Il Killer Dei Padri

Serie: Il redentore

La mezzanotte era ormai passata da un pezzo e nell’ufficio del vice questore l’odore di caffè si mescolava a quello pungente di sudore, di fumo e di fritto di un qualche ristorante cinese che qualcuno aveva chiamato per mettere a tacere lo stomaco. Leone aveva preteso senza gentilezze la presenza di Landucci, di Zerilli e di un paio di altri colleghi che aveva messo a lavorare sui casi, oltre che di Vanessa che aveva praticamente sequestrato dopo la consegna del bouquet di tulipani qualche ora prima.

“Mi piace quando usi un po’ di violenza con me, Leone bello…” gli aveva detto quando l’aveva presa per il polso e trascinata fuori casa.

“Maledetta pazza” le aveva risposto, “forse oggi puoi servire a qualcosa!”

***

Sulla scrivania del vice giacevano il mazzo di tulipani ed il biglietto giallo che lo accompagnava sigillato in un sacchetto di plastica trasparente.

“Accidenti a voi, statevene zitti un attimo!” Ringhiò Leone ai colleghi, “ripetiamo tutto quanto.”

Nell’ufficio risuonò un’orchestra intera di sospiri.

“Leone bello è la millesima volta che si ripetono le stesse cose, dacci un pò di tregua” si lamentò Vanessa che cercava refrigerio dal caldo sventolandosi in viso un foglio di carta.

Il vice nemmeno le rispose.

“Dunque” riprese rivolgendosi direttamente alla donna, “verso le 17.30 di oggi senti suonare più volte il campanello del mio appartamento, corretto?”

Vanessa annuì sbuffando di noia.

“Dopo quanti minuti apri la porta? 5? 7?” Continuò a chiederle Leone.

“Ma che cazzo pensi? Che me ne stia in casa a fissare un orologio tutto il maledettissimo giorno?”

“Ok, diciamo dopo pochi minuti apri la porta e chi trovi davanti al mio appartamento?”

“Davanti al MIO avrei voluto trovare un idraulico ventenne lucido di sudore invece che quel tipo insulso!”

Risero tutti ad esclusione di Leone.

“Ascoltami bene razza di una…”

“Ferma la guerra, non attaccare con le tue paternali del cazzo. Ho trovato l’addetto alle consegne a domicilio della FioriPerTe che voleva…”

“Perché oggi quando ti ho chiesto chi li aveva portati hai parlato di un tipo elegante?”

“Solo per vedere se la gelosia poteva rianimare qualcosa laggiù, no?” Gli rispose la sua vicina di casa strizzando l’occhio al capo della scientifica.

“Come facevi a sapere che lavorava per quello stupido negozio?” Le chiese Leone nonostante conoscesse già tutta la storia.

“Perché come ti ho già detto, sulla loro ridicola divisa c’era il logo e la scritta enorme del negozio, come se si potesse scordare un nome così idiota, non trovate?” Chiese Vanessa ai colleghi del vice.

“Delle tue considerazioni non ce ne frega un accidente, vai avanti!”

“A quel punto il fattorino mi ha chiesto se poteva lasciarli a me i tulipani visto che non aveva altre consegne in zona per poter tornare più tardi.”

“Poi?” Incalzò Leone

“Poi ho fatto la curiosa e ho chiesto chi te li mandava, sai…” disse dando un’occhiata piuttosto frizzante a Landucci, “voi uomini con due tette ed un tacco non ci capite più nulla.”

Landucci avvampò e subito fece finta di cercare un dettaglio su delle carte.

“Devo ripeterti quanto ce ne freghi dei tuoi commenti?”

“Per carità, comunque…” tornò a dire Vanessa accavallando le gambe e poggiandosi meglio allo schienale della sedia, “come previsto quello non ci ha capito più nulla. Mi ha detto che non sapeva chi avesse mandato i fiori, che l’ordine era arrivato via e-mail con pagamento online. Se gli facevo vedere ancora un pò di davanzale quello mi avrebbe dato anche l’iban del conto corrente suo e di sua madre. Uomini, tutti uguali!”

“Zerilli?” Interrogò il vice continuando a guardare torvo la donna.

“Già partite le procedure per rintracciare indirizzo e pagamento.”

Leone sospirò forte passandosi una mano sul viso segnato da occhiaie profonde ed il giovane agente vi intravide i segni lampanti di un vulcano in imminente eruzione.

