La gioventù del futuro

Continua la guerra della Nazione italiana ai nemici del Popolo d’Italia. I patrioti che si immolano per la gloria e la sopravvivenza del Paese non si contano e tutti sorridono perché sanno che, se anche moriranno, tutti li ricorderanno per il loro estremo sacrificio. Non date retta a chi parla di Cultura della morte, o di conservare le giovani vite dei nostri soldati nelle scuole dove, invece di imparare l’Arte della guerra di suntzuiana memoria, vegetano studiando sciocchezze come geografia, matematica storia.

Va bene la geografia, per capire come meglio organizzare le missioni di bombardamento.

Va bene la matematica, per comprendere come meglio organizzare gli attacchi di fanteria.

Va bene la storia, per cogliere l’esempio dei grandi eroi del passato da Furio Camillo a Muzio Scevola, Giulio Cesare e Benito Mussolini.

I bambini delle elementari si rivelano, così, perfetti fantaccini. E se sopravvivono alla guerra, passano alla scuola di secondo grado.

I ragazzi delle medie, la scuola di secondo grado, sono i fucilieri – in passato erano fantaccini, appunto.

E così via: i ragazzi delle superiori sono ottimi operatori delle forze speciali, o F.S., gli studenti dell’università si rivelano sottufficiali adeguati. Chi insegna, se non rimane nelle aule, conduce con i gradi di ufficiale, e comunque quello informale di comandante, i soldati, che siano fantaccini, fucilieri o membri delle F.S.

La nostra società è sempre in guerra.

Evviva la guerra, che tempra la gioventù.

Fra gli adulti, come me, nessuno è riuscito a scampare al servizio militare dalle elementari fino alle superiori. C’è chi ha scelto l’università per diventare sergente o maresciallo. Terminato il servizio universitario, qualcuno è passato alla vita civile e fa l’autista, l’idraulico, il minatore… Chi ha amato questo tipo di vita, il quale bacia con la lingua la morte, è diventato ufficiale e… ufficiale un giorno, ufficiale tutta la vita.

Che bello!

I nostri bambini si fanno macellare sul fronte di Trieste, gli stessi fucilieri sparano alla schiena dei mocciosi troppo vigliacchi che esitano, e poi le F.S. compiono incursioni dietro le linee nemiche a bordo di elicotteri fabbricati nelle nostre gloriose industrie.

Questa guerra la vinceremo, e la vinceremo.

Per forza.

È il destino della Razza italiana, una razza predestinata a comandare le masse slave, arabe e nere.

Fino alla vittoria.

O lo sterminio di intere generazioni indegne di vivere.

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Discussioni

    1. Ciao! Grazie del commento. Lo so che è violento, è un testo controverso. Noi autori di genere amiamo le cose forti e… E! Qui su Edizioni Open molto pochi mi hanno conosciuto nella vita reale, credo solo due persone, e io sono un tipo mite e tranquillo però amo le cose forti. Pensa che prima di mezzanotte ho scritto qualcosa che forse non pubblicherò mai, si intitola “Il demone erotico” 🙂

    2. Pensa pure che sei anni fa, prima della pandemia, scrissi un racconto ucronico intitolato “Demolitore tattico”, lo diedi da leggere a un mio amico e lui disse che il testo aveva urtato la sua sensibilità 😉

  1. Se dico che mi piace, vengo tacciato di qualcosa. Se dico che lo trovo appassionato è perché lo sento autentico, e quindi TU vieni tacciato di qualcosa. E così via.
    Molto bene, complessivamente. Ho apprezzato l’incisività e il ritmo delle parole, soprattutto.

    1. Ciao e grazie! Diciamo che questo è un racconto controverso 🙂 un pugno allo stomaco? La realtà riserba di peggio, almeno questo è un librick gettato allo sbaraglio nell’arena del web