La cometa dalla lunga coda di luce (ultimo episodio)

Serie: In viaggio con l'angelo


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Filippo e Nathaniel, mentre aspettano il rientro dello spirito di Filippo nel suo corpo, parlano della lotta tra Michele e Lucifero.

«Ma cosa ci guadagnano?», domandai.

«Niente!», disse, «assolutamente niente! È il moto interiore degli spiriti malvagi che sono arrabbiati per la loro sorte ed è solo per invidia e per odio che fanno del male. Dentro di loro sentono il peso di un dolore inestinguibile e la reazione a quel dolore è provocare a loro volta dolore agli altri, dalla provocazione del quale ne ricavano come una specie di sollievo fugace. In pratica, ogni volta che fanno del male sentono per pochi istanti alleggerirsi il peso dalla loro anima dannata, ma subito torna tutto come prima, con nuova voglia di fare altro male. La loro è una vendetta trasversale verso Dio che li condannò e non potendo fare nulla contro di lui agiscono contro i suoi figli. Queste sono le cose che muovono i figli dell’oscurità», rispose Nathaniel.

Ci fu un attimo di silenzio tra noi, ma poi chiesi: «Quando tornerò nel mio corpo?». «Manca poco, Filippo, poco davvero!», rispose Nathaniel, «se vuoi, abbiamo tutto il tempo…», e si fermò senza continuare la frase. «Il tempo di fare cosa?», domandai perplesso. «Filippo, per tutto il tempo che sei stato con me hai visto molte cose, ma te ne manca una. Vuoi vedere da vicino l’inferno?», disse Nathaniel con una calma sinistra. «Cosa? Non avrai intenzione di farmi intraprendere un viaggio laggiù spero?», Risposi scuotendo il capo. «Non preoccuparti, non dovrai fare nessun viaggio! Connetterò la tua mente con quel luogo e vedrai tutto dall’alto, senza esserci realmente. Non corri alcun rischio», disse Nathaniel. Ci pensai un attimo e dopo aver valutato quella proposta, accettai curioso e fiducioso al tempo stesso, seppure un po’ tentennante.

Nathaniel si alzò in piedi, poggiò la sua mano sulla mia testa e scese col suo pollice al centro della mia fronte, lo girò quattro volte in senso orario e quattro in senso antiorario, poi pronunciò delle parole che non riuscii a comprendere, e come in un sogno fui scaraventato laggiù negli inferi. C’erano grotte oscure, appena illuminate dalla lava incandescente. Vidi spiriti trasparenti che correvano avanti e indietro, gridavano, si urtavano, piangevano e si facevano del male reciproco. Bestemmiavano Dio, per provare ad alleggerire il peso di quella rabbia che si portavano dentro, ma ad ogni bestemmia era sempre peggio. Le sofferenze li facevano arrabbiare, la rabbia li faceva bestemmiare e le bestemmie li facevano ulteriormente dannare; mentre il fuoco si attaccava ai loro peccati senza smettere mai di bruciare. Insieme agli spiriti umani dannati c’erano demoni spaventosi che con le loro mani unghiate li graffiavano e non davano loro un attimo di tregua. E questi già avvinti dalle bruciature del fuoco, urlavano di dolore. Quando le unghie demoniache entravano dentro i loro corpi spirituali, lasciavano ferite profonde ancora più suscettibili alle bruciature del fuoco. Sentii una voce che diceva lamentosamente: «Sto male qui, Dio altissimo, ti prego aiutami, tirami fuori, non ce la faccio più, ti prego!», e subito dopo, non vedendosi alleviare le sofferenze, incalzava con maledizioni e bestemmie. Ne sentii un altro piangere e disperarsi: «Non finisce mai qui… perché non finisce mai… come farò? È tutta colpa di Dio, di quel Dio…», e qui cominciò a spurgare le peggiori bestemmie dal profondo della sua anima dannata. Linguaggi orribili risuonavano in quel luogo buio ed io cominciai ad avere paura. Molti imprecavano contro Dio, altri invocavano la caduta del paradiso, altri ancora usavano appellativi di spregio verso Yeshua e verso sua madre, altri maledicevano i loro genitori, ed altri ancora se stessi, picchiandosi da soli e lanciandosi nella lava incandescente, ma non riuscivano a mettere fine a se stessi.

 Gridai dallo spavento: «Basta, voglio uscire da qui!», e fui subito portato fuori da quel luogo spaventoso. Ero di nuovo sotto l’albero di fico, e con me c’era Nathaniel. Mi alzai scosso e mi girai verso l’albero. Sentivo quelle voci ancora nelle mie orecchie e mi venne da piangere mentre le mani e i denti ancora mi tremavano dalla paura. Nathaniel si avvicinò a me, mi poggiò la sua mano sulla spalla e mi disse: «Filippo, tra poco riprenderai a vivere un nuovo tempo della tua vita terrena e la tua coscienza ricorderà tutte le cose che hai visto e sentito. Fai tesoro di quanto hai appreso in questo viaggio. Non temere l’inferno, Dio non l’ha preparato per gli uomini, ma per gli angeli ribelli e il loro signore. Non ci vanno gli uomini che commettono peccati per debolezza, ma gli uomini che volontariamente hanno voluto seguire le vie perverse del male. Per i peccatori di buona volontà, Dio ha ordinato agli angeli di seguirli passo passo, affinché manco un loro capello vada perduto, ma non possiamo far nulla per chi non vuole salvarsi. Opera il bene e non ti coglierà il male. Fai l’elemosina e ti salverai dalle tribolazioni. Pratica il digiuno e diventerai forte contro le tentazioni del principato del male. Ama il tuo Dio ed insegna ai tuoi figli a fare altrettanto e un giorno vedrai Dio e noi due ci rivedremo!».

Appena finì di dire quelle parole, lo guardai, ebbi di nuovo quel forte dolore al petto e caddi a terra col peso di un corpo morto. Persi la coscienza per qualche secondo e dopo un po’ iniziai a sentire la gola secca e dolori ovunque nel corpo. Aprii gli occhi e mi ritrovai nel letto di un ospedale. Dietro ai vetri che proteggevano quella stanza, riuscii a vedere mia moglie ed i miei due figli. C’erano anche mia madre e mia zia Velia. Fui molto felice di rivederli tutti e di essere tornato in vita. La convalescenza durò una settimana dopodiché fui dimesso dall’ospedale per tornare finalmente a casa. Ero in macchina con mia moglie, ma questa volta guidava lei e mentre guidava, avevo la testa girata verso il finestrino aperto della macchina e guardavo le campagne circostanti, pensando a tutto quello che la mia mente ricordava del mio viaggio con l’angelo. Dopo aver percorso un po’ di strada, vidi da lontano un campo che mi sembrava di riconoscere, «Fermati!», chiesi a mia moglie. «Accosta ti prego!», continuai. Si accostò con la macchina, scesi e mi diressi in quel campo. «Quello laggiù è l’albero di fichi!», gridai girandomi verso mia moglie che mi guardava perplessa, alzando le spalle. Non le avevo ancora parlato dell’angelo e del mio viaggio con lui. Mi avvicinai verso l’albero… non era possibile, c’era ancora il cerchio disegnato a terra da Nathaniel. Entrai dentro, m’inginocchiai e cominciai a piangere: «Angelo, non mi hai nemmeno salutato. Grazie di tutto, amico e addio!», dissi col cuore commosso. Mi alzai, guardai verso il cielo e vidi una cometa sfrecciare con la sua lunga coda di luce.

Serie: In viaggio con l'angelo


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Discussioni

  1. Bello il finale, mi ha regalato un moto di pace. Personalmente credo che Dio abbia molti nomi, sono legata alla religione cristiana solo perchè è quella in cui ho ricevuto i natali. Posso dirti che immagino diversamente il viaggio della mia anima, ma posso anche rispondere a una tua curiosità. Mio zio si è salvato da un infarto grazie alla rianimazione estemporanea in ospedale, 30 anni fa. Al suo risveglio ci ha raccontato del tunnel e dell’estrema pace che ha provato nel percorrerlo: era felice, quasi giunto nel giardino che vedeva in fondo. “Sapeva” che c’era suo padre ad aspettarlo dall’altra parte. Poi è partito di nuovo il cuore e è iniziato il dolore. Ha fatto ritorno, ma da allora non ha più avuto paura della morte. Purtroppo, ci ha lasciati 20 anni fa e io voglio pensarlo in quel bellissimo giardino. P.S. nemmeno a me fa paura, l’ho conosciuta, quello che mi angoscia è lasciare solo chi amo

    1. Ciao Micol, grazie per il commento e per aver risposto alla mia curiosità. Prima di scrivere “In viaggio con l’angelo”, mi sono docunentato e ci sono tante testimonianze simili a quella di tuo zio. Riguardo alla morte la penso come te.😉

    1. M. Luisa, hai seguito tutta la storia insieme a me come Bastian della Storia Infinita☺ e te ne sono molto grato, perché l’aldilà non è un argomento facilmente digeribile.
      Ti saluto e ti auguro una felice domenica❤