La fine

Serie: Erre


Lo scienziato dettò l’ordine e le braccia meccaniche lo eseguirono. Nessun errore era permesso, non durante la fase di assemblaggio dei componenti e, nonostante non riposasse da giorni, l’uomo non interruppe il lavoro. Il laboratorio appariva tranquillo, ma urla ed esplosioni, spari che risuonavano ancora lontani, eco di quanto stava accadendo in quel mondo, si avvicinavano ogni istante di più.Un brivido attraversò la schiena dello scienziato, si augurò di terminare quanto prima. Una breve pausa, si passò il fazzoletto sulla fronte madida e intanto osservò con attenzione e meraviglia ciò che stava realizzando. Fu prima un sogno, poi mise tutto su carta per studiarlo con cura e, quando fu sicuro di poterlo realizzare, passò alla programmazione. Infine, fu data forma a quanto altri pensavano fosse solo follia e adesso ebbe la consapevolezza di non aver perso tempo. Vedendo il robot, nemmeno la speranza.

Quando anche l’ultimo componente fu assemblato, attaccò altri cavi alle prese così da caricare i programmi che aveva realizzato e fare in modo che il robot eseguisse i comandi per cui era stato creato.I rumori della battaglia si fecero più vicini, l’uomo si girò verso la finestra e comprese che doveva affrettarsi. Un sospiro e non di più, il tempo a sua disposizione era al termine. Quando si accorse che mancava qualcosa alla sua creatura, cercò un attrezzo adatto sul tavolo da lavoro: scovò un taglierino. Con questo si avvicinò alla macchina, provando ad essere il più preciso possibile, ma il risultato non fu un granché. Contava l’esito tuttavia, quell’unica lettera che era riuscito ad incidere bastò per convincerlo che andava bene così.Percepì nuovi rumori provenire dai piani di sotto, qualcuno aveva fatto saltare la porta del palazzo. Si innervosì e nel constatare che il programma ci metteva più del dovuto a caricarsi temette di non farcela in tempo.

Serie: Erre


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