Il duello

Serie: Alder Venn


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Il duello

Alder si trova sul lato opposto della grande piazza. Dall’altra parte c’è il bambino. Sono sulla stessa linea, e nonostante la distanza riescono a guardarsi negli occhi, mentre la gente passa ai lati chiacchierando, ignara, indifferente.

Il bambino ha lo sguardo fisso. Occhi azzurri, due fessure che guardano con freddezza e coraggio l’uomo dall’altra parte della piazza. Capelli biondi a spazzola, una camicia bianca sopra jeans larghi, scarpe sportive nere. Nella tasca giace la pistola dormiente, tre colpi in canna.

Alder fa il primo passo. Poi il secondo. Sbatte spalle e braccia contro i passanti, che non si accorgono nemmeno di lui. Il bimbo non si muove. Il vento gli solleva per un attimo la camicia. Impassibile.

Alder continua ad avvicinarsi.

Il bimbo allunga la mano verso la tasca con la lentezza di un film western. Respira. Soffia fuori un filo d’aria. E mentre il mondo intorno scorre a velocità normale, loro due si muovono al rallentatore. Il sole sale verso il centro della piazza. Il sudore cola sulla fronte di Alder, fino alle tempie che pulsano. Sempre più vicini. La mano del bimbo afferra la pistola, il polpastrello accarezza il grilletto.

Alder fa un altro passo.

Per un istante tutto diventa buio, e un fischio — quello che resta nelle orecchie dopo un’esplosione — zittisce ogni rumore, ogni voce. Poi una luce si propaga di colpo. I due riappaiono.

Il bimbo ha il braccio teso, la pistola puntata dritta in mezzo alla fronte di Alder. Ma il polso è allentato, senza la minima tensione. Il colpo ha già fatto centro.

Il sangue scivola e riempie la piazza di una macchia rossa che si espande, lenta, invadendo ogni cosa. All’improvviso non c’è più nessuno. E il sole viene risucchiato dentro quella chiazza, come dentro un buco nero.

— Alder. Alder, svegliati.

Una voce che viene da fuori. Lui si agita nel letto, come preso dalle convulsioni. Apre gli occhi. Si tocca la fronte. Sembra sangue, ma è solo sudore.

Continua...

Serie: Alder Venn


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