Il Risveglio
Serie: L'incubo
- Episodio 1: Festa di compleanno
- Episodio 2: La Viking Sally
- Episodio 3: Akseli
- Episodio 4: Casa
- Episodio 5: L’angelo
- Episodio 6: Jenni
- Episodio 7: L’incontro
- Episodio 8: Il pavimento della scuola
- Episodio 9: Tentata fuga
- Episodio 10: Il serpente
- Episodio 1: Arancione fluorescente
- Episodio 2: Saara
- Episodio 3: Il piano
- Episodio 4: Iku-Turso
- Episodio 5: Vivrai qui, con me
- Episodio 6: Ricordi
- Episodio 7: Il peso di un segreto
- Episodio 8: Onni
- Episodio 9: Uno, due… tre!
- Episodio 10: Il Risveglio
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Akseli sentì sul viso il pelo morbido e il suono delle fusa; aprì gli occhi, ritrovandosi steso sul pavimento, e la prima cosa che vide fu Mimi che cercava di svegliarlo.
Disorientato, si guardò intorno e si accorse che, dall’altra parte del tavolo, anche Jenni era a terra e stava provando ad alzarsi.
«Ah, che botta!» esclamò lei, toccandosi la testa e mettendosi seduta. «Però, hai visto? La salvia alla fine ha funzionato: se n’è andato, no?»
Akseli non riusciva a capire: davvero non si era accorta di niente? Eppure, il fatto che lei si stesse rialzando dalla caduta gli fece sospettare che probabilmente non fosse trascorso tutto il tempo che immaginava. L’aveva vista cadere poco prima che la casa si trasformasse nella Viking Sally, ma avrebbe giurato che fossero trascorse ore da quel momento. Giorni, forse. Oppure, la spiegazione più semplice era che si fosse trattato di un sogno. Anzi, di un incubo.
Si alzò, felice di trovarsi di nuovo in casa sua. Ogni cosa gli apparve più bella: le prime luci dell’alba illuminavano la stanza e si sentì avvolto da una sensazione di pace. Accompagnò Jenni alla porta, lasciandole credere che bruciare la salvia fosse stata una buona idea, e la ringraziò per l’aiuto. Ma quando lei se ne andò, Akseli tornò a riflettere sull’accaduto, certo che le cose fossero andate diversamente da come pensava Jenni: Iku-Turso non era uno spirito come gli altri e non sarebbero mai stati in grado di scacciarlo così facilmente. Lui, probabilmente, aveva già calcolato ogni cosa ed era lì per un motivo ben preciso. No, non era stato un sogno; eppure, non riusciva a trovare una spiegazione razionale per ciò che era accaduto.
Si rese conto che le gambe non lo reggevano per la stanchezza, perciò decise di andare a dormire per qualche ora prima di fare colazione. Mise a posto le sedie in cucina e si accorse di una carta Oracolo rimasta sul tavolo; la prese e osservò l’immagine del mostro con i tentacoli che rappresentava Iku-Turso. Scosse la testa sospirando, l’accartocciò e la gettò nella pattumiera. Poi riempì la scodella di Mimi, che aveva già iniziato a miagolare reclamando i croccantini. Infine, salì al piano di sopra e si gettò sul letto, senza nemmeno togliersi i vestiti.
Si risvegliò solo alle 13:30, sorpreso di aver dormito così a lungo. Vedendo la notifica di un messaggio sul cellulare, si ricordò dell’appuntamento con Kirsi: si sarebbero incontrati direttamente alla casa di riposo, verso le 15:00, per far visita ad Aila. Avrebbe avuto il tempo per una doccia e un pranzo veloce prima di uscire.
Aprì il messaggio: “Farò un po’ tardi. Ci vediamo lì verso le 16:00”.
Bene, pensò, almeno non dovrò correre.
Quando scese di nuovo al piano di sotto, notò l’uovo di cioccolato che gli aveva portato Saara, rimasto lì all’ingresso. Sorrise pensando a lei e decise di invitarla a cena. Pur convinto di non aver fatto nulla di male la sera prima, sentiva di aver comunque sbagliato qualcosa e di dover rimediare. E poi aveva voglia di trascorrere un po’ di tempo con lei: avevano molte cose da raccontarsi e tanti anni da recuperare.
Riuscì ad arrivare alla casa di riposo alle 16:00 in punto e, mentre parcheggiava, scorse l’auto di Kirsi. Camminando verso la stanza di Aila, si rallegrò nel sentire le loro risate.
«Mamma, guarda chi c’è!» esclamò Kirsi vedendolo sulla porta. Aila, seduta su una sedia accanto alla finestra, si voltò e gli rivolse un sorriso: sembrava di ottimo umore.
«Ora che è arrivato lui, possiamo andare a fare due passi in cortile», disse Kirsi aiutandola ad alzarsi. Uscirono dalla stanza e si diressero verso l’area esterna, ma Aila si bloccò davanti a due scalini. Akseli la prese per un braccio: «Tranquilla, ti reggo io. Pronta?»
Lei allungò un piede per scendere e rispose: «Uno, due…tre!»
Akseli trasalì. Era un modo di dire comune, certo, e non doveva per forza esserci un collegamento con l’incubo della sera prima; eppure, il modo in cui aveva pronunciato quelle parole lo fece rabbrividire.
«Aksu, stai bene? Sei pallido», domandò Kirsi, che aveva già raggiunto l’uscita e si era voltata a guardarlo.
«Sì, sì… tutto bene», rispose lui, senza troppa convinzione.
Serie: L'incubo
- Episodio 1: Arancione fluorescente
- Episodio 2: Saara
- Episodio 3: Il piano
- Episodio 4: Iku-Turso
- Episodio 5: Vivrai qui, con me
- Episodio 6: Ricordi
- Episodio 7: Il peso di un segreto
- Episodio 8: Onni
- Episodio 9: Uno, due… tre!
- Episodio 10: Il Risveglio
Ciao Arianna, non so se te l’ho mai raccontato: mia zia, dopo la morte del marito (mio zio), diceva di sognarlo tutte le notti e per lei era come avere due vite. Chissà, forse i sogni, in particolari condizioni, ci fanno accedere a dimensioni e poteri irraggiungibili da svegli. Un abbraccio🤗👏👏
No, non sapevo di tua zia. Comunque mi è capitato di sentire storie simili. Sarebbe bello avere tutte le risposte adesso!
Questo episodio é una conferma della buona costruzione di una trama complessa e surreale che stai rendendo sempre piú avvincente e quasi credibile la storia che hai elaborato.
Brava Arianna, noto un’ evoluzione continua e la tua solita grande capacità immaginativa.
Ciao Maria Luisa, grazie mille❤️❤️❤️
Continui a scrivere racconti interessanti 🙂
Grazie 🙂