La fuga

Serie: La frontiera


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Lupo cattura ed uccide Pius, suo educatore al collegio

Avevo la netta sensazione di essermi fatto prendere la mano e di avere agito in maniera assolutamente sconsiderata.

Eppure, ero tranquillo, appagato come quando si completa un lavoro lasciato ad attendere per lungo tempo, tipo la pulizia di una cantina dopo anni di accumulo di cose rotte o inutili. 

Ecco, avevo sistemato una parte buia e disordinata del mio passato.

Ora dovevo muovermi. Sistemai le balle di fieno così che coprissero il sangue, poi accesi il lettore per avere conferma della presenza del chip in prossimità del polso sinistro di Pius, fosse mai che agli educatori lo avessero piazzato in altri posti. Il display mi diede solo il nome, immaginavo che il mio ruolo non avesse accesso ad altre informazioni ma nemmeno mi interessavano. Affondai la lama nella carne dell’avambraccio allungando il taglio fino a percepire, in prossimità del polso, il piccolo scalino della protezione metallica che conteneva il chip. La piastrina era avvitata all’osso ma, facendo leva con forza, mi riuscì di rimuoverla senza la necessità di allentare le viti. 

Scusa Pius, pensai, se avessi ragionato con calma questa operazione te l’avrei fatta quando eri vivo, sarebbe stato bello condividere questa esperienza.

Nel rimorchio avevo sistemato un bidone di sabbia e una decina di pesanti mattoni, due robusti sacchi di iuta e del filo di ferro, caricai il cadavere e mi diressi al fiume in cerca del posto idoneo per gettare il tutto. Trovai uno sperone roccioso dove il corso era più stretto e quindi più profondo, disposi i vari materiali e il corpo all’interno dei due sacchi, serrandone l’apertura con il filo di ferro, infine, con fatica, spinsi il pesante fagotto nel fiume. Guardai in basso per pochi secondi assicurandomi che nulla emergesse dall’acqua.

Cominciò a nevicare fitto, amavo da sempre la neve e mi fece piacere scoprirla mia complice nel coprire le numerose tracce che stavo lasciando. Salii sulla motoslitta e mi avviai verso sud, nella direzione opposta a quella pensata per la fuga. Mi fermai e sganciai il rimorchio, ora il mio procedere era molto più veloce e dopo un quarto d’ora abbandonai nel bosco anche la motoslitta.

Sci ai piedi cambiai direzione dirigendomi a nord, deciso a passare da Orso: avevo necessità di consigli e, inoltre, non potevo andarmene senza avvertirlo che quanto da me fatto poteva arrecargli qualche fastidio.

Valutai di avere almeno una giornata prima che in città qualcuno si chiedesse dove fosse finito Pius e altre sei, sette ore prima che i segugi arrivassero alla frontiera: trenta ore per sparire o per morire.

Giunto davanti alla tana di Orso lo chiamai a gran voce.

«Vieni dentro che ho il caffè caldo!» rispose.

Non mi mossi e lui, intuendo qualcosa, si infilò il giaccone raggiungendomi all’esterno.

Tutti pensavamo che le tane fossero controllate, anche se le minuziose ricerche, fatte da ognuno, non avevano mai trovato nulla.

Gli raccontai velocemente le mie ultime sedici ore e lui rimase un attimo a pensare.

«Sei una testa di cazzo!» sbottò.

«Questo lo sapevi da prima, mi servono consigli non complimenti» replicai.

«Ascoltami bene! Tutta la frontiera è disseminata di mine antiuomo e quasi impossibile da superare, ma un modo per passare, molto pericoloso, esiste. Percorri l’argine del fiume, dalla nostra parte è libera, arrivato a una vecchia condotta del gas che lo attraversa ti aggrappi al tubo per raggiungere, a forza di braccia, la riva opposta. La sponda, di là,  è minata in maniera massiccia, quindi, un paio di metri prima di raggiungerla lasciati cadere in acqua. Risali il fiume finché trovi un suo affluente, seguilo e, sempre camminando nell’acqua per un centinaio di metri, sarai fuori dai guai. A quel punto ti resteranno ancora un paio d’ore prima di arrivare a un rifugio abbandonato, il generatore dovrebbe funzionare ancora, attivalo e, tenendo le luci spente, avvia il solo riscaldamento. Riuscirai a farti una doccia, asciugare i tuoi vestiti e riposare un paio d’ore. 

