Il balletto solitario

Serie: Il redentore

Lo pugnalò dritto alla gola, appena sotto il pomo di Adamo che si mosse nervosamente per un breve istante per poi rimanere completamente immobile.

Non si prese nemmeno la briga di estrarre la lunga lama di acciaio di quasi venti centimetri che andò a conficcarsi nelle vertebre subito dietro le corde vocali. L’uomo ebbe forse qualche secondo per rendersi conto di cosa era successo e del perché avvertiva quel bruciore insopportabile alla base della gola, forse un altro paio per capire la ragione per cui non riuscisse ad emettere un solo dannato suono nonostante il suo cervello comandasse tutti i movimenti necessari per farlo.

Nel caso non gli fossero ancora del tutto chiari i motivi di quell’improvvisa afonia, fu l’altro a spiegargli a grandi linee il perché non riuscisse a parlare.

“Ti ho reciso le corde vocali tesoro”, gli disse mentre si allungava a prendere l’altro coltello che aveva posato sul comodino poco prima di entrare nuovamente nel letto ed accoccolarsi nudo accanto al corpo caldo di lui ancora addormentato, “non puoi dire più nemmeno una parolina, neanche una di quelle dolci dolci che mi piacciono tanto…”

Di quest’ultima frase però non riuscì mai a sentirne la fine: mentre la pronunciava con voce calda, gli conficcò con decisione e forza il lungo coltello di ceramica bianca fra le costole, dritto nel cuore tagliando praticamente a metà l’organo che istantaneamente cessò di battere. Rimase ad osservare il corpo afflosciarsi lentamente, mentre l’aria lasciava i polmoni uscendo dalla bocca spalancata in un’innaturale espressione di agonia e terrore, come se il corpo cui aveva appena privato di vita si fosse trasformato in un grande palloncino rosa forato.

Non poteva negare di non essere affascinato da quell’immagine che osservava con bramosia e passione quasi artistica.

Anche per questo secondo fendente all’ormai ex compagno di letto Carlo, non si prese il disturbo di estrarre il coltello dal suo corpo: dalla ferita sul collo sgorgava un fiotto di sangue vivace e caldo che andava ad inzaccherare il materasso e le lenzuola azzurre di seta pregiata, ma solo un piccolo rivolo fuoriusciva dal colpo al petto che colava densamente seguendo la curva del suo pettorale allenato facendosi strada fra la peluria nera che tanto gli piaceva accarezzare.

Delicatamente si alzò dal letto, si stirò con cura facendo schioccare il collo prima da una parte e poi dall’altra e si diresse verso il bagno per farsi una doccia calda e lavarsi i denti: odiava avere quell’orrendo sapore di sesso in bocca alla mattina.

 ***

Quando fu vestito, impeccabilmente come amava, fece un rapido giro della casa di Carlo, fermandosi in special modo nello studio che l’uomo utilizzava come angolo per distaccarsi dal mondo e ritrovare se stesso, come ripeteva sempre al telefono quando l’amante gli chiedeva dove fosse. Qui rimase in silenzio guardandosi attorno curioso e respirando l’aria profumata e satura degli incensi indiani dai nomi impossibili da ricordare che così tante volte aveva cercato di fargli imparare senza alcun risultato.

Sorrise a quel ricordo toccandosi soprappensiero  il nodo della cravatta di Ferragamo che aveva scelto per andare a lavoro quel giorno. Posò la borsa di pelle scura sul parquet pregiato dello studio e mosse qualche passo verso lo stereo, incastrato fra i volumi di letteratura greca che tanto amava l’uomo che in quel momento stava ancora copiosamente sanguinando sul nuovo materasso in memory foam che avevano scelto insieme qualche mese prima: un vero e proprio toccasana per i problemi di schiena che lo affliggevano in quel periodo, oltremodo un vero peccato rovinarlo a quel modo. Fece scorrere l’indice su i cd che Carlo teneva gelosamente ordinati sul piano di legno scuro della libreria finendo per fermarsi sulla costola nera dell’album che cercava. Estrasse il disco argentato dalla custodia e lo inserì nella fessura ascoltando il ronzio con cui veniva avidamente catturato, selezionò la quarta traccia dalle 15 disponibili e delicatamente iniziò a ballare da solo sul grande tappeto persiano dalla fantasia floreale sistemato proprio sotto il mobile. Ballò fino a quando la musica non sfumò nel silenzio, quindi premette stop, tolse il cd dallo stereo e lo ripose nello spazio vuoto fra i cd di B.B. King e Bruce Springsteen.

