Il disagio numero uno 

Serie: Helena Everblue

I giorni si trascinano lenti, faticosi e monotoni. Da qualche tempo Helena ha cominciato a dare una mano con le faccende del mercato; si limita a pulire e a sistemare. Hugo aveva pensato di metterla dietro al bancone, ma il dubbio che i suoi occhi particolari avessero potuto spaventare la clientela, lo aveva fatto desistere. Nessun problema per lei, il lavoro dietro alle quinte le si addice molto di più; le persone che non siano Hugo la infastidiscono e lei, in un certo qual modo, infastidisce loro.

Naturalmente lavorare al banco del boss comporta anche alcuni disagi e, se per esempio il disagio puzza può essere facilmente superato, superare il disagio Markus può rivelarsi un’impresa ben più ardua.

I clienti che si fermano per acquistare o, come troppo spesso accade, solo per curiosare, sono delle specie più disparate, dalle donnacce dedite al mestiere più antico del mondo ai ragazzotti sfaticati senza il becco di un quattrino. Helena si tiene in disparte per quanto le è possibile, ma non sono rare le volte in cui viene additata. Fatica a decifrare l’espressione che disegnano i lineamenti di quelli che la osservano, probabilmente stupore, forse pietà.

Tra i vari occhi che la guardano di sottecchi ce ne sono due particolarmente insistenti. Piccoli e adombrati dall’età avanzata, eppure scaltri e terribilmente curiosi. Markus, il disagio numero uno.

L’anziano pescivendolo ne ha ben donde di osservare la ragazzetta e, almeno dal suo punto di vista, la ragione è molto semplice. Nonostante si scervelli fino a farsi lacrimare gli occhi non riesce a venire a capo di un mistero: che sia notte, che sia giorno, non passa minuto senza che si domandi come sia possibile che la mocciosa respiri ancora. Non solo la Malattia sembra non aver alcun effetto su di lei ma, complice il cibo che caccia nel gargarozzo, le sue ossa si stanno coprendo di carne e le sue guance sembrano più rosee. Dovrebbe essere morta e invece se ne sta tranquilla e beata con la pancia piena di pesce. Quella ragazzina non gli piace, quindi gli sembra cosa buona e giusta comandarla a bacchetta: pulisci di qua, sistema di là. A volte, quando il boss non si trova nei paraggi, aggiunge ai suoi comandi pure un calcio ben assestato o uno schiaffo sonoro di quelli tirati con le nocche che son più efficaci. Avrebbe dovuto prendere provvedimenti al più presto o quella mocciosa avrebbe finito per tirarlo matto, boss o non boss.

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Le ombre che si allungano sono indicative dell’ora che si è fatta tarda. Helena finisce di riporre le casse di pesce nel piccolo magazzino. La mattina seguente, Markus cospargerà la merce avanzata con uno speciale olio inventato dal boss che la farà apparire come nuova, fresca e gustosa. Solo apparenza ovviamente, ma il prossimo carico dal mare esterno non arriverà prima di due giorni. In caso di estrema necessità avrebbero fatto ricorso loro stessi a quel pesce marcio, ma il prospetto di una dissenteria con i fiocchi non li alletta di certo. Con il prezzo “amico” di soli tre gialli, il signor Cho avrebbe venduto loro un sacchetto di riso, ma racimolare quella cifra può rivelarsi un’impresa ai limiti dell’impossibile. Sono tempi di vacche magre o, per restare in tema, di pesci marci.

Appena messo piede nella minuscola abitazione del boss, Helena si lascia cadere sulla branda che lui stesso le ha preparato. Le sembra che dei folletti dispettosi si divertano a tirarle gli arti: la fiaccano. Non può far altro che sprofondare tra le coperte, abbandonandosi alla stanchezza. Hugo non è ancora rincasato, ma non spetta a lei preoccuparsene: non è la prima volta che succede e comunque non sono affari suoi.

Le palpebre pian piano si abbassano, rendono il buio ancora più buio e trascinano la ragazza negli strati nascosti del sonno.

«Ragazzina!»

Qualcuno la sta chiamando. Boss?

«Ragazzina, svegliati.»

La luce opaca della lampada rischiara la stanza: i due letti, il tavolo massiccio provvisto di sgabelli e la vecchia cassettiera. Vecchia ma non come l’uomo che, ritto dinanzi all’ingresso, si confonde nella penombra.

