
La caduta dell’eroe
Serie: Il più grande uomo scimmia vivente
- Episodio 1: Il Calvario
- Episodio 2: Un Fragile Equilibrio
- Episodio 3: La caduta dell’eroe
- Episodio 4: Un angolo di paradiso perduto
STAGIONE 1
Antonio aveva quasi settant’anni, era un signore tutto d’un pezzo il quale aveva vissuto pienamente il miracolo italiano, il boom economico e la crisi degli ultimi trent’anni. La sua formazione era quella di un perito tecnico elettronico, ma aveva lavorato per molte multinazionali e anche all’estero in giro per il mondo, per poi ritornare in Italia e decidere di farsi assumere da una piccola media impresa di provincia, in cui donare il suo tempo.
Poteva andarsene benissimo in pensione, era già in FIRE, ma aveva voglia di mettersi ancora in gioco e scegliere una azienda in cui travasare le sue conoscenze e farla crescere, il suo “piccolo esperimento” come lo chiamava lui. Antonio era un genio dell’elettronica, gli si poteva chiedere qualsiasi cosa a riguardo, e lui avrebbe risposto con la sua voce calma e rassicurante; era veramente una gioia sentirlo parlare.
Purtroppo l’unico suo errore era stato quello di proporre alla direzione diverse figure chiave per la crescita aziendale. In particolare, l’errore più grave era stato quello di vedere in Vittorio un valido candidato come Responsabile della Qualità. Dopo che il suo “pupillo” ebbe nel tempo ampiamente dimostrato di voler far perdere tempo a tutti, Antonio decise di parlarne allo stesso Vittorio e alla direzione, dicendogli che alcune scelte fatte in base alla sua esperienza erano controproducenti, e che il rischio era quello di poter generare inutili malumori all’interno dell’azienda.
La riunione finì con la decisione da parte di Antonio di ritirarsi a vita privata; quando rientrò in ufficio l’ultima volta era cupo in volto e il suo baffo sempre ben ordinato fremeva. Probabilmente anche il suo baffo, potendo, avrebbe tirato due ceffoni a Vittorio, avrebbe detto Stefano a sua moglie quella sera, la quale ormai ogni volta che sentiva il nome del Responsabile della Qualità rideva e sapeva che se ne sarebbe dovuta aspettare delle belle.
Dopo due mesi arrivò il nuovo Responsabile dell’Ufficio Tecnico, il suo nome era Tiziano ed era un uomo sulla quarantina, alto, tarchiato e si presentava in ufficio sempre in giacca e cravatta, e da quanto si poteva evincere il suo armadio era infinito perché nessuno lo aveva mai visto indossare la stessa camicia due volte. Tiziano inoltre era pelato, con un’abbronzatura sempre al limite dell’arancione, una voce profonda da spot pubblicitario radiofonico, ma la sua caratteristica principale era che lui e Vittorio erano stati fin da subito in sintonia.
“Un coglione” parafrasò Cristiano, il Responsabile della Produzione. Nei giorni seguenti avrebbe rincarato la dose, continuando a ripetere col suo classico borbottio: “vi siete portati in ufficio un coglione. Ma poi dico… dove lo hanno trovato un cabarettista da queste parti?”. La risposta non arrivò mai.
Il duo Vittorio-Tiziano rivoluzionò il modo di lavorare dell’Ufficio Tecnico, per prima cosa decidendo che due ore minime al giorno venissero dedicate alla produzione di “documentazione di qualità”, come diceva Vittorio con la sua voce impettita e sempre più somigliante al suono di un gessetto che strideva sulla lavagna.
