
Il ragù di papà (bozzetto)
Serie: La cucina degli avanzi
- Episodio 1: Preambolo
- Episodio 2: Gnocchi di pane
- Episodio 3: Il ragù di papà (bozzetto)
STAGIONE 1
La scena si svolge in quel periodo inimmaginabile nel quale in Italia non si esistevano ancora i telefoni portatili e i figli non avevano modo di avvisare a casa quando tardavano. A volte sorgevano problemi.
Ci troviamo in una cucina ampia, dall’aspetto tutto sommato anonimo: mobili in formica verde chiaro, frigorifero bianco a due scomparti, tavolo rettangolare con un lato lungo appoggiato a una parete e quattro sedie accostate agli altri tre. Il tavolo è coperto da una tovaglia di plastica in tinta con i mobili. Vediamo un posto preparato per una persona, su uno dei lati corti: tovaglietta ricamata, due piatti coperti, bicchiere, tovagliolo in tinta, posate.
In scena la madre, di seguito il figlio.
Lei è una donna piacente, dimostra una quarantina d’anni, sul volto dai lineamenti fini spicca una bocca rossa, ben disegnata. Il figlio le assomiglia. La madre si chiama Anna, il figlio Toni e frequenta il secondo anno delle superiori. In famiglia ci sono anche due sorelle e un marito che ha 54 anni, di mestiere fa il vicesindaco e si chiama Mario. Per questo anche Anna deve lavorare, per i periodi in cui il partito è all’opposizione.
Anna è in piedi davanti alla porta-finestra della cucina, si capisce che è appena rientrata; guarda l’orologio appeso al muro, poi quello che porta al braccio. Entrambi segnano le tre. Si sente un rumore di chiavi e di portoncino aperto e richiuso, poi di passi che non si dirigono verso la cucina.
Anna – Sei tu?
I passi ritornano verso la cucina.
Tony (si affaccia) – E chi vuoi che sia?
Anna – Adesso, torni? Il pranzo è già freddo e non te lo posso scaldare perché è ora di tornare in ufficio.
Tony – Lascia perdere, ho già mangiato.
Anna – Ah, si! E dove, se posso chiedere, e cosa?
Tony – Cos’è, un interrogatorio? Ti conviene andare, piuttosto, è già tardi. E non pensare al pranzo, non è il giorno degli avanzi, oggi?
I genitori di Anna, Beppino e Marietta, hanno sempre gestito una trattoria e lei ha imparato, fin da ragazzina, l’arte di non gettare mai nulla e di inventare graziose preparazioni con i piatti rimasti dal giorno prima.
Sposata, ha trasferito l’usanza in casa sua, facendola diventare un’occasione speciale. Marito e figli hanno sempre amato il momento in cui lei portava in tavola il “vassoio delle sorprese”.
Anna – Lascia perdere la cena, voglio sapere dove e cosa hai mangiato. Non avevi soldi quando sei uscito, questa mattina.
Tony – Cos’è, mi frughi nelle tasche, adesso? Cosa pensi di trovare?
Anna – Lasciamo perdere, va’, con quella gente che stai frequentando…Tuo cugino Claudio, per esempio, sua madre gli ha trovato sigarette “strane” in tasca.
Tony – Ma fammi il piacere! Comunque, se vuoi saperlo, ho mangiato proprio con Claudio. Ci ha invitati a casa sua la bibliotecaria della scuola.
Anna – E chi è? E tu come la conosci?
Tony – Beh, se una scuola ha una biblioteca, gli studenti ci vanno per consultare libri o prenderli a prestito, non ti sembra? E se gli studenti sono simpatici, fanno amicizia con la bibliotecaria. Tra l’altro è una tipa giovane, si chiama Maria Teresa.
Anna – Perché io non la conosco?
Tony – Forse perché non sei mai andata in biblioteca? Comunque non ti preoccupare, la conosce papà.
Anna – La conosce papà…
Tony – Si, si: l’ho trovato qualche volta, in biblioteca.
Anna – E…Come mai papà la conosce?
Tony – Saranno fatti loro, no? Magari faccende di partito?
Anna – Capisco. Si, certo, è normale. E allora, ti ha invitato a pranzo?
Tony – “Ci” ha invitato a pranzo, Claudio e me. Abita all’ultimo piano di un palazzo antico, in via Martiri, in un appartamento fatto di tre sale enormi, con i pavimenti come quelli del museo. Bello, però, si affaccia su un parco che non si vede dalla strada. Solo che bisogna salire a piedi per quattro piani ma sembra che lei non abbia problemi.
Anna – Insomma, tutto bene: la simpatica bibliotecaria abita in una bella casa, mi fa piacere. E cosa vi ha fatto mangiare, se posso chiedere?
Anna nel frattempo si è seduta, forse non ricorda che deve andare in ufficio.
Tony – Indovina? Spaghetti al ragù! Ne avevamo parlato, ma tanto tempo fa, saranno tre mesi, perché Claudio cercava un libro. Aspetta, com’era il titolo? Insomma, parlava di spaghetti alla bolognese.
Anna – Gli spaghetti alla bolognese non esistono, di Filippo Venturi.
Tony – Sembri anche tu una bibliotecaria! Insomma, durante l’intervallo Maria Teresa è venuta a dirci che ieri aveva preparato il ragù e ricordandosi del libro aveva pensato di invitarci. A pranzo, perché questa sera è impegnata.
