La caccia

Era tutto a posto. L’arma era pronta, carica e funzionava alla perfezione. Così, si mosse nella giungla e scrutò ovunque.

La bocca si torse in un ghigno. Forse, un giorno, si sarebbe detto che i denti aguzzi erano predatori temibili, mentre loro, i colli lunghi, sarebbero passati alla storia come degli animali innocui, inoffensivi, paurosi di tutto e di tutti.

Nulla di vero.

L’arma che aveva fra le zampe anteriori, in effetti, era di fibra vegetale e il laser che sparava era un veleno estratto da dei pesci pescati nell’oceano. Erano materiali che non sarebbero rimasti indenni al tempo.

Ma lasciò perdere. Non doveva pensare a faccende tanto tristi. Lui era un collo lungo fiero di esserlo e doveva dimostrare a se stesso, a tutti, che era un vero cacciatore.

Le foglie si mossero.

Il suolo vibrò un poco.

Il collo lungo si fece avanti a passettini, poi con la coda sferzò i cespugli.

Un denti aguzzi era lì, che tremava e gli occhi lo fissavano. Era nel panico.

«Guarda guarda. Adesso vedi cosa ti faccio io.» Infatti lo bersagliò con l’arma a raggi laser e il veleno traboccò in uno schizzo.

Il denti aguzzi guaì, provò a saltare via, ma ormai era stato colpito. La coda spazzolò la boscaglia, i muscoli delle zampe inferiori spinsero con forza e il denti aguzzi cercò la fuga.

Lasciandosi dietro una scia di sangue.

Al collo lungo non restava che inseguirlo con calma. Prima o poi il veleno avrebbe fatto effetto e che corresse o meno, quel denti aguzzi sarebbe morto.

Il collo lungo si mosse, stando attento a non perdere le tracce.

Giunse allora in vista di una radura.

Il denti aguzzi era stramazzato al centro del prato e stava agonizzando.

Il collo lungo ricaricò l’arma. L’avrebbe finito.

Gli si avvicinò pregustando quel momento magico, quando in cielo comparve una stella.

Quella stella era come il sole, ma più piccola… no, stava ingrandendosi. Che poi, perché rilasciava una scia di fuoco?

Quella nuova stella assunse una prospettiva diversa, agli occhi del collo lungo. Stava cadendo proprio e quella scia era lunga… quanto?

Allora scomparve, ingoiata dall’orizzonte.

Adesso c’era la pace.

Il denti aguzzi continuava ad agonizzare e il collo lungo lo voleva finire.

La terra si mise a tremare come se una mandria di mille denti aguzzi stesse scappando. Dal punto dove la nuova stella era caduta si innalzò una colonna di fuoco come se si trattasse di un vulcano e le nuvole sparirono mentre il cielo fu sostituito da una coltre di fiamme.

Il collo lungo sentì un calore insopportabile e si mise a urlare. Ebbe il tempo di vedere la giungla incendiarsi dappertutto e lo spostamento d’aria lo fece schizzare lontano, facendolo roteare sopra gli alberi e, prima di cadere, riuscì a osservare che tutto era diventato fuoco.

Anche lui stava bruciando.

Qualunque cosa fosse, per lui era quel che voleva arrecare al denti aguzzi.

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Commenti

  1. Antonino Trovato

    Ciao Kenji, un racconto dove predomina dinamismo e azione, scorrevole, riproducendo per bene le sensazioni dei tuoi preistorici nemici. Hai ben ribaltato le nostre convinzioni su chi fossero i predatori con armi particolari in grado di rendere offensivo l’inoffensivo, rendendo sin da subito accattivante l’intera vicenda. E chi se ne frega se non è corretta la collocazione temporale: nella nostra fantasia tutto è possibile! Ottimo lab! Un saluto, alla prossima😁!

  2. Tiziano Pitisci

    Ciao Kenji, storia che brilla più di un asteroide per originalità e movimento. Il tema della caccia e della lotta per la sopravvivenza esplora degli angoli nascosti della nostra mente, e a questo siamo abituati. Non siamo abituati, invece, ad plateosauro dotato di un arma laser ha la meglio su un tirannosauro. Di nuovo complimenti.

    1. Kenji Albani Post author

      Ciao Tiziano, grazie per avermi letto! L’idea di anni fa mi è venuta volendo ribaltare quel che si dice in genere. E se fosse un pacifico erbivoro come il plateosauro a essere un cacciatore di tirannosauri? Sempre detto che per essere originali bisogna ribaltare tutto, o unire le cose più strane.

  3. Rebecca Rossi

    Ciao, un racconto molto particolare. Non mi sarei mai aspettata di vedere dei dinosauri protagonisti, ho apprezzato la scelta dei nomi che richiamano il celebre film d’animazione di Don Bluth. Il racconto scorre e non ho trovato errori particolari.
    Alla prossima storia ✌️

    1. Kenji Albani Post author

      Ciao, grazie per avermi letto! Sì, invece di inventarmi nomi strani ho adottato quelli della Valle incantata… L’idea del racconto l’ho presa da una mia vecchia storia (dieci anni fa), in cui il collo lungo era un plateosauro che cacciava tirannosauri con un’arma futuristica. Solo che i plateosauri vissero nel triassico e i tirannosauri nel cretaceo…

  4. Micol Fusca

    Ciao Kenji, che “figo” questo racconto! Hai stravolto l’ovvietà, era facile pensare al famoso asteroide cui si attribuisce la scomparsa dei dinosauri, dando vita a una storia di fantascienza. Povero Collo Lungo, non si è potuto godere fino in fondo la sua vittoria 😀

    1. Kenji Albani Post author

      Ciao Micol, grazie mille! L’idea non è nuova per quel che mi riguarda. Ho solo ripreso un antico racconto (preistorico) di dieci anni fa circa in cui immaginavo un plateosauro (un collo lungo, ma non come i brontosauri o gli apatosauri) che andava a caccia di tirannosauri con un’arma laser… Unico errore: i plateosauri vissero nel triassico, i tirannosauri nel cretaceo.