Il Club del Cerro

Illustrazione di Stefania Franchi

Benvenuti al Club del Cerro, io mi chiamo Fufo e sono il presidente di questo circolo.

Se vi state chiedendo come faccia un rapace a parlare, vi stupirò, so anche leggere. Sono un gufo altamente istruito. Saprei anche scrivere, ma impugnare una penna con questi artigli mi è del tutto impossibile.

Ho fondato il Club del Cerro molti anni fa, quando ero poco più di un pulcino, nessuno avrebbe scommesso una ghianda sul fatto che un circolo di lettori in mezzo al bosco durasse più di un mese. E invece eccoci qua.

A me è sempre piaciuto leggere, noi gufi siamo dei sapientoni lo sanno un po’ tutti, ma mi sono sempre sentito una mosca bianca.

Sedetevi pure, se avete un po’ di tempo, che vi racconto com’è andata.

Girottolavo per il bosco, avevo appena finito un libro molto avvincente. Non stavo più nelle piume dall’eccitazione; mi era piaciuto talmente tanto che dopo aver finito le pagine, non riuscivo ad accettare l’idea di abbandonarlo. Così cercavo di allungare il piacere che mi aveva donato parlandone con chiunque. Avete presente la sensazione, vero?

“Dovresti leggere questo nuovo romanzo” dissi a Micetta. La mia piccola amica striata era sdraiata sotto un bel castagno, intenta a giocare. “Un libro? Vorrei leggere, ma ho un nuovo gomitolo di lana con cui giocare e non mi resta tempo.”

Provai allora con Argo, il grosso cane pastore che stava nel cortile della fattoria, ai margini del bosco. “Ciao, ho appena finito questo libro, è bellissimo. Te lo presto se vuoi.”

“Per carità” abbaio lui. “Ho cose più importanti da fare.”

“E cosa?”

“Che domande. La guardia” disse. “C’è sempre da star allerta. È pieno di farabutti in giro.”

Anche se di farabutti non ne avevo mai visti, decisi di non insistere e mi diressi verso il laghetto.

Il Signor Cra se ne stava beato su una ninfea a prendere il sole. Non volevo disturbarlo, era molto vanitoso e ci teneva alla sua abbronzatura verde smeraldo. Decisi di prenderla larga.

“Che bella giornata” dissi mentre mi avvicinavo.

“Splendida. La giornata ideale per rilassarsi.”

“Sai qual è un modo intelligente di rilassarsi?” dissi. “Leggendo un buon libro.”

“Per carità, io odio leggere. Non mi piace proprio.”

Senza nemmeno salutare si alzò e si tuffò sott’acqua.

Così me ne andai anche dallo stagno, col morale sotto le zampe. Possibile che nel bosco non ci fosse proprio nessuno che amasse leggere? Mi sentivo solo e incompreso.

“Ehi Fufo, come mai quel becco lungo? Hai letto un libro con un brutto finale?”

“Ciao Fiore. No, è che nessuno mi capisce.” Fiore era la mia migliore amica, una puzzola bianca e nera simpatica e piena di energia.

“Io ti capisco” disse. “Raccontami.”

Le raccontai del bel libro che avevo letto, della voglia di condividerlo con gli altri e di come avessi incontrato solo rifiuti.

“Se vuoi convincere i nostri amici a leggere, perché invece di spingerli non provi a raccontare come ti fa sentire la lettura?”

Per tutte le ghiande! Come avevo fatto a non pensarci prima? Ringraziai Fiore e l’abbracciai forte. Ci si poteva sempre fare affidamento su di lei. Era la migliore di tutto il Bosco.

Svolazzai fino da Micetta, la trovai intenta a far fare al suo gomitolo sempre lo stesso giro, con gesti meccanici e annoiati.

“Com’è elettrizzante immaginare di essere altrove, in un regno magico a combattere con orchi e salvare marchesi in pericolo.”

La gatta alzò la testa incuriosita e il gomitolo scivolò via dalle zampette. “Sarebbe bellissimo.”

“C’è una storia che parla di questo, se vieni con me al vecchio Cerro te la racconto.”

“Certo che vengo” disse Micetta, dimenticandosi completamente del gomitolo.

“Prima però dobbiamo andare alla fattoria” le dissi e ci avviamo da Argo.

“Quant’è bello imparare cose nuove” dissi passando vicino al cane, stava abbaiando alla sua coda, con poca soddisfazione. “Ho scovato un segugio forte ed eroico che porta proprio il tuo nome.”

“Davvero” disse lui tutto impettito. “Ed era forte?”

“Mitico” gli risposi. “C’e di che andarne orgogliosi.”

“Dove lo hai trovato? Voglio saperne di più.”

“L’ho incontrato in un libro antico. Se mi segui al vecchio Cerro te lo mostro.”

“Ti seguo di sicuro” disse lui.

“Prima però dobbiamo passare dallo stagno.”

Seguito dai miei amici mi avviai dal Signor Cra intento a specchiarsi nel laghetto in cerca di qualche difetto.

“Quanto è emozionante sognare” dissi con noncuranza a Micetta e Argo. “Proprio ieri ho sentito di un ranocchio bellissimo che ha sposato la principessa più bella del reame.”

“E’ si sicuro una storia vera” disse il Signor Cra saltando sulla riva. “Dove lo hai sentito?”

“Tra le pagine di una storia” dissi io. “Se mi segui al vecchio Cerro te la faccio vedere.”

Quando arrivammo a destinazione era pomeriggio inoltrato, mostrai i miei libri ai nuovi amici. Li trovarono così entusiasmanti che non se ne andarono fino a che il sole non calò dietro le colline.

Dopo avergli dato la buonanotte, li invitai e tornare il giorno dopo.

Infatti puntuali come Gedeone il gallo canterino, la mattina dopo vennero tutti al vecchio cerro, ognuno accompagnato da un altro amico. E così via per giorni e giorni.

Assieme a Fiore decidemmo perciò di fondare il circolo di Lettori il Club del Cerro, che è proprio quello che vedete intorno a voi. Bello, no?

Forse qualcuno vi dirà che ci siano cose più eccitanti, più importanti o più soddisfacenti della lettura, ma voi non gli credete. Per divertirsi, imparare e sognare non c’è niente di meglio che il libro giusto. E se cercate bene, il libro giusto si trova sempre.

Adesso però dovete andare, tra poco i soci saranno qua e non sono abituati a trovarsi bambini tra i piedi quando leggono il loro libro preferito.

A presto, ragazzi. Se tornate da queste parti chiedete di Fufo, il Club del Cerro è sempre aperto per voi.

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Discussioni

  1. Ciao Ale, inutile aggiungere quello che sai già: sono un “fan” delle tue fiabe 🙂 Aspetto con ansia l’uscita della tua raccolta. P.s.: Sono l’unico che ha letto i dialoghi di Fufo con la voce di Anacleto nella testa? 😀

    1. Bravo Raffaele è proprio lui, infatti mi sono permesso di citare una frase proprio del mitico Anacleto.
      Grazie per aver letto la fiaba e per il bel commento

  2. Bellissima, Ale! Sei nato per fare questo, secondo me. Per affascinare i bambini e portarli nel tuo mondo magico. Mi piace molto la cura che metti nella scelta dei termini. Proprio a “misura di bambino”. Tipo: “Girottolavo per il bosco”. E le illustrazioni di Stefani sono strepitose! Complimenti, a tutti e due.

  3. Ciao Fufo! Ehm… Ale! Non so perchè ma questa favola mi suona molto “Openiana”.
    Bellissima come sempre, ora non rimane che dare un volto agli animaletti del bosco ;D