IL MEZZO.

Tu, alzati, devi venire via con me.

Chi sei?

Non ha importanza questo. Io e te adesso usciamo da qui tranquillamente, senza dare nell’occhio.

Dimmi solo se la tua arma è blu o rossa.

Blu.

Come mai, allora sei da solo? Voi siete sempre in due.

Il mio compagno è fuori, all’ingresso, ci sta aspettando.

Immagino che tu sia il numero uno e l’altro il tuo assistente o il tuo allievo.

Ti ho detto di alzarti.

Come avete fatto a trovarmi, qui?

È da molto che siamo sulle tue tracce, non è stato facile, ma alla fine, come vedi, abbiamo portato a termine la nostra missione. Ora basta con le domande.

Siete stati scaltri. Mi avete scovato, ma non avete avuto fretta, avete aspettato il momento opportuno e questo indubbiamente lo è.

Dobbiamo andare via.

Non so quante di queste porcherie ho buttato giù. I miei sensi sono intorpiditi e comunque, in questo posto affollato da creature di ogni genere, avrei faticato ugualmente a sentire la vostra presenza. Complimenti, davvero. Rilassati, siediti qui con me e bevi anche tu.

No, il nostro lavoro deve essere ultimato.

Un’ultima domanda. Perché tanto disturbo per uno come me? Questo, almeno, me lo devi dire.

Il consiglio supremo ha decretato che i cosiddetti “di mezzo”, quelli come te, devono tutti essere individuati, arrestati e condotti dove tu sai. Lo stesso consiglio supremo giudicherà poi, caso per caso, se ci sono i presupposti per il recupero.

Se io non ci sto?

Chi si oppone verrà eliminato.

Tutto ciò è assurdo.

La mia pazienza si è esaurita. Voi siete una minaccia. Non siete schierati né con noi né con gli altri. Voi ignorate le responsabilità derivanti dal potere di cui la natura ci ha dotati. Vivete senza principi, siete abili soltanto a fuggire e a nascondervi. Io vi disprezzo.

Assurdo. Assurdo.

Il tuo vagabondare e la tua fuga finiscono qui. Accetta la tua sorte.

Io voglio essere lasciato in pace! Non verrò con voi e non mi presenterò davanti a nessun consiglio supremo. Andate via!

Percepisco una potente fonte di energia in te che sta alimentando la tua ira. Se ci affrontassimo qui, metteremmo in pericolo la vita di tutti questi disgraziati. Tu non vuoi questo, vero?

Io voglio essere, io voglio … . O voi o loro, il mezzo, il mezzo non ci deve essere, ma c’è, c’è. Sai di che colore è la mia arma?

Immagino blu, una volta eri uno di noi.

No, no. Non è né blu né rossa. È verde! L’ho fabbricata io, come volevo io, è unica, capisci?

Stai attirando l’attenzione. Loro non sanno chi siamo, non voglio causare una carneficina per colpa tua. Non hai più scampo, arrenditi.

Ottusi. Siete sempre convinti di tante cose. Chi ti ha detto che puoi avere la meglio su di me? Tu non mi conosci, non sai quante battaglie ho dovuto affrontare, non sai con quali mostruosi esseri mi sono battuto, tu non sai cosa ero in grado di fare.

So chi sei e quale è stato il tuo potere. Le tue tecniche sono tutt’oggi materia di insegnamento nelle accademie, tecniche di un anonimo ovviamente.

Voi siete nel giusto sempre, tutto ciò che è al di fuori dei vostri canoni è oscurità e malvagità. Io sono un dannato. Ne ho abbastanza.

La situazione sta degenerando qui, si sta mettendo male.

Sì, lo vedo. Adesso uscirò con te. Non voglio mettere in pericolo la miserabile vita di questi disperati.

Bene, finalmente.

No, ma non verrò con voi. Sono io che decido e la mia arma è verde, è verde.

Se questo è il tuo intento, allora fuori di qui ti condurremo in un luogo appartato e lì …

Lì cosa?

Lì tu …

Io estrarrò la mia arma, maledetto e dovrete affrontarmi.

Non hai speranza, sei in uno stato pietoso e noi siamo in due al massimo delle nostre potenzialità, contro uno.

Sì, io sono uno, uno e continuerò a essere uno e a disporre del mio potere come voglio a costo della vita stessa.

Hai preso la tua ultima decisione.

Così sia. Chiama l’altro e seguitemi.

Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa