
Il Burocrate
Serie: Il Manoscritto
- Episodio 1: Gli Obelischi
- Episodio 2: Il Burocrate
- Episodio 3: L’Incontro
STAGIONE 1
Non appena recuperai i miei sensi, ebbi modo di lamentarmi:
-Siete sempre così attenti a non lasciar soli i visitatori e mi sono ritrovata in un incubo giallo, completamente sola!
-Oh, signora, lo so, è arduo da intendere alle menti straniere e lontane dal nostro acuto livello culturale.
Provai ribrezzo nell’udire quelle parole e nell’osservare il tipo molle e dalla forma vagamente di un fungo grasso che mi allungava da non so dove, un calice esile, pieno d’acqua.
-Si riprenda, adesso. Le consegno subito il modulo dove potrà segnare i volumi cui far richiesta.
Ero incartato da una risma di fogli colorati con sigilli e timbri, alcuni davvero grotteschi per le forme paffute e contorte e gli inchiostri violacei. Ve ne era uno per ogni cosa facessi lì dentro. La mia valigetta ventiquattrore bastava a malapena per contenerli tutti. Non appena ebbi fra le dita l’ennesimo sigillo mi allontanai velocemente da quel fungo grassoccio che si premurò di ricordarmi:
-Nel campo giallo, mi raccomando, annoti i soli volumi manoscritti. Non faccia confusione fra i riquadri delle classificazioni librarie!
Poi, scortandomi oltre l’ingresso della sala principale di Paleografia, si congedò salutandomi languidamente. Strano modo il loro di muoversi all’interno dei dipartimenti, quasi avessero paura di metter piede in zone nelle quali non sarebbero potuti essere. Ogni ufficiale che incontrai, mi condusse a un limite a me invisibile, ma al suo sguardo sin troppo evidente, sul quale si bloccava letteralmente e da cui o sarei stato prelevato da un altro suo collega o avrei dovuto continuare, guidato da certi impulsi sensoriali provenienti da strani plasmi che saturavano l’aria, e si attivavano con l’intenzione di raggiungere un dato luogo all’interno della struttura, si trattava di sostanze a me del tutto sconosciute.
Raggiunsi l’aula con i volumi che cercavo. Frugai nei catalogatori col naso perso nell’odore di stantio che si disperdeva ogni volta scarrellavo i piccoli cassetti per leggere i cartelli con le classificazioni dei volumi. Trovai il mio manoscritto. Iniziai a respirare in modo affannoso, ero eccitato e ansioso al tempo stesso.
-L’ho trovato!
Scarabocchiai veloce, quasi le cifre potessero scomparire una volta rinvenuti alla luce dal classificatore. Era una mia impressione dovuta all’ansia di avere fra le mie mani finalmente il mio manoscritto.
Mi recai al banco delle richieste. Il corpo esile e flaccido dell’ufficiale si eresse da una poltrona di pelle grassa e puzzolente. Ansimava in modo vistoso, un mollusco con cinque vermi biancastri vibranti, la sua mano, mi si aprì sotto gli occhi, evidentemente era la richiesta del modulo di richiesta. Riposi su quella lumaca dai cinque tentacoli il foglio rosato con le cifre dalla classificazione.
Schioccò le carnose labbra rubizze:
-Si accomodi pure in sala attesa. Non abbia fretta, questo è un volume dell’Antiquaria K., un settore piuttosto complicato, ci vorrà del tempo per i colleghi nel raggiungerlo.
Non ho idea, ad essere sincero, del tempo passato sotto le luci soffuse della sala d’attesa. Mentre aspettavo l’ufficiale con il mio manoscritto, l’ansia mi divorava qualunque altra sensazione.
Quando scorsi lo scintillio del carello farsi strada fra i tavoli, la mia mente trasalì. Visto che ero il solo ospite in quell’aula, non poteva essere che lui, l’atteso, l’amato. In centinaia di volute del tempo la mia stirpe peregrinò di mondo in mondo perché tornasse alla luce. Ora le mie mani dopo secoli avrebbero carezzato ancora la carta pregiata del manoscritto e mi sfiorò la domanda se gli abitanti di questo pianeta avessero mai pensato all’anima che lo redasse. Non v’erano studi relativi al tempo e al mondo in cui fu composto il mio manoscritto negli archivi dell’Accademia, né alcuno studio sulla calligrafia, la tecnica amanuense o sulle miniature interne ai capitoli. Soltanto una pagina di un catalogo di un’esposizione d’arte regionale e di minore interesse, riferiva con un trafiletto la presenza del mio manoscritto fra le opere più singolari.
L’Ufficiale, un tubero chiuso in un colletto così inamidato da spezzare la gola a chiunque fosse dotato d’un respiro, con estrema cura e le mani inguantate sistemò l’opera sul tavolo che recava la targa col numero cui ero stato inserito nell’accesso all’Accademia. Poi con un cenno gentile m’invitò di accomodarmi. Prima di congedarsi mi lasciò un ennesimo modulo: -Per favore, segni la cifra e il colore che vede sul tabellone nel momento in cui si allontanerà dal tavolo, avendo cura di lasciare il volume coperto con il panno di lino che trova in uno di quei cassetti e riporti il numero di quello dal quale l’ha prelevato sul campo apposito.
Indicò una cassettiera numerata alla parete.
Ringraziai e mi sedetti, avido d’incontrare il mio manoscritto.
Serie: Il Manoscritto
- Episodio 1: Gli Obelischi
- Episodio 2: Il Burocrate
- Episodio 3: L’Incontro
Il questa tua Serie prende forma l’enorme passione per i volumi, quelli rari, quelli introvabili. È bello vedere come questa tuo interesse si sia aperto dentro di te, come un libro, fino a trovare una collocazione in una storia.
Grazie per esser passato di qui, Tiziano! Sono ossessionata dal conoscere la fonte della mia ossessione! A parte il gioco di parole, sono l’essere più felice del mondo quando scavo nelle profondità del mio Inconscio, cercando di captare qualcosa di me che non so.
Brano fantastico! in ogni accezione del termine, oltretutto anche un discrto cliffhager che ci fa fiondare al seguito per capire di che manoscritto si sta paralndo. Mi piace molto l’ambientazione nonostante sia estraniante è molt accurata e credibile.
Alla prossima
Ti ringrazio, in effetti il Cliffhanger è una specie di portale, più che una tecnica di suspense, che sto sperimentando per innescare una sequenza di racconti. <3