“Sollecito immediatamente, signore!”

“Ecco bravo” disse il vice, “però sollecita affanculo fuori di qui!”

Zerilli uscì passando fra i colleghi seduti.

Rimasero per qualche secondo in silenzio, poi Vanessa disse:

“La mia storia finisce qui ed ora Leone bello, se non mi riporti a casa entro 5 minuti, non ti basterà l’intera caserma per fermare il casino che metterò in piedi.”

Il vice annuì soprappensiero.

“Niente di significativo su fiori e biglietto?” Chiese dopo un momento a Landucci.

“Tutto pulito. Nei prossimi giorni lo sottoporremo a perizia calligrafica ma dubito che salti fuori qualcosa.”

Leone si sporse un poco verso il collega della scientifica poggiando i gomiti sulla scrivania.

“Chissà perché da voi coglioni non mi aspettavo niente di diverso.”

“Però gli stessi fiori potrebbero essere un messaggio.” Aggiunse Landucci ignorando il sarcasmo del vice.

“Illuminami ti prego.”

“Ho fatto una ricerca su internet. Hai presente quelle vaccate sul significato dei fiori che regali ad una donna?”

“Ma dico, hai presente con chi stai parlando?” Si intromise Vanessa, “quello zotico non sa nemmeno cosa significa essere romantico.”

Landucci sorrise di gusto.

“Forza, andiamo avanti” tagliò corto Leone.

“Sembra che i tulipani rappresentino l’amore perfetto” continuò Landucci senza smettere di sorridere, “un ideale di vita fatta di affermazioni e felicità.”

“Landucci, cristodiundio, ma ti sei forse fottuto il cervello? Ci manca che mi suggerisci di ringraziare pubblicamente quel maledetto figlio di puttana per gli auguri di prosperità!”

“Beh”, continuò il capo della scientifica nel suo solito tono stanco, “Ringraziarlo no ma…”

***

La piccola sala stampa della centrale era gremita di giornalisti rumorosi e affamati di novità da sbattere in prima pagina.

“Signori” sentenziò Leone accomodandosi dietro il banco dove qualcuno aveva sistemato un paio di microfoni, “non siete stati convocati qui per fare due chiacchiere davanti ad una tazza di tè, quindi o tacete o potete portare il vostro culo fuori di qui.”

Qualcuno sbuffò in fondo alla sala ma in generale l’avvertimento funzionò.

“Bene”, continuò il vice questore dopo aver atteso l’attenzione di tutti, “negli ultimi mesi ci sono stati due omicidi particolarmente cruenti. Le vittime erano padri di famiglia a cui con una crudeltà indicibile è stata tolta la felicità di veder crescere i loro figli.”

Fece una lunga pausa ad effetto guardando i volti dei giornalisti nelle prime file impegnati a prendere appunti. Una telecamera accese una piccolo faretto che illuminò meglio il viso di Leone.

“Quello che non sapete e che rappresenta il motivo di questa conferenza stampa è che abbiamo concreti motivi di credere che i due omicidi siano stati compiuti dalla stessa mano e che quindi..”

“Sta parlando di un serial killer vice questore?” Domandò di getto una voce femminile dal fondo della sala.

“Nessuno ha parlato di qualcosa del genere signorina, questo è piuttosto un animale a cui piace torturare la gente senza alcun motivo. Le vittime sono state atrocemente uccise e rese praticamente irriconoscibili: siamo riusciti a risalire alla loro identità solo attraverso le impronte dentali.”

“A noi risulta che le vittime non avessero famiglia, anzi per almeno uno di loro si parlava anche di dubbia sessualità, conferma?” Cercò di puntualizzare una giornalista nelle retrovie.

“Qui di dubbio c’è solo la vostra competenza. Se aveste fatto meglio il vostro lavoro avreste scoperto che i due uomini erano irreprensibili cittadini con mogli e figli che ancora non riescono a capacitarsi della disgrazia che è piovuta sulle loro vite.”

***

Stava guardando il TG delle venti.

La notizia di apertura era dedicata a quanto dichiarato dal vice questore Leone Piagentini che durante la conferenza stampa del primo pomeriggio, elencava i pregi di quei porci schifosi che lui a beneficio di tutti, aveva redento affidando le loro anime al giudizio che meritavano. E quello… quello parlava di irreprensibili padri di famiglia?