Dopo aver ripreso la borsa ed aver controllato che al suo interno ci fosse il portafogli ed il cellulare, spense la luce e si avviò verso la porta di ingresso. Prima di uscire, con la mano già sulla maniglia, si voltò un’ultima volta per controllare che tutto fosse in ordine proprio come piaceva a Carlo, poi uscì chiudendosi il portone alle spalle ed accertandosi con un paio di spinte sul legno massiccio della porta, che la serratura fosse scattata regolarmente: bisogna essere prudenti di questi tempi, in giro ci sono un sacco di maniaci, pensò avviandosi verso le scale.

Arrivato alla macchina, sistemò la borsa sul sedile del passeggero avendo cura di assicurarla con la cintura di sicurezza per evitare che una frenata improvvisa la facesse cadere sul tappetino poggiapiedi rischiando di rovinarla, poi, sistematosi a sua volta sul sedile, accese il quadro aspettando che tutte le spie si spegnessero in sequenza prima di avviare il motore. Con un certo disappunto partì senza attendere che il motore si scaldasse adeguatamente: leggendo l’ora sul cruscotto si rese improvvisamente conto che quel balletto solitario gli aveva fatto perdere più tempo del previsto.

Serie: Il redentore
  • Episodio 1: Il balletto solitario
  • Episodio 2: Caldo Torrido
  • Episodio 3: Fiori Freschi
  • Episodio 4: Carne cruda per cena
  • Episodio 5: Sangue dal passato
  • Episodio 6: Occasione mancata
  • Episodio 7: Il Killer Dei Padri
  • Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Horror, Narrativa

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    Discussioni

    1. Quando si dice iniziare in media res abbestia, ehehehe.
      La violenza delle prime righe contrasta con lo stile pacato e ordinario del resto del racconto, proprio come deve essere un serial killer che si rispetti.
      Bell’inizio.
      Ci vediamo al prossimo episodio

      1. Grazie Alessandro per il tempo che mi hai dedicato, mi ha fatto molto piacere leggere il tuo commento e il prezioso suggerimento che mi hai dato.
        Spero che apprezzerai anche i prossimi episodi.
        Alla prossima lettura…

    2. Le tue descrizioni anatomiche, per me, sono sempre ben accette. Mi sono piaciute anche le descrizioni dell’ambiente, bravo. Vado a leggere subito l’altro episodio, per cercare di capire perché questo personaggio ancora senza nome, ha fatto quello che ha fatto al suo amante… Credo che però, si sia lasciato dietro un mucchio d’impronte, nonostante sia stato molto calmo nel suo operato.

      1. Ciao Ivan, felice che le descrizioni anatomiche ti piacciano tanto…e spero anche che tu possa gradire i prossimi episodi.
        Alla prossima lettura…

    3. Complimenti Raffaele! Non potevo chiudere gli occhi, perché me l’hai proiettata nella mente! Non so perché ma ora ho un certo mal di gola…
      Bravissimo nella descrizione dettagliata della scena, in quella cruenta e nel dopo…ma perché la vittima è sempre uno che tiene tutto ordinato? stavo per scrivere in modo maniacale…

      1. Grazie Maria Anna del tuo commento e del tuo tempo…
        Spero che anche i prossimi episodi possano non farti chiudere gli occhi ;)..
        Alla prossima lettura…

    4. Quindi alla fine anche tu hai deciso di lanciarti in una serie! Una storia di gelosia e di follia. L’inizio ci catapulta nel pieno dell’azione, resta da scoprire cosa si nasconde dietro. Al prossimo episodio.?

      1. Una nuova esperienza letteraria può solo fare bene… Vediamo cosa ne viene fuori… spero qualcosa di buono.
        Alla prossima lettura…

    5. Ciao Raffaele, serie iniziata con il botto! Ho amato la tua attenzione nel descrivere i particolari dell’ambiente in cui si muove l’assassino, ancora senza nome, i ricordi e gli oggetti che descrivono Carlos e la sua vita: in realtà, la Loro vita. Rimane da comprendere il perché il protagonista abbia preso una decisione tanto drastica, quale sia la molla che ha fatto scattare la sua lucida follia: gelosia? Cuore e corde vocali. Particolari in grado di generare curiosità. Attendo il prossimo episodio 😀

      1. Micol, è sempre bello leggere i tuoi commenti… grazie per le belle parole, spero davvero di non deluderti con i prossimi episodi.
        Alla prossima lettura…