Il Signor x

Questa è una storia un pò più per i grandi….

“In paese si diceva che avesse dei poteri magici, era amico di molti e di nessuno, dicevano che fosse uno dei pochi che sapeva ancora riconoscere i vari tipi di uccelli e dare un nome agli alberi e alle piante. Azzurra ha raccontato a me questa sua storia e io adesso la racconto a voi.

A quei tempi Azzurra viveva in un casina di campagna e il caso vuole che la finestra del suo balcone si affacciasse proprio davanti alla casa del nostro chiamiamolo “Signor x” (Il nome non l’ho mai saputo neanche io per chi non lo ha capito è quello dei poteri magici!).

Azzurra lo osservava ogni sera dal suo balcone e lo guardava lavorare nel suo studiolo di carta, là dentro vi era di tutto: fogli su fogli, strane boccette e ammennicoli appesi, piante di ogni forma, modellini, quadri sculture e candele, candele ovunque, il Signor x fumava la pipa e i vapori di questa mescolati alle candele rendevano l’aria rarefatta tanto che Azzurra doveva stringere bene gli occhi per vedere, o meglio spiare quel che l’omino faceva.

Azzurra si affacciava ogni sera nascosta dietro la sua tenda ed era per lei quasi un gioco intrigante, lo sbirciava con quel misto di timore che si prova quando si osserva qualcuno con molta curiosità che non sa però di essere spiato.

Azzurra da giovane faceva la cantante, non vi preoccupate sta bene ed è in salute ma adesso non canta più, almeno davanti ad un pubblico per intendersi.

Azzurra è una bravissima cantante folk, le parole delle sue canzoni sono poesie, ma la cosa che la rende particolare è che lei ha un potere che poche persone hanno: Azzurra aveva la capacità di capirti subito e a fondo, certe volte bastava una stretta di mano o uno sguardo e lei già sapeva tutto. Era in grado di interpretare le persone solo guardandole dritte negli occhi. Questo può essere un pregio ma anche un difetto ed è forse per questa sua capacità luminare che io l’ho sempre vista sola, forse ha avuto qualche amante nella gioventù ma niente di stabile, scriveva dell’amore ma pareva non averlo mai conosciuto, o forse si e a me non lo aveva mai raccontato.

Comunque mi sto dilungando, torniamo su quella terrazza dove ogni sera Azzurra, come mi ha raccontato, spiava il nostro Signor x dalla finestra nascondendosi tutte le volte che lui alzava lo sguardo con la paura di essere vista. Ma perchè quell’ometto la incuriosiva così tanto vi chiederete? Beh un motivo c’è e Azzurra me lo ha detto: Lei capiva tutti ma quell’ometto li proprio non lo capiva, questo perchè il fascino che lo avvolgeva era per lei così forte che non riusciva a guardarlo negli occhi. Insomma una cosa tremenda, era come se le avesse fatto un incantesimo.

La situazione è ferma ma la storia deve andare avanti, i due si sbirciano a vicenda e non sappiamo cosa succede quindi ho chiesto ad Azzurra: “E poi che è successo?…”

Questa la sua risposta:

“ Cara che dirti, se fosse una serata romantica ti direi che un giorno spinta da una irrefrenabile curiosità bussai alla sua porta, e forse è successo, chissà… oppure potrebbe anche essere accaduto il contrario e noi due stiamo continuando a guardarci incuriositi senza far niente…

vorrei che fossi tu a concludere questa storia….”

Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Amore, Narrativa

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Discussioni

  1. Ciao Viola, il finale a sfelta mi ricorda molto alcune favole di Rodari, che lascia al lettore la possibilità di immaginare la conclusione che preferisce.
    Una bella scelta, molto carina la storia. Alla prossima