Riparti prima che faccia giorno e segui la traccia sulla mappa, in sei ore, senza soste, vedrai dall’alto un piccolo abitato, fai un  ampio giro così da lasciare tracce provenienti da est perché, al minimo dubbio tu venga dalla frontiera, ti taglierebbero la gola. Se la neve cancellerà le tue impronte meglio ma comunque nessuno andrà a controllare troppo distante.

Sarai disarmato Lupo, ti sembrerà di essere nudo ma, se tutto girerà come spero, avrai qualche possibilità di sopravvivere.

Chiedi di Aurora e racconta tutto solo a lei e, per essere creduto, dille che la tua poesia preferita è Madrigale d’estate lei capirà che ti mando io e ti aiuterà.»

«Ma chi è Aurora?» chiesi

«Te lo dirà lei, se lo riterrà opportuno» rispose.

«Non abbiamo il tempo per fare le cose con calma. Devi lasciare l’Unione in fretta altrimenti sei morto.» 

Poi sembrò gli fosse venuta in mente una cosa importante. «Aspettami qua» disse.

Tornò dopo una decina di minuti con sci e racchette da neve, due scatole di vecchie munizioni, una mappa e una muta di gomma nera.

«Ora devi liberarti di qualsiasi cosa possa identificarti come guardia: lascia qui arma, lettore ed equipaggiamento standard, li farò sparire io. La muta ti servirà per affrontare il salto nel fiume e la sua risalita.»

«Ma di quei vecchi proiettili che me ne faccio?»

«Sono i tuoi soldi, oltre la frontiera non hanno le nostre armi, solo carabine di prima della guerra, ma le munizioni sono introvabili e un solo proiettile ti permette di pagare vitto e alloggio per una settimana. Fa in modo che nessuno li veda!»

Mi spogliai di tutto ciò che sarebbe stato pericoloso e indossai l’abbigliamento che mi aveva portato. Mentre fissavo gli sci gli chiesi di salutarmi Volpe e lui rispose che lo avrebbe fatto quando le acque si fossero calmate. Per ora riteneva opportuno tenerlo all’oscuro di tutto.

«Non ho altro da dirti. Se ti muovi bene puoi farcela!»

Mi abbracciò con veemenza lasciandomi stupito per quell’inattesa manifestazione di amicizia.

Lo guardai negli occhi per qualche secondo:

«Grazie Claudio,» era la prima volta che non lo chiamavo Orso, «grazie di tutto!»

Lui annui, gli occhi tradivano la sua preoccupazione:

«Ora vai Lupo, veloce!» 

Serie: La frontiera


Avete messo Mi Piace9 apprezzamentiPubblicato in Sci-Fi

Discussioni

  1. Prima di tutto: secondo il mio modesto parere, Lupo ha fatto proprio bene a far fuori Pinus.
    Scritto ciò, questo è il genere di Fantascienza che adoro leggere, che sa tenermi sulle spine ed emozionarmi. Le situazioni pericolose e cariche di tensione, anche se devono ancora accadere, sono le mie preferite! 😼
    Veramente scritto bene!

  2. Mi piace tantissimo come stai costruendo il personaggio di Lupo. Riesci a rendere affascinate il suo agire e pensare, e quasi, anzi senza il quasi, si arriva a comprendere un meccanismo che nella vita reale ci troveremmo semplicemente a condannare. Senza nulla togliere agli altri tuoi scritti, sto iniziando a pensare che questo stile ti calzi davvero a pennello.

  3. Come in un’opera organistica di Bach siamo all’esposizione dettagliata dei temi della fuga. Fugato ogni dubbio sulle tue capacità narrative, ho la certezza di trovarmi davanti ad uno scrittore brillante e talentuoso.

  4. No posso dire che questa serie consenta una lettura rilassante, il genere anzi richiede una produzione extra di adrenalina, l’ormone della fuga, come ci spiegarono a scuola. Di certo peró non potrei mai rinunciare a scoprire come andrâ a finire. Con l’abilitâ che hai raggiunto nel tuo stile narrativo, mi hai catturato. La storia appare molto verosimile e questo contribuisce ad impressionarmi. Un altro punto di merito per te e un punto debole per me.

  5. Bellissimo!
    Ho vissuto al confine vicino alle alpi, come sai, per una parte della mia adolescenza. Mi hai ricordato certi paesaggi, certe avventure. E i libri che ho letto. Le descrizioni sono davvero convincenti, e i personaggi vivi e molto umani.

  6. Ok, mi sta piacendo tantissimo. La descrizione del piano di fuga ti è venuta molto bene, è avvincente. Mi sono fatto delle idee (frontiera… Frontex) ma per ora le tengo per me, perché potrebbero essere tutte sballate 😀