Anna – Anche tuo padre, non ci sarà alla cena degli avanzi. Ha una riunione.
Tony – Ci mangeremo tutto noi. Se avrò fame, perché la pasta di oggi era fantastica.
Anna – Meglio della mia, immagino.
Tony – Siiii! Tu ci metti sempre le verdure e invece a me piace come la fa papà, solo con la cipolla, la carne, la conserva.
Anna – Lui ci mette anche del vino bianco.
Tony – Certo, certo, anche lei. Insomma, identica a quella di papà. Ma sai la cosa divertente? Lei si è tutta pavoneggiata, si vedeva che era contentissima per i complimenti. Claudio, però, prima di andare via è andato in bagno e per andare in bagno si passa dalla cucina, e sai cosa ha visto? Un biglietto attaccato al frigo: la ricetta del ragù, scritta con la scrittura di papà. Fantastico, no?
Che rumore fa uno schiaffo? Lo stesso di una porta sbattuta.
Serie: La cucina degli avanzi
- Episodio 1: Preambolo
- Episodio 2: Gnocchi di pane
- Episodio 3: Il ragù di papà (bozzetto)
Ma sai, cara Francesca, che questa serie di racconti autoconclusivi con il cibo che li accomuna mi sta piacendo tantissimo? 😸
Il finale, giuro, non me lo aspettavo; sono rimasta di sasso! Un po’ come la povera Anna, che ora ha una bella gatta da pelare.
Anche se non sono una gran amante della carne, questo racconto me lo sono proprio gustato! 😼
Sentire che un mio finale lascia di sasso, è uno dei giudizi che preferisco! Grazie Grazie
Lo schiaffo di Anna al figlio Tony? Vorrei sperare di no…Lo schiaffo morale che Anna riceve, insieme a un colpo al cuore, un mancamento e molto altro? Più verosimile. Veramente ben riuscito questo dialogo mamma/figlio, specchio di quei tempi in cui non esisteva il cellulare? No, specchio di tutti i tempi. Mi chiedo anche, lui l’avrà fatto apposta? In certi periodi della nostra vita manifestiamo un odio insensato per i nostri genitori e spesso la voglia stupida di farli soffrire. Poi tutto passa e loro si manifestano ai nostri occhi sotto una luce diversa, più umana. Ecco, ho trovato tanta umanità in questa pièce teatrale, piacevole come un buon ragù fatto in casa e amara come le lacrime che Anna ci avrà versato sopra. Bravissima Francesca.
A ben pensarci, probabilmente è uno schiaffo per interposta persona, dedicato al consorte. L’unico che se lo meriti. Oppure alla bibliotecaria, che cerca di ingraziarsi il figlio del vicesindaco invaghito di lei.
Grazie per la lettura, come sempre ci sei.
Sempre 🙂
Che finale frizzante! Penso che il cinquantaquattrenne dovrà dare delle spiegazioni. Curiosissimo.🌹
C’immaginiamo la scena, vero?
A me viene buonissimo, ci metto pure i piselli 😀 Pero’ io bibliotecarie non ne conosco XD
Non sono male questi tuoi racconti leggeri, tra storie familiari e cucina. Si leggono volentieri.
Grazie Francesco. Piselli? In che proporzioni rispetto al pomodoro e alla carne macinata?
Con trecento grammi di tritato metto un barattolo piccolo di piselli. A occhio sarà circa un cucchiaio a persona.
Qui siamo in pieno Artusi, pagina splendida della nostra storia letteraria
Ma quanta cattiveria in questo giovanotto! Da genitore comprendo benissimo. Bravissima come sempre Francesca! Il mio è già passato a “ma smettetela che sembrate due ragazzini che litigano”. Ma ora è quasi di maturità.
Arduo compito, la facevi più semplice se decidevi di riscrivere la Divina Commedia in urdu.
Già!
Esperimento riuscito, direi, Francesca. Mi ha colpita il candore con cui Tony sfida l’ira della madre, in quel modo che hanno gli adolescenti di far scattare l’iradidio e poi ingenui chiedersi: sarò stato io a fare questo? ( e non si capacitano davvero, beate anime belle).
“A pranzo, perché questa sera è impegnata.Anna – Anche tuo padre, non ci sarà alla cena degli avanzi. Ha una riunione.”
nooooo! l’ho sentito già da qui il rumore dello schiaffo…
Come mi fa piacere!
“guarda l’orologio appeso al muro, poi quello che porta al braccio. Entrambi segnano le tre”
L’era pre-digitale in una frase. bravissima.
Il fatto è che ci sono nata:-)
Tony è uno spasso, certo se non sei la madre🤭🤭 Brava!!
Sante parole! Grazie.
Mi è sembrato di cogliere una certa tensione, mentre Anna univa i tasselli… la conclusione breve, ma dice davvero tanto. Brava !
Hai ragione, si potrebbe anche dire che è sempre più inca✭✭ata nera
Non fa una piega !
Divertente😂all’inizio non mi aveva convinto molto lo stile da sceneggiatura, ma andando avanti l’ho trovato perfettamente adatto a questa storia. Brava!
Grazie, è infatti una sorta di esercitazione