile 😉 Degna storia per il programma condotto da Barbara D’Urso, se ne discuterebbe per una settimana intera.

    1. Ciao Micol. Grazie per il tuo commento. Mi spiace che non mi sia venuto niente di serio. Ma anche esercitarsi a far ridere può essere utile. Più che ricercare uno stile vero e proprio, qui dovevo essere credibile nelle espressioni di una donna, in sostanza, presa in giro. Speriamo bene? Alla prossima.

    2. Credo che in realtà sia molto difficile “far ridere” e tu ci sei riuscita. Hai il coraggio di sperimentare e questo non può dare che buoni frutti. Quasi quasi, al prossimo lab mi butto anch’io in qualcosa di pazzo: un romance?

    1. Certi uomini vanno, sperimentano. Ma poi, delusi, tornano all’ovile come niente fosse. Arrigo l’ha organizzato male, il suo ritorno. Un saluto Isabella e grazie per averlo letto. Alla prossima ?