Feccia!

Ecco quello che erano. Feccia della peggior specie pronta ad infettare il prossimo con il loro seme di perversione!

Giulia lo chiamò per la cena.

Aveva anche perso tempo a mandargli quel bouquet di fiori, maledetto incapace. Doveva essere arrivato in quella posizione solo con spintarelle, come funziona dappertutto in questo mondo schifoso.

“Tesoroooooo?” Lo chiamò nuovamente la moglie impaziente.

“Arrivo amore. Finisco solo di vedere un servizio al TG.”

Il servizio continuava con le domande dei giornalisti al vice questore che rispondeva mentendo puntualmente e spudoratamente sulle vittime trasformandole in santi immacolati. La cosa peggiore era che quel branco di capre pendeva dalle sue labbra credendo ad ogni singola stronzata che gli veniva propinata.

Spense la tv.

In piedi di fronte allo schermo nero capì che la visita che aveva promesso a Leone non poteva essere di cortesia. Era evidente che anche lui, al pari di quei corrotti che aveva epurato, doveva capire che una redenzione era iniziata.

“Amore, vieni a cena!” gridò Giulia.

“Subito tesoro”.

***

Da solo steso sul divano di casa, Leone ripensava alla conferenza stampa. Non era ancora del tutto convinto che fosse stata una mossa azzeccata. Però sembrava davvero che i giornali avessero creduto che quei morti fossero stati degli angeli scesi direttamente dal paradiso.

Qualche genio aveva già soprannominato l’assassino: il Killer dei Padri lo avevano chiamato nei TG.

Neanche fossero in un dannato film americano.

Serie: Il redentore
  • Episodio 1: Il balletto solitario
  • Episodio 2: Caldo Torrido
  • Episodio 3: Fiori Freschi
  • Episodio 4: Carne cruda per cena
  • Episodio 5: Sangue dal passato
  • Episodio 6: Occasione mancata
  • Episodio 7: Il Killer Dei Padri
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    Discussioni

    1. Niente massacri in questo episodio, ma il brano si regge benissimo con i dialoghi spassosi tra Leone e Vanessa e in più abbiamo la prima mossa della partita a scacchi con il killer, aspetto con ansia la contromossa. Anche se la vedo dura per l’assassino, ha infastidito il vicequestore sbagliato!

    2. ““Landucci, cristodiundio, ma ti sei forse fottuto il cervello? Ci manca che mi suggerisci di ringraziare pubblicamente quel maledetto figlio di puttana per gli auguri di prosperità!”
      Mi ha fatto ridere
      Amiamo Leone

    3. Ciao Raffaele, finalmente un nuovo episodio. La vicenda entra nel vivo (ho scoperto qualcosa sui tulipani) e la “mossa” di Leone mi ha sorpresa. Aspetto la risposta del Killer, chiedendomi il perchè di quell’attestato di “stima”, il mazzo di fiori, indirizzato al vice. Forse l’assassino si vede davvero come un giustiziere e nel suo pensiero un uomo di giustizia non può che comprendere il suo operato. Quali conseguenze comporterà, il mancato riconoscimento come anima affine da parte di Leone?

      1. Ciao Micol, che bello leggere il tuo commento. Sono felice che Leone abbia fatto una mossa che non ti aspettavi e forse nemmeno lui pensava di fare… vedremo le conseguenze che comporterà.
        Grazie ancora delle tue parole e del tempo che mi hai dedicato.
        Alla prossima lettura…

      1. Grazie mille Kenji per le belle parole ed il tempo che hai dedicato alla mia storia.
        Mi auguro che anche il prossimo episodio alimenti degnamente la tua passione.
        Alla prossima lettura…

    4. Ciao Raffaele, di certo ne è valsa la pena aspettare, perché hai scritto un episodio molto piacevole, ma per il prossimo non metterci di nuovo tutto questo tempo, mi raccomando. Io comunque continuerò a seguire la serie, sempre, perché la trovo una delle più belle che ho letto su Open, giuro!

      1. Grazie Ivan. I tuoi commenti mi riempiono sempre di felicità oltre ad essere utilissimi.
        Spero davvero di non mettere troppo tempo per il prossimo episodio e sopratutto, mi auguro di non deluderti.
        Ancora grazie.
        Alla prossima lettura…