«Markus?»

«Signor Markus.»

Helena vorrebbe rimpicciolirsi, scomparire tra le pieghe delle coperte, ma quando l’uomo le si avvicina con passo claudicante si prepara ad affrontarlo. È solo un vecchio, non deve temere nulla da lui.

«C’è qualcosa che non va, signor Markus?»

Questi appoggia l’ossuto deretano sul letto della giovane, come farebbe un padre che si appresta a salutare la figlia con un candido bacio della buona notte.

«Faccio fatica a pigliare sonno», le risponde grattandosi distrattamente la nuca con le unghie squadrate. «Sai com’è, la nave con il carico dal mare esterno è parecchio in ritardo e se non arriverà entro la settimana ci toccherà mangiare i sorci. Nel magazzino ne girano parecchie di quelle bestiacce.»

«Prenderemo qualcosa dal signor Cho, giù al quartiere cinese.»

«Signor Cho?!» ribatte Markus rimirando il candore della forfora che gli è rimasta appiccicata alle dita. «Non mi fido di chi tiene gli occhi mezzi aperti e, se è per questo, mi fido ancora meno di quelli che li tengono del colore del mare in burrasca…di quelli e di quelle!»

«Io non…»

«Oh, ma non ti preoccupare ragazzina, finora ti sei pappata il nostro cibo, ma le cose stanno mutando in rogna.»

«Io lavoro!» il tono di voce della giovane si fa più risoluto. «Ho diritto al cibo quanto voi.»

«Tu sei un fastidio!» sbotta Markus. «Il fatto che non ti sbrighi a crepare è un fastidio.»

«Non capisco.»

«Vedi qualche altro marmocchio oltre te?» Le braccia rugose del vecchio sembrano quelle di un folle direttore d’orchestra: disegnano immagini indistinte nell’aria, accompagnate dal suono degli scricchiolii dovuti all’età. «Immagino che nei territori esterni ce ne stanno un sacco, ma qui la Malattia li accoppa tutti. Tutti, ma non tu! Tu stai qui a rompere le palle. Il boss è uscito fuori di melone; è da compatire, probabilmente quando ti guarda si ricorda di quell’altra, ma non si rende conto che la tua presenza è un danno. La gente ha paura di te. Dovresti essere morta e invece, per mille cagnacci rognosi maladdestrati, stai più in salute di un grillo. Ma non ti preoccupare, ci metto un attimo ad aggiustare le cose e lo faccio per il tuo bene. Un atto di pietà.» La lama seghettata di un coltellaccio fa capolino dalle brache del vecchio, come un letale serpente velenoso. «Un colpo secco e ti ritroverai dal Creatore senza che manco te ne accorgi.»

Il coltello si leva, pronto a discendere: la furia che toglie la vita. Helena appoggia la schiena alla fredda parete e, con un movimento delle gambe, colpisce il vecchio al bassoventre un attimo prima che la lama incontri le sue carni.

«Hugo! Signor Hugo, mi aiuti!»

Si alza dal letto con l’agilità di un felino, scatta in direzione dell’uscita.

«Oh, è inutile che chiami il boss! Si è ficcato nella testa di fare le ronde; da quando ho accoppato quella cicciona di un’aristocratica non ci sta più con la zucca.»

Helena ansima, pronta a gettarsi nelle fauci della notte, dell’oscurità. Mani come artigli la afferrano.

«Adesso sistemiamo le cose, mocciooosa» , biascica Markus. «Mica è giusto che respiri ancora; la Malattia si è dimenticata di te, ma io no di certo!»

Helena si volta, chiude i suoi strani occhi. Meravigliosamente strani. Attende l’inevitabile epilogo: la morte, ma non per lei.

Tutto avviene in un attimo. Quando riapre gli occhi, vede la testa di Markus che, divelta dal corpo, rotola sul pavimento. Il lucente sorriso di una lunga lama ricurva, molto diversa da quella rozza del coltellaccio. E tra le ombre, un’ombra che pare figlia della pece; la figura snella di una donna. Nera. Buia. Si inchina al suo cospetto.

«Mi perdoni se sono arrivata tardi, principessa» , le dice.   

