La Prova (Seconda Parte)

Serie: The Chronicles of Neigmor Crepaossa


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DANOV

Fai due passi in avanti e scagli un potentissimo pugno contro il prigioniero. Il tuo braccio sinistro, che termina con una protesi di ferro, dopo un rumore sordo di ossa spezzate, sprofonda nel volto dell’uomo.

Gli altri non hanno avuto il tempo di fare niente, forse neanche di pensare a qualcosa.

Rimani in quella posizione, ansimando, per parecchi secondi. Nessuno osa avvicinarsi, tranne il duca. A quarant’anni suonati ne ha viste di cose strane e non si è lasciato intimidire dal tuo gesto.

«Ora puoi tornare a riposare, devi guarire in fretta» ti rassicura, appoggiandoti una mano sulla spalla. «Perché non ci dici chi era e cosa voleva? E tanto che ci sei, perché stavi scappando da questi tizi? È davvero il caso di andarsene o stava bluffando? Siamo veramente circondati?».

Stizzito, gli fai un gestaccio con la mano. Non hai voglia di dare spiegazioni. Lo guardi, il suo volto calmo fa scemare la tua ira, così gli obbedisci e vai a sederti davanti al fuoco.

«Faccio un giro di perlustrazione?» chiede il giovane guerriero, ancora sporco di sangue.

«Kaze, non c’è bisogno. Se fosse stato vero, ci avrebbero già attaccati. Ora riposa, domani ci aspetta un lungo viaggio» conclude il duca, scrutando la radura. «Tornate tutti a dormire!» sbuffa, tornandosene alla sua postazione di guardia.

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Il mattino arriva veloce: fate colazione, sistemate le vostre cose sui cavalli, spegnete il fuoco e partite. C’è una strada che serpeggia verso est.

«Ti vedo pensieroso» esordisce Ketill, avvicinandosi. «Mi sono reso conto di non aver fatto le presentazioni: il ragazzo magro si chiama Madan ed è un mago del ghiaccio, mentre Kaze… beh, è il guerriero che hai affrontato nella foresta. Dovresti ringraziarlo, dopo lo scontro ha deciso di salvarti la vita. Ti ha caricato sulle spalle e ti ha portato al nostro campo».

«Grazie…» balbetti. Non sei molto pratico nell’uso di questa parola.

«Di nulla, figurati» ti sorride.

«La piccola si chiama Arnis» riprende il duca «è arrivata da qualche giorno. L’abbiamo trovata nella foresta, come te. Poi c’è Hildr, la donna del gruppo. Stiamo andando a Danov – la città che non dorme mai – e mi faresti comodo. La paga è buona, pensaci!» ammicca.

«Prima di accettare, vorrei saperne di più».

«Devo raggiungere un castello oltre le Montagne Nebbiose per recuperare un oggetto appartenente alla mia famiglia. Il compenso è di cento denari, più l’oro che riuscirai a portare via dalla fortezza».

Fai finta di rifletterci: la paga è più di quanto tu abbia mai visto. Per quella cifra avresti accettato anche di uccidere il Re.

«Sarai dei nostri?» ti incalza.

«Sì, anche se cento denari non sono un granché» sbuffi, contrariato.

Ketill scoppia in una grassa risata e ti dà una pacca sulla spalla.

«Le spese per il viaggio? Chi le pagherà?» chiedi, innervosito.

«Io, ovviamente. Come ho già promesso anche agli altri. Allora, ci stai?».

«Accetto!» sbotti, e dopo qualche secondo ti lasci sfuggire un sorriso.

Il viaggio scorre senza pericolo; quando arrivate a Danov è pomeriggio inoltrato. Decidete di andare a rifocillarvi alla locanda “Il Drago Azzoppato”. Il duca, ovviamente, paga per tutti.

La città è una delle più grandi del regno: alte mura circondano il cuore pulsante dell’economia locale, all’interno del quale si trovano le attività commerciali e le abitazioni. Vi sono anche dei lussuosi palazzi di tre o quattro piani che ospitano alberghi e casinò.

«Prima di sera devo sbrigare degli affari urgenti; questi sono un po’ di denari per voi, usateli per fare delle compere al mercato. State attenti alle patacche, ce ne sono molte in giro» vi informa Ketill, prendendo le sue cose e avvicinandosi all’uscita. «Ci vediamo qui per cena! Mi raccomando, non fate tardi». Esce dalla porta e si mescola tra la folla.

Hildr vi comunica che deve incontrare delle persone, Arnis la segue. Tu, Kaze e Madan vi alleate per una ricerca di artefatti magici al mercato. Durante il tragitto passate davanti all’arena, dove c’è un tipo in cerca di nuovi guerrieri da reclutare per il torneo che si terrà di lì a poco. Kaze è molto eccitato da quella proposta, ci sono bei soldi in palio.

«Di che tipo di torneo si tratta?» chiede il guerriero al reclutatore.

L’uomo, sorridendo, vi osserva dalla testa ai piedi.

«È un torneo tre contro tre, i vincitori avranno ben dieci monete d’oro. Però non è ammessa la magia, quindi il vostro amico non potrà partecipare» vi spiega, indicando Madan.

Il mago gli sbuffa in faccia, si volta e va al tavolo di un negoziante lì vicino.

«Non volevo certo offendervi» si affretta a scusarsi.

Madan, senza voltarsi, fa un cenno con la mano.

«Contro chi dobbiamo combattere se ci iscriviamo?» chiedi a quel tipo strano.

«Contro i campioni del Fulakorv. Sono anni che nessuno riesce a batterli: se avete deciso di morire, siete nel posto giusto» sbotta, ridendo di gusto. Poi si fa serio e aggiunge: «Comunque il torneo è per tre persone e io ne vedo solo due».

«Che ne dici di fare un po’ di movimento e guadagnare quel bel gruzzolo?» ti mormora Kaze.

«Non lo faccio per i soldi, io voglio il loro sangue».

«Il terzo guerriero non è qui ora. Ti lascio i nostri nomi, va bene?» domanda al reclutatore il tuo amico.

L’uomo annuisce e vi iscrive al torneo segnando anche un terzo guerriero inventato da Kaze al momento. Salutate il simpatico ometto e tornate sulla strada per il mercato, recuperando Madan lungo il tragitto. Arrivati alla piazza degli ambulati, il guerriero decide di andare al bordello, vi saluta e scompare tra la folla.

«È un bel posto, non è enorme, ma abbastanza da poterci trovare