
I legionari stranieri del futuro
2123
Lamberto aprì la porta e saltò fuori dallo space shuttle.
Il resto del plotone lo seguì.
Le navicelle si erano staccate dalla nave-madre, una per ogni plotone, il reparto si radunò in mezzo alla polvere della Luna.
Adesso che il battaglione era pronto, come rivoli di pioggia si diressero verso le basi dei terroristi.
Mesi prima c’era stato un attentato a Parigi. Gli ottantacinque morti e duecento feriti gridavano vendetta. Il governo aveva mobilitato la Legione straniera che aveva risposto alla chiamata con entusiasmo, truce entusiasmo.
E ora il battaglione stava puntando le basi dei terroristi che secondo l’intelligence erano colpevoli dell’attentato. Chi fossero i mandanti per il momento non importava, la verità era che i legionari stranieri erano assetati di sangue.
Lamberto ricevette l’ordine di fermarsi via radio, poi il tenente disse: «Faremo da avanguardia».
Il plotone di Lamberto andò in esplorazione.
Lamberto vide alcuni terroristi montare la guardia. Invece di sparare col fucile spaziale si lanciò su uno di loro spingendogli la testa contro le rocce.
I caschi dei terroristi, come quelli militari, dovevano essere più resistenti di altri, ma la spinta bastò a fracassargli il casco.
Il terrorista morì a causa della mancanza di ossigeno.
Mentre il sangue si nebulizzava e il cadavere rimaneva a terra come destinato a fossilizzarsi, gli altri terroristi tentarono di uccidere Lamberto ma i suoi commilitoni uccisero tutti quei brutti ceffi allo stesso modo.
Il plotone riprese la marcia a piccoli balzi.
Il tenente comunicò: «Battaglione, via libera».
Gli uomini del 1° battaglione si mossero nella direzione della base nemica.
Lamberto oscillò lo sguardo dai commilitoni fino alla meta cui tutti puntavano. Per il momento sembrava che nessuno si fosse accorto del loro arrivo.
Lamberto riprese la marcia. Più che altro sentiva la mancanza di altri teatri operativi come Oberon e Prassidice. L’azione sulla Luna era più un’operazione di polizia.
Quando il battaglione calò addosso alla prima base terroristica, i criminali reagirono: si scatenò un fuoco di plasma in cui molti di quei porci morirono, pochi legionari fecero la stessa fine ma molto pochi, ciononostante Lamberto intendeva vendicarli: come le gocce di una stalattite che aggiungono sempre nuova roccia, alla vendetta si aggiungeva altra vendetta finché non fossero tutti morti.
Ma io voglio che siano tutti morti? si chiese Lamberto. Pensò di essere indeciso.
Alla fine si unì al combattimento, sparò, uccise, rischiò di morire e poi corse incontro a un gruppo di terroristi che avevano alzato le mani:
«Ci arrendiamo».
Lamberto disattivò i loro fucili spaziali, poi sorrise dicendosi che la base terroristica non esisteva più. Allora si ricordò che dopo quella base, ce n’erano molte altre, una miriade: una sgradevole notizia. «Ma… dico…».
«Noi siamo dell’AD» sussurrò uno dei terroristi.
«Eravamo a caccia di quelli dell’OAS» segnalò Lamberto, confuso.
«Spiacente, ma quelli dell’OAS sono di là. E attenzione a non attaccare i NAR o gli ON».
Lamberto si preparò a dare la brutta notizia ai superiori: si erano sbagliati.
Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Sci-Fi
Racconto revisionato sulla base delle annotazioni di Giancarlo Iannizzotto, che ringrazio!
Il tuo racconto, proiettato nel futuro, è così tremendamente attuale.
Grazie! A volte gli autori le azzeccano alla grande (chissà cosa farei se fossi più bravo, se avessi le intuizioni più giuste).
Interessante tentativo, dalla prosa elegante come sempre ma non privo di qualche inesattezza e qualche ingenuità riguardo alcuni aspetti pratici. Una lettura della letteratura di genere o delle pubblicazioni scientifiche della NASA avrebbe aiutato ad evitarle. Good take!
Ti ringrazio, ma non sono un esperto di fantascienza seppur abbia esordito nel mondo della narrativa con un racconto di fantascienza. Grazie per il complimento! Fra poco ti scrivo un private message per approfondire
Una battaglia molto realistica in un futuro prossimo, finalmente nel 2123 la legione avrà anche l’aviazione. Figo!
Già! Che io sappia, durante la Seconda guerra mondiale, i marines avevano la loro aviazione (forse da non confondere con quella navale), adesso non so se è così, a volte le cose cambiano… invece la Legione straniera no, mai (che io sappia). Ti ringrazio per il tuo bel commento 🙂
Un interessante scorcio di una battaglia nel futuro.
Ben fatto, Kenji! 👍😊
Grazie! Mi piace la military sci-fi. Infatti martedì ho venduto a un ragazzo alcuni miei racconti in anteprima 😉