Oltre alla “documentazione di qualità” bisognava tenere traccia di tutta la comunicazione interna via mail, pertanto non vi era più la possibilità di commentare e dialogare con i colleghi sui vari progetti, e non era più possibile telefonarsi e basta tra i vari reparti per comunicarsi due informazioni veloci. Tutto doveva essere steso e riportato via mail affinché “venga tutto tracciato” diceva Tiziano; tant’è che quando si riceveva una telefonata e si arrivava ai momenti dei saluti, Tiziano scattava come una molla per fare la mimica della scrittura sulla tastiera, strizzando l’occhio.
Pertanto, alla fine della telefonata si aggiungeva sempre: “per favore fai un resoconto di quello che ci siamo detti e mandamelo via mail, grazie. Così rimane tutto tracciato sai…”; in questo modo Tiziano si congedava, ma non prima di aver alzato i due pollici fieramente al cielo.
Dopo questi ultimi cambiamenti Stefano non ce la faceva più, il suo bel lavoro si era trasformato in un flagello burocratico e senza progettazione. Ormai dedicava tre ore circa all’elettronica, al suo vero lavoro, mentre il resto del tempo lo sprecava a compilare file precompilati e moduli vari, i quali nel 99% dei casi venivano letti solo da lui e Vittorio, per essere in seguito archiviati e dimenticati per sempre in qualche faldone impolverato.
Per lunghe serate Stefano ne parlò con la sua famiglia. I suoi cari erano preoccupati del suo stato emotivo, lo vedevano combattuto, triste e soprattutto sciupato, con le occhiaie sempre più pronunciate ogni giorno che passava.
Un giorno sua moglie gli disse che era ora di parlarne con la direzione, e con il suo tono dolce e rassicurante aggiunse che se fosse stato sincero su ciò che gli piaceva fare e sui problemi che invece non riusciva più a sopportare, sarebbe stato accontentato.
“Probabilmente non su tutto, ma almeno da portare a casa quelle sei orette di progettazione che tanto amavi, non sarebbe male no?” disse infine sua moglie con quella luce in fondo agli occhi da cui Stefano era tanto rapito.
Per tutta risposta il giorno seguente Stefano parlò con la direzione, e dopo tre ore e una camicia fradicia di sudore, ottenne una promozione, un aumento e la promessa che gli avrebbero dato una persona da formare, e che si sarebbe dovuto occupare principalmente della burocrazia degli hardwaristi in ufficio.
Una volta tornato a casa con il sorriso stampato in viso, Stefano e la sua famiglia festeggiarono le buone notizie. Sua moglie a sorpresa aveva preparato il tiramisù, che secondo lei, indifferentemente dall’esito della riunione, male non avrebbe fatto in quanto non aveva mai visto suo marito rifiutare il suo dolce preferito.
Tutto sembrava finalmente andare per il meglio, anche se vi era ancora un pensiero che turbava l’animo di Stefano, cioè se effettivamente potesse esistere al mondo una persona a cui piacesse la burocrazia; ma non avrebbe dovuto attendere per molto la risposta al quesito, in quanto dopo dieci giorni apparve Fabrizio.
Serie: Il più grande uomo scimmia vivente
- Episodio 1: Il Calvario
- Episodio 2: Un Fragile Equilibrio
- Episodio 3: La caduta dell’eroe
- Episodio 4: Un angolo di paradiso perduto
Mi piace molto il modo in cui caratterizzi i personaggi.
Passo al prossimo per vedere come si inserirà Fabrizio in questa storia.
Sta diventando una vera e propria saga e Stefano potrebbe essere definito l’eroe dei giorni nostri e della povera gente comune! Si ha sempre questa atmosfera da montagne russe, ogni volta che tutto sembr finito, ecco che si ricomincia…e questo tiene alta la curiosità e la tensione..molto bravo!
Ps. Il baffo di Antonio l’ho adorato 🤣
Ciao Dea, sono felice che la serie ti stia piacendo! Ovviamente Stefano è uno di noi, e non si può che fare il tifo per lui. Vedremo dove tutto questo andrà a finire!
Mi è molto piaciuto!
Sono felice Kenji ti stia piacendo 😀