Il mercato

Serie: L'Imperatore dei Mari: Alla ricerca di risorse

Sei era nato e cresciuto tra le piccole, strette vie di Patajui. Nonostante, da quando fosse arrivato al fortino dei proseliti, si recava spesso sull’isola, trovava sempre qualche novità, come nuove locande, bazar, edifici e vie; quello che non era mai cambiato era il largo stradone che tagliava l’isola a metà fino ad arrivare alla dimora del Governatore di Foresta.

Esattamente a metà della via si apriva, in centinaia di banchetti, il mercato, vera fonte vitale dell’isola. Mercanti intenti a mostrare la loro merce, bambini che si rincorrono, animali che emettono i loro versi o che svolazzano con le zampe fissate a delle corde, odori del luogo ed esotici. Per la prima volta, dopo tanti anni, Sei camminava tra la gente senza sentire addosso lo sguardo attirato dal suo vestiario e dalla sua maschera. Saggiava con le dita la qualità delle stoffe, mangiava con gli occhi le prelibatezze cucinate sul momento, la bava gli colava dalla punta della bocca davanti a prelibati frutti.

«Ehi ragazzo! O compri o fai spazio a chi ne ha intenzione.»

Sei alzò lo sguardo, senza rendersene conto era finito davanti l’attività di Jark e Yoni, i suoi genitori, fissò dritto negli occhi l’uomo e disse: «Non sapevo che i membri della famiglia fossero obbligati a comprare.»

Jark lo scrutò attentamente, poi fu tutto chiaro: i capelli rasati sui lati e la nuca, la folta cresta, era sicuramente suo figlio. Senza dirgli niente gli fece cenno di raggiungerlo, e, quando se lo ritrovò davanti, lo abbracciò forte. Avrebbe potuto stritolargli le ossa se non fosse stato abbastanza robusto.

Yoni, che era entrata in casa a prendere una cassetta di tondi frutti gialli provenienti dal Continente dell’Est, riconobbe subito il figlio, per poco rovesciò tutto in terra se solo Cassari non fosse stata lesta ad afferrare i manici. La sorella gli diede un pugno all’altezza della spalla, poi ripresero a vendere frutta.

Sei era un po’ arrugginito, però ricordava pressapoco come ci si dovesse comportare con i clienti, e a riconoscere quelli che avrebbero lasciato più Nicule, non perdeva tempo con i più avari e opportunisti. Il suo aiuto fu fondamentale per la famiglia, specie nel riordino e nel trasporto delle casse rimaste piene.

A fine giornata, quando si chiusero nel loro intimo, Jark, Yoni e Cassari riempirono di domande Sei, che pazientemente rispose a ognuna di esse, spiegando per filo e per segno gli ultimi sei anni della sua vita, fino alla decisione di lasciare il fortino e di imbarcarsi.

«Magia è pericolosa, devi stare attento fratellone.»

«Già, per non considerare il fatto che gli Dèi ti hanno sicuramente abbandonato.»

«Non dire sciocchezze, Yoni. Gli Dèi non si sono mai curati di noi.»

«Mi piace questo nuovo Jark.» Sorrise Sei.

«C’è poco da essere felici. Togliti quel sorriso dalle labbra.»

«Hai ragione, madre.»

«Ma dove pensi di andare?»

«Non lo so ancora, Cassari. Innanzitutto devo trovare dei compagni, poi una nave.»

«Figliolo, sicuro di stare bene?»

«Certo, padre. Perché me lo chiedi?»

«Torni qui dopo sei lunghi anni per dirci che vuoi già andartene. Prenditi una pausa, stai con noi, se sono i soldi che ti mancano non devi preoccupartene, lavorerai con noi.»

«Avete ragione, ma è questo quello che voglio. Mi sono sentito in obbligo di accettare la reclusione sul faraglione, temevo per la vostra incolumità, credevo che avreste fatto una brutta fine, ma era questo il vero motivo, non volevo assolutamente perdere gli anni più belli della mia vita su pergamene, libri, studi, nottate a osservare il nulla in attesa di una tempesta, o di un tornado. Voglio recuperare il tempo che ho perso. Ho lasciato tutto in ordine, nessun fantasma alle mie spalle, nessuno verrà a rivendicare la mia fedeltà e nessuno potrà torcervi un capello, sono stato paziente, attento e avveduto. Adesso ho bisogno di vivere.»

Jark guardò dubbioso Yoni. Cassari fissava la figura del fratello in mezzo ai profili dei genitori, poi disse: «Almeno per stanotte resta, dormirai, farai un bagno, domattina dopo colazione sarai libero di fare quello che vuoi.»

Jark e Yoni annuirono. Sei sorrise e accettò l’offerta.

L’odore delle lenzuola era identico a quello che coccolava i suoi sogni da bambino, era molto stanco, cadde in un sonno profondo.

La mattina successiva Yoni lo svegliò con un una carezza; Sei si guardò intorno spaesato, credeva che avesse sognato tutto, invece era la realtà, non dormiva più su un pagliericcio, non veniva più svegliato da qualcuno nascosto dietro una maschera e non doveva sperare che ci fosse il vento per parlare. Guardò la madre, alzò il busto e l’abbracciò forte: «Mi sei mancata.»

«Anche tu, non immagini quanto.»

Raccolta intorno alla tavola, la famiglia fece un’abbondante colazione, esattamente come l’ultima volta. Finito di rassettare, Sei aiutò Jark nella sistemazione della merce sul banco, poi abbracciò per prima la sorella, in seguito la madre e infine il padre.

«Quindi non dobbiamo più incontrarci furtivamente alla prossima luna come dicevi?» Chiese sorridente Cassari.

«No, non dobbiamo, tornerò a salutarvi prima di partire, statene certi.»

«Questa è la paga di ieri.» Disse Jark porgendogli un piccolo sacchetto scrosciante.

«Non ce n’è bisogno, padre. Davvero.»

«Dovrai pur iniziare da qualcosa, o intendi rubarla questa imbarcazione?»

«Non ci penso proprio, troverò qualcuno che me la presti.»

«Prendili, ci tengo.» Affermò Jark stringendo il sacchetto nelle mani del figlio.

Il ragazzo accettò e posò il fagottino nel fondo della sua sacca di cuoio. Le dita sfiorarono qualcosa, Sei controllò meglio e tirò fuori un foglio ormai secco. Se n’era completamente dimenticato, aveva deciso di leggerlo non appena si fosse vestito ma per la fretta gli era passato di mente. Per fortuna non era andato completamente perso, prese posto a tavola e con estrema delicatezza, come gli avevano insegnato gli Incappucciati nel trattare i documenti antichi, lo dispiegò e iniziò a leggere: “Caro Sei, è arrivato il tempo dell’addio. Mai nessuno… di te era riuscito in… Lasciare il fortino, incredibile. Questi erano i… quando sono arrivato al fortino, dovrebbero starti bene… regalo di addio. Due.”

Molte parole erano cancellate o illeggibili ma il messaggio era abbastanza chiaro e ancora una volta il suo confratello Due era riuscito a lasciarlo a bocca aperta. Quei vestiti che indossava erano suoi, si era privato degli unici ricordi del suo passato per darli a lui, per permettergli di non tornare completamente nudo alla sua vita.

Sei piegò nuovamente il foglio, lo conservò nella sacca e dopo aver salutato si disperse nella folla.

Serie: L'Imperatore dei Mari: Alla ricerca di risorse
  • Episodio 1: Addio
  • Episodio 2: Il mercato
  • Episodio 3: Lork e Tarem
  • Episodio 4: Fortj
  • Episodio 5: La tana
  • Episodio 6: Ahmullahja
  • Episodio 7: Hiko
  • Episodio 8: Assurdo
  • Episodio 9: I patti vanno rispettati
  • Episodio 10: Tornado Six
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    Responses

      1. La numerazione é venuta fuori dal fatto che la confraternita aveva lasciato tutto per servire il loro dio, avrebbero potuto usare nomi fittizi in effetti, ma ho optato per i numeri al posto del nome, non so se la scelta sia ideale, forse appesantisce la lettura.
        Per quanto riguarda Undici, non ci avevo minimamente pensato, casualità 😂