I figli del sole malato

«Guarda! Lo vedi? Quello è il nostro dio, ma anche la nostra condanna».

Pietro annuì, poi abbassò lo sguardo, affranto. Un tempo la Terra, si raccontava, era un luogo fertile nel quale si poteva vivere, ma poi…

Il sacerdote era invasato, gli occhi erano sgranati, spiritati. «Se non fosse mai successo…».

Pietro annuì ancora. Anni prima era stato rieletto Donald Trump e questi aveva dato il via a una serie di esperimenti militari, i quali erano consistiti nel fare esplodere delle bombe nucleari sulla superficie solare.

Così, tutti erano stati condannati.

Ma c’era un modo per uscirne vivi: fare quanti più sacrifici al sole, il quale era dio e carnefice.

Intorno la gente era emozionata, ma anche seria in volto.

«Bisogna farlo» gridò una donna.

«Sì, giusto. Procedi, sacerdote» aggiunse un uomo.

«Lo devo fare». Il sacerdote lo disse con un tono serio.

«Posso capire». Pietro parlò con voce stanca.

Quell’uomo accompagnò Pietro fino all’altare. C’era un M4.

Pietro si spogliò e, tutto nudo, si distese. «Attendo il volere del dio e il tuo, o sacerdote».

La gente esultava.

«Faccio subito» disse in tono colloquiale il sacerdote. Allora iniziò a recitare una serie di formule propiziatorie, mise il caricatore nella scocca dell’M4, fece scattare il colpo in canna, spostò il selettore sul fuoco semi-automatico e puntò l’arma contro la tempia di Pietro.

Strinse i denti, Pietro, chiuse gli occhi, si preparò ad andare nell’oltretomba.

«No!».

«Chi ha parlato? Sacrilegio!» tuonò il sacerdote.

La folla era stupefatta, ma da dietro le colline arrivò un carro di fiamme trainato da cavalli di luce che lasciavano delle impronte di cenere.

Uomini e donne rimasero paralizzati per il terrore, poi scapparono, ma quel carro partì tutta una serie di fulmini che li colpì e riducendoli in cenere nera e fumante.

Il sacerdote spostò il selettore sul fuoco automatico, balzò sull’altare e senza più curarsi di Pietro sparò gridando: «Sacrilegio! Bestemmia! Morite, morite! Morte a voi, maledetti!».

Il carro si fermò. A bordo c’erano uomini fatti di luce con ali, ma avevano anche delle smorfie angeliche.

Uno di loro agitò un dito e nell’aria si scatenò un vortice di fiamma che travolse il sacerdote e lo mandò a schiantarsi contro la parete del tempio. Si ridusse in scheletro, e quindi le ossa si sbriciolarono.

Ma Pietro non aveva paura. Stava per morire, sacrificato al sole, quindi morte per morte non temeva nulla.

Si mise a sedere. «Cosa volete da me?».

«Dovevi essere sacrificato…» rispose uno degli angeli di luce e fuoco.

«È esatto».

«Non sarai più sacrificato. Adesso vieni con noi, che dobbiamo reclutare nuovi angeli solari…».

«Voi siete… “angeli solari”?». Fece per rivestirsi.

«No, i vestiti non ti servono, sarebbero bruciati. Sì, siamo gli uomini che abitano sul sole da sempre, grazie alle radiazioni ci siamo fortificati e vogliamo prendere dei terrestri perché si uniscano a noi». Fece una pausa, assunse un’espressione astuta. «Sempre che tu lo voglia».

«Se non volessi?».

«TI inceneriremmo come abbiamo fatto a questa gente».

«Accetto, accetto». Non avrebbe mai pensato di poter diventare un semidio alieno.

«Sali a bordo che andiamo».

Il carro ripartì sconvolgendo la cenere rimasta nel piazzale davanti al tempio sacrificale.

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