LA PORTA SOCCHIUSA

Dalla porta socchiusa intravedo col bagliore del sole tu che ti stai svegliando e silenziosamente indietreggio per non disturbarti.

Pensare che ci divide soltanto una porta…

Poi esci furiosa perchè è tardi, ma io ti blocco e non ti faccio varcare quella soglia.

Non mi ero mai accorto di come il sole del mattino ti rendesse bella e raggiante. Eri lì con me per errore, hai dormito sul mio letto ed io per rispetto su quel vecchio divano. Innamorato senza saperlo.

La tua auto ti lasciò per strada ed io passando per caso ti raccolsi come fossi un cane abbandonato.

Era da tempo che non stavamo più assieme eppure mi sentivo attaccato a te ora più di prima.

Ti ho stretta a me come non avevo fatto mai, tra quelle mura di quel vecchio casolare di campagna e tu con le lacrime agli occhi mi sussurrasti all’orecchio “Ho desiderato tante volte che tu lo facessi ed ora è tardi lo sai.”, non mi importava se non stavamo più assieme, l’amavo e la desideravo.

Presi ad accarezzarla dolcemente e spostandole i capelli dalla nuca cominciai a baciarla.

Per tutta la casa sembrava rimbombare la nostra canzone.

Nei mesi passati insieme non eravamo mai arrivati a desiderarci così e non l’avevo mai portata nella mia casa di campagna.

Baciavo il suo collo, le stringevo le braccia intorno alla vita e lei dimenticò che era tardi e doveva andarsene.

Si girò di scatto e mi prese il viso e prepotentemente mi baciò a sua volta.

E mi disse è giunta l’ora tra noi, sarà il ricordo più bello che mi lascerai.

La trascinai verso quella stanza che profumava ancora di lei e l’adagiai sul letto.

Il mio corpo stretto al suo i nostri baci le carezze lasciarono il posto ai nostri sospiri, il nostro muoverci il nostro amarci … tutto bello e inverosimile.

Lei affondava ad ogni gemito le sue unghie nella mia schiena ed io non sentivo dolore alcuno, penetravo quel giardino inesplorato con movimenti cauti, non volevo farle del male, lei piangeva mentre il dolore della sua prima volta si mescolava col piacere dell’amplesso, le lenzuola erano macchiate dalle gocce di sangue perse da lei e dal sudore di quel sali e scendi dei nostri corpi.

Mi chiese di fermarmi ed io le disse prendilo in mano è tuo, fallo tremando ad occhi chiusi, scatena l’essere animale che è dentro di te.

Nulla di tutto ciò era nei nostri piani, il suo divenire donna e togliersi la maschera da ragazzina.

Oggi l’ho resa donna, l’ho resa la mia donna.

Dalla porta socchiusa non trafila più quel bagliore di sole, senza che me ne accorgessi erano passate le ore.

Avevo paura adesso di quello che le avrei dovuto dire e di quello che dovevo sentirmi dire.

Lei era lì distesa accanto a me assopita tra le mie braccia, non avevo permesso a nessuna donna di rimanermi accanto dopo, non mi andava nemmeno di accendermi la solita sigaretta, anzi avrei voluto con un bacio svegliarla e ricominciare.

Avrei voluto rendere quella giornata interminabile perchè ritornando alla vita di tutti i giorni lei non mi apparteneva. Era maggio e c’era un caldo estivo.

Mi alzai senza far rumore per non svegliarla era troppo bello vederla distesa nuda tra le lenzuola.

Quelle lenzuola bianche che dovevo far smacchiare.

Andai nella sala da pranzo a bere qualcosa di fresco e me la ritrovai dietro con addosso il lenzuolo a supplicarmi di tornare a letto.

Come avevo potuto lasciarla, adesso arriverà un altro che prenderà il mio posto pensavo.

Tornato a letto lei aveva una carica erotica, sembrava che quella non fosse stata la sua prima volta.

Le sue braccia intorno alla mia vita, i suoi baci nel mio collo, le carezze per tutto il mio corpo, le nostre gambe intrecciate, eravamo diventati una cosa sola.

Poi arrivò il triste momento del saluto, mentre si rivestiva non mi guardava nemmeno, era come se già odiava quel momento e me.

Sull’uscio della porta guardandomi con le lacrime agli occhi e accarezzandomi il viso mi disse ” Come farò senza di te non lo so ma mi hai fatto un bellissimo regalo e questo resterà sempre nel mio cuore, devo andare via ma non lo farei, scusami se ti dò la mano e non un bacio.”

Non fu un addio tra di noi, io non dissi nulla e lei lasciò sulla mia scrivania il suo reggiseno, era il suo dirmi voglio tornare da te.

I giorni a seguire non l’ho sentita, l’ho vista un paio di volte al pub che frequentavamo, non una parola, non un gesto, come se tra noi non fosse successo nulla.

Una sera la guardavo desideroso, lei era con amiche seduta ad un tavolo che ridevano e bevevano birra.

Lei amava come me la birra quante volte in macchina tra un sorso e l’altro c’eravamo baciati e raccontati tutto l’uno dell’altra.

L’amavo perchè mi faceva parlare e nessuna c’era ancora riuscita e penso che nessuna sarà in grado di farlo.

Nervoso lasciai gli amici e uscii dal pub, lei mi venne dietro anche lei senza far capire nulla mi osservava da lontano, mi prese il braccio e mi disse “Hai qui con te qualcosa che mi appartiene?”

Si stava avverando quello che volevo, che lei tornasse tra le mie braccia.

Continuò l’amore tra di noi, siamo ritornati al casolare di campagna.

Era un posto suggestivo perché sorgeva tra una montagna e folti alberi, circondata di fiori e piante grasse, non era lontano dal paese, intorno non c’erano altre case.

Appena siamo entrati in casa non siamo riusciti ad arrivare in stanza talmente ci desideravamo, eppure tanta complicità, tanto sentimento e non eravamo ufficialmente una coppia.

Il nostro secondo incontro fu più intenso.

Lei mi tolse la maglietta cominciando a baciarmi, io le strappai la camicia e presi a baciarle il seno. Era enorme, sodo mi faceva impazzire, mi piaceva quando con le mani giocherellava con i capelli e quando chiudeva gli occhi nel momento del piacere.

Era diventata brava la mia ragazza diventata donna.

Questa volta lei si alzò subito e mi disse “Ti amo ancora anzi di più voglio essere solo tua, cosa vuoi fare tu?” Io le risposi che era tardi ormai per tornare indietro e sbattendo la porta se ne andò gridandomi “Ciò che c’è stato tra noi oggi mai più, ti odio mi fai schifo.” Aveva ragione, ma non capivo perché era tutto difficile tra noi ed io non riuscivo a riprenderla nella mia vita.

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Discussioni

  1. Contrasti emozionali molto forti, così netti e sfuocati insieme, da creare quello strano miscuglio di amore/odio che si creano quando entrambi arrivano agli estremi, sei molto diretta quindi complimenti per il tuo modo deciso di scrivere!