Serie: Helena Everblue
  • Episodio 1: La fanciulla senza nome 
  • Episodio 2: Pesci leggendari per clienti spocchiosi
  • Episodio 3: Un uomo buono
  • Episodio 4: Pietà per gli ultimi
  • Episodio 5: Il disagio numero uno 
  • Episodio 6: Nani scaltri e misteriose femmine
  • Episodio 7: La dama nera
  • Episodio 8: Legami indissolubili
  • Episodio 9: Sangue nobile
  • Episodio 10: Amore e vendetta
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    Commenti

      1. Dario Pezzotti Post author

        Ciao Tiziano, spero che anche i prossimi colpi di scena riescano a stupirti. Povera Helena, sapesse quel che la aspetta! No vabbè, lei lo sa…siete voi lettori che dovete ancora scoprirlo! Ahahahah

    1. Cristina Biolcati

      Ciao Dario. Ti rinnovo i miei complimenti! Scrivi bene e hai sempre finali a sorpresa. I tuoi sono racconti ricchi di colpi di scena. Però, col “disagio puzza” sto ancora ridendo 😂😂🤣 Alla prossima.

    2. Micol Fusca

      Ciao Dario, i colpi di scena non mancano. La tua serie si prospetta una favola molto moolto dark. Attendo le prossime rivelazioni su Helena e la Mietitrice al suo servizio 😉

      1. Dario Pezzotti Post author

        Ciao Micol, favola dark è una definizione che mi piace, anche se le vicende di Helena e “amici” manterranno sempre una certa dose di verosimiglianza.😊

    3. Antonino Trovato

      Ciao Dario, ho letto i precedenti episodi tutti d’un fiato, ma ho deciso di commentare solo adesso, per non rischiare di essere ripetitivo. Eh sì, perché meriti davvero tanti complimenti, per il tuo modo di immergere il lettore nel mondo oscuro di Helena e soci con descrizioni memorabili, e per i misteri che continuano a celarsi dietro gli occhi di questo meraviglioso personaggio… sono solo una new entry, ma è stato un piacere aver scoperto questo diamante di nome Everblue… Al prossimo episodio…

      1. Dario Pezzotti Post author

        Ciao Antonino, Helena nasconde un sacco di misteri, o forse solo uno…ma decisamente devastante. 😉

    4. Raffaele Sesti

      Dario, ho letto tutto d’un fiato questo nuovo episodio che mi ha tenuto incollato alle righe fino all’ultima parola.
      Complimenti per la narrazione e i dialoghi, la storia si sviluppa con dei bei colpi di scena e sinceramente logora chi la legge per l’attesa di nuovi episodi.
      Bravo.
      Alla prossima lettura,

      1. Dario Pezzotti Post author

        Ciao Raffaele, e come sempre grazie per aver letto. Rendere la storia scorrevole e mai noiosa è il mio obbiettivo numero uno e se ci sono riuscito ne sono felice. Alla prossima.
        😊

    5. Giuseppe Gallato

      Uao, che finale! Mi è piaciuto moltissimo. Helena… addirittura una principessa? E chi sarebbe questo nuovo personaggio? Voglio subito il seguito! 🙂 Come avevo pensato, gli episodi fino a questo momento sono stati “introduttivi”: forse inizierà un bel viaggio epico in cui Helena – e non solo – dovrà affrontare di tutto e di più. Anche se stessa? Il suo passato? I suoi ricordi? Chissà! 🙂 Complimenti, attendo il prossimo episodio!

      1. Dario Pezzotti Post author

        Ciao grandissimo! Giusto per informazione, essere principesse nel mondo di Helena non è che sia una gran fortuna…😂

      1. Dario Pezzotti Post author

        Ciao Silvia! Questo è solo uno dei segreti che nasconde Helena. Sarà un viaggio lungo e molte cose dovranno succedere.

    6. Massimo Tivoli

      Un altro episodio interessante. Bella la caratterizzazione di Hugo. È bello il gancio con la donna nera come la pece e con la rivelazione riguardo lo status di Helena. Attendo con interesse il prossimo episodio.

      1. Dario Pezzotti Post author

        Sempre troppo gentile, Massimo. La dama nera ci riserverà non poche sorprese e la stessa Helena…vabbè non posso dire niente, questa serie è ancora nelle sue fasi iniziali ed è presto per le rivelazioni più succose. Ahahahah.
        PS Per il prossimo episodio non servirà aspettare tanto.