
Imboscata
«Rotta zero-uno-zero».
«Ricevuto, signore».
Gli F15I spingevano centoundici Newton e puntavano verso Damasco. La contraerea siriana era sempre stata una barzelletta e adesso che c’era la guerra civile ancora di più.
Mordechai tenne d’occhio il radar e vide che il cielo era del tutto sgombro. Si impose di concentrarsi, ma in effetti stava pensando al racconto degli Orazi e Curiazi che aveva letto la sera prima. Adesso gli F15I stavano dirigendosi sulla capitale della Siria e avrebbero fatto il loro dovere, ma l’importante era che l’opinione pubblica internazionale non sapesse che quasi tutti i giorni Israele bombardava la Siria – quelle poche volte che si era saputo, c’era stato abbastanza trambusto.
Il tragitto durò pochi minuti, tanto dalle alture del Golan fino a Damasco ci vuole sempre poco tempo, e allora Mordechai avvistò la capitale. Era squallida, sembrava un blob andato a male, ma lui preparò lo stesso le bombe.
Ci voleva solo un momento e allora gli F15I si sarebbero scatenati.
«Un momento… che succede?…».
Mordechai grugnì.
«Da zero-zero-zero… sta arrivando qualcuno!».
I radar non indicavano nessuno, ma a vista era comparsa una formazione di aerei. Erano degli F35.
«Ci hanno fregati!».
Mordechai non ci avrebbe mai giurato che i turchi li potessero sorprendere in un’imboscata, anche se la Siria era ormai una zona franca per le incursioni aeree delle forze armate di mezzo Vicino Oriente.
«Evasione, evasione, evasione!».
Mordechai annuì e cabrò per poi dirigersi verso uno-nove-zero, ma gli F35 turchi scatenarono i loro missili aria-aria.
Il gruppo di aerei israeliani deviò in fretta e cercò di disimpegnarsi, ma i missili turchi colpirono alcuni F15I alle ali. Il canale radio si riempì di urla e a Mordechai dispiacque di sentire i suoi amici morire, ma non ci poteva fare nulla.
Adesso gli F35 lo incalzavano e Mordechai fece un giro della morte che forse sarebbe stato scontato cento anni prima mentre adesso non lo era, infatti i piloti turchi rimasero confusi.
Così, Mordechai scatenò i suoi Sidewinder e vendicò i commilitoni morti. Era strano, era rimasto per ultimo e aveva causato delle ingenti perdite ai nemici. Gli vennero in mente gli Orazi e i Curiazi del mito dell’antica Roma, ma poi tornò nello spazio aereo israeliano. Era sempre solo.
Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Mi unisco a Sergio. Le modalità cambiano, ma la guerra e la capacità di un singolo di stravolgere la sorte rimangono immutate.
Già! Grazie per il tuo commento, Micol.
Bello il paragone con gli Orazi ed i Curiazi, azzeccatissimo. Lo trovo anche un modo per sottolineare che cambiano le teconologie, ma la storia si ripete.
E la capacità di improvvisazione del singolo può sempre far la differenza.
Ciao Sergio! Grazie… sì, la storia classica è una delle mie passioni…