
La creazione secondo Teo, il Teo-logico
Il nulla è un concetto per nulla semplice. Sto cercando una spiegazione logica ma non c’è nulla al mondo che possa aiutarmi a trovarla perché il nulla non è un qualcosa che la nostra mente possa concepire. Il fatto stesso di voler definire il nulla mi porta fuori strada perché se me lo immagino sottointendo alla sua esistenza ma non esistendo non c’è nulla che lo possa definire, neanche il vuoto, perché nel vuoto ci si può stare, nel nulla no. Ciò mi sconforta, sento un senso di vuoto per nulla piacevole.
Il nulla lo si può collocare temporalmente prima del Big Bang, quando ancora la materia non dava forma all’universo perché non esisteva. Quanto sia durato non è calcolabile e neanche lo è il passaggio tra il nulla e il tutto della creazione. Lo immagino come un attimo infinitesimale, dopo il quale nulla è stato più creato né distrutto, ma tutto ha iniziato a modificarsi. La materia ha così modellato l’universo in un processo che non si è mai fermato e che continua tutt’oggi.
Secondo i credenti Dio ha creato l’universo, quindi Dio è esistito prima del Big Bang, al tempo del nulla. Dio è quindi tutto e nulla, un concetto ossimoro. Dopo quel fatidico inizio la presenza di Dio, a mio modesto avviso, si è eclissata.
Come agnostico non posso essere certo della sua esistenza, ma, allo stesso tempo, non posso escluderla a priori.
La storia dell’universo è affascinante ma al contempo mi dà lo spunto per delle domande. Era davvero necessario riempire l’universo di miliardi di pianeti e di stelle? A che pro? L’immagine che ho dell’universo è sconfortante: ammassi di materia vagante – pianeti – attratti gravitazionalmente da altri ammassi più grandi e incandescenti – stelle – in quantità infinite, uno spreco inutile di materia in continuo movimento senza apparente logica. Mi chiedo perché sono trascorsi miliardi di anni prima della comparsa dell’uomo su di un insignificante pianetino disperso e alla deriva nell’universo? Forse una spiegazione c’è: Dio non ha creato l’uomo, ha creato la materia e l’ha lasciata che si modificasse nel tempo stando semplicemente a guardare. Se la materia è infinita e il tempo pure, è bastato aspettare miliardi di anni perché si formasse un pianeta idoneo a ospitare una prima forma di vita allo stato embrionale. Poi, secondo la teoria darwiniana, si è arrivati all’uomo. Questo spiega la presenza di forme di vita sulla terra incredibilmente strane come lo sono stati a esempio i dinosauri: animali vissuti per milioni di anni e poi scomparsi improvvisamente; non è stato un progetto, bensì un’evoluzione del tutto casuale, e non mi si venga a dire che Dio li ha creati per donare all’uomo il petrolio!
Io non escludo l’esistenza di un Dio creatore, la materia non nasce dal nulla. Da quella fase iniziale Dio lo vedo solamente come uno spettatore che sta a guardare standosene in disparte senza mai intervenire. Non è quindi né buono né cattivo, il suo è semplicemente un comportamento omissivo. Dio c’è ma non muove un dito per nessuno, non aiuta chi ne ha bisogno né ferma il male.
Le religioni ne hanno costruito il mito, e non potendo associare il male a Dio la figura del diavolo si è resa necessaria quale capro espiatorio. Chi ha fede non cerca spiegazioni logiche, sa di essere nel giusto e, pertanto, è al riparo da ogni ragionamento critico. Le sue certezze sono granitiche, inattaccabili.
La teoria di Darwin mal si concilia con la narrazione teologica, per questo la Chiesa non ne fa mai menzione. Nei testi sacri la storia dell’uomo, pur essendo millenaria, è relativamente recente se paragonata ai tempi lunghissimi della terra. Dell’esistenza di creature paurose vissute su questo pianeta per centinaia di milioni di anni non vi è traccia. Dio, per i credenti, non può aver voluto più bene ai dinosauri che all’uomo, perché allora ne ha permesso l’esistenza per un periodo così lungo?
Con la teoria di un’evoluzione non pilotata da Dio ma come conseguenza dell’incontro di infinite variabili indipendenti, indecifrabili alla mente umana, tutto quadra. Se non vi fosse stato l’impatto di un asteroide, cosa che non si può mai escludere, forse ci sarebbero ancora i grandi dinosauri. Se immaginiamo un futuro distopico dove l’uomo si è estinto per le conseguenze di una guerra nucleare, la terra continuerebbe comunque la sua rivoluzione attorno al sole anche senza di lui, e dopo qualche milione di anni, forse, nascerebbe una nuova forma di vita, o forse no, chissà, in questa seconda malaugurata ipotesi la terra diventerebbe un altro pianeta tra i tanti pianeti inutili alla deriva nell’universo. Della presenza umana ben poche tracce rimarrebbero, a dimostrazione della sua irrilevanza nell’universo.
Pertanto non vedo nessun disegno divino, noi uomini siamo abbandonati a noi stessi e al caso. L’uomo può sperare solo nell’aiuto di un altro uomo, sperare in Dio, almeno finché si è in vita, è solo una pia illusione. A salvare i migranti alla deriva nel mare Mediterraneo non c’è nessun Dio, solo qualche nave di volontari delle organizzazioni non governative, peraltro tutte ostacolate nelle loro missioni umanitarie da politiche ostili. I miracoli sono solo fenomeni ancora non dimostrabili scientificamente.
Invidio chi, avendo il dono della fede, non si pone domande scomode, e prende per oro colato quanto gli viene propinato da predicatori convinti di avere la verità rivelata. Purtroppo, o per fortuna, sono Teo, il solito Teo logico, e vedendo tutti i mali che affliggono l’uomo non posso adorare un Dio che se ne sta solo a guardare, che se ne frega di tutto e di tutti, che tiene in vita i malvagi, che non pone fine alle sofferenze fisiche di tanti ammalati terminali, che non impedisce i conflitti e le calamità. Forse che per Dio non esiste il peccato di omissione di soccorso? Può ma non vuole, ha le mani legate? Avrei tante cose da chiedergli, sono certo che se lo incontrerò otterrò quelle risposte che nessuno mi ha saputo dare in vita. Per questo c’è ancora tempo, nel frattempo rimango dubbioso. Questa è la mia natura, sbagliata o giusta che sia.
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Personalmente ho ritrovato anche in questo trattato cosmogonico e quindi serio la vena ironica di Fabius P., alias Teo. Il gioco di nulla all’inizio e alla fine ne sono chiare tracce.
Sono d’accordo, da uomo di scienza, con gran parte della tua analisi, peraltro descritta molto bene e con grande chiarezza. Dio a mio parere, in quanto trascendente per sua natura, non potrebbe essere conosciuto dall’uomo, pertanto non mi pronuncio. D’altra parte questa divinità “Deus ex machina” che spunta quando il racconto si fa troppo complesso da sbrogliare è una invenzione teatrale e non mi convince. Ben altro dobbiamo cercare. Ciò che non arriviamo a comprendere non è opera di una divinità ma è nostra ignoranza.
Proprio di questi giorni è la notizia di uno studio che potrebbe aver rilevato la presenza di fotoni che hanno speso del “tempo negativo”, nel senso che sono emersi da un materiale prima di entrarci. Questa osservazione, se dimostrata, potrebbe aprire un varco nel buio che circonda il famoso istante zero del big bang. Il concetto di nulla prima del big bang non è da prendere in senso letterale: semplicemente prima di quell’istante possiamo considerare solo tempo negativo, che fino questo momento non sappiamo trattare. Ma questa incapacità potrebbe cambiare.
Grazie grande Fabius, per questo (ass)aggio di logica stringente. Molto ben scritto e… Logico!
Parlare del nulla non sapendone nulla non è per nulla facile. Questo è per fortuna o purtroppo il mio marchio di fabbrica: parole in gioco che formano giochi di parola. Mi piace addentrarmi in argomenti complessi per dire liberamente il mio punto di vista che non è mai una certezza, anzi, è un dubbio costante. Voglio mettere in evidenza le incongruenze di fondo che trovo nella narrazione biblica della creazione sapendo che si tratta di verità e dogmi immodificabili, altrimenti cadrebbe tutta la costruzione teologica. La scienza non ha mai una risposta assoluta, cerca di trovare quella più verosimile in base alle conoscenze del momento. Amo la scienza per questo, perché apre la mente all’uomo che non si accontenta di una storia vecchia migliaia di anni. Grazie Giancarlo per il tuo articolato commento. Fabius P., che a ragione si considera uno scrittore seriale di serie B al tuo confronto e dei tanti autori meritevoli di questa piattaforma, non se lo aspettava. Gli dà la carica per continuare a scrivere bene o male che sia le sue strampalate “opere” minori.
Dissento: non ci sono scrittori di serie B su questa piattaforma. Tu peraltro sei apprezzatissimo!
Complimenti.. il tuo testo è molto interessante.. mi ha richiamato un concetto di Osho:
“Solo il nulla può essere infinito; ogni cosa è necessariamente finita. Solo a partire dal nulla può nascere la vastità della vita, dell’esistenza, mai a partire da qualcosa. Dio non è qualcuno: è nulla, è vuoto creativo.”
Considerato che del nulla ne sappiamo ben poco, per non dire nulla, nullaosta a parlarne. Quindi ben venga la tua riflessione. In un mondo dove si dibatte su di tutto e di più noi, parlando del nulla, non ci annulliamo, anzi, apriamo la mente a delle riflessioni per nulla semplici, così, per non sentirci delle nullità. Se non sono stato chiaro fa nulla. Cancella tutto e ricominciamo da zero o, restando a tema, dal nulla.
No.. perché dovrei cancellare? Il tuo scritto invita a molte considerazioni.. mi ha fatto anche venire in mente la ‘preghiera’ che Hemingway inserisce in un suo famoso racconto:
“Nada nostro che sei nel nada, nada sia il nome tuo il regno tuo nada sia la tua volontà nada in nada come in nada. Dacci questo nada il nostro nada quotidiano […] Ave niente pieno di niente, niente sia con te”.
Sono sempre molto incuriosito da questi testi, brevi o lunghi che possano essere, in cui l’autore o l’autrice si abbandona alle sue riflessioni e considerazioni personali su ciò vi è laddove la scienza ancora non riesce ad arrivare.
Personalmente, sono dell’idea che, finché non ci sarà una prova definitiva di ciò che vi era oltre l’orizzonte degli eventi, per così dire, ovvero il punto dello spazio-tempo precedente alla formazione della prima materia, chiunque potrà avere la sua personale verità.
Certamente, come tu stesso hai scritto, accettare una verità per “oro colato” solo perché qualcuno ci ha inculcato quella specifica idea fin da piccoli o da grandi non è l’atteggiamento corretto da avere.
Mi ha colpito una frase in particolare, ovvero “la materia non nasce dal nulla”. Ecco, questo dovrebbe far riflettere e non poco. Perché è uno dei concetti fondamentali della fisica dell’universo. Quindi, è palese che la materia che adesso esiste nel nostro universo non possa essere sbucata dal nulla, perché lo stesso concetto di spazio-tempo non avrebbe avuto senso. La domanda, a mio parere, è: da dove è arrivata questa materia?
Non da chi, perché altrimenti non saremmo uomini e donne di scienza, ma solo bambini che credono alle favole, bensì da dove. È sempre stata lì, solo in un’altra forma? E, se anche fosse, come faceva ad essere lì?
Un’altra frase mi ha molto colpito: “L’immagine che ho dell’universo è sconfortante: ammassi di materia vagante – pianeti – attratti gravitazionalmente da altri ammassi più grandi e incandescenti – stelle – in quantità infinite, uno spreco inutile di materia in continuo movimento senza apparente logica.”
Ecco, il “senza apparente logica” è l’esatto riassunto di ciò che avviene ed è avvenuto nell’universo. Non so se hai mai avuto modo di vedere alcune immagini in proposito, ma alcuni modelli matematici mostrano come la distribuzione della materia e i legami che intercorrono fra esse siano molto simile a quelli di una rete neurale. Questo, a mio avviso, ha un senso logico evidente, benché non conosciamo ancora il motivo di questa similitudine.
Ti ringrazio per il tuo lungo e articolato commento. Per l’argomento trattato si sono contrapposti nei secoli schiere di filosofi, scienziati e teologi senza mai trovare una soluzione che soddisfi entrambi. Ciò per il diverso approccio alla questione; per chi pone Dio al centro di tutto, ogni ragionamento nasce viziato in quanto i dogmi non possono essere messi in discussione. Per chi invece non ha condizionamenti, ogni ipotesi è bene accetta purché dimostrata scientificamente. Nel mezzo trovano luogo Ie idee strampalate di Teo il Teo-logico, alias un Fabius P. pieno di dubbi.
“Dio é causa immanente e non transitiva di tutte le cose.”
(Deus sive Natura)
E se avesse ragione Spinoza?
Ma soprattutto mi chiedo dove sia finito il tuo spiccato senso dell’umorismo. Va bene anche il ragionamento serio, filosofico, ma intravedo un pessimismo cosmico che farebbe preoccupare anche Leopardi.
In tutti casi é bello ritrovarti qui, in questo piccolo universo virtuale, pacifico e persino fantastico, attraverso le storie di tanti bravi autori.
Quando sei in mezzo a una tempesta, le previsioni per il domani sono pessime e non vedi uno spiraglio d’uscita la parola di Dio dovrebbe darti conforto. Se non ti scalda l’anima ma ti fa aumentare i dubbi allora ti senti alla deriva. Quello che ho scritto non è un pensiero influenzato da alcun filosofo, ammetto la mia ignoranza in materia – ho fatto ragioneria -, anzi rispecchia a pieno una mia convinzione che ho maturato alla luce di esperienze personali. Il mio senso dell’umorismo lo riverso comunque creando vignette satiriche (ho superato le 2.000) che prendono spunto dalla cronaca di tutti i giorni e dai giochi di parole che sono sempre stati un mio punto di forza. Purtroppo non posso pubblicarle visto la tipologia prettamente letterario del sito. Complimenti per il tuo impegno costante nel commentare le innumerevoli pubblicazioni, oltre che per la tua continua produzione letteraria sempre di alto livello. Un cordiale saluto da Fabius il P.essimista ma con humor.
Grazie Fabius P.. Mi dispiace di non poter leggere spesso i tuoi arguti giochi di parole che a volte mettevano a dura prova i miei neuroni un po’ lenti. Mi conforta sapere che il tuo estro creativo lo riversi comunque altrove. Ti sono grata per tutti i momenti di leggerezza e sorrisi, dovuti alla lettura dei tuoi testi, in questa nostra travagliata esistenza, di barchette che rischiano o vanno, spesso, alla deriva.
Questo librick è adorabile!
Grazie! Se mi scomunicano sarò in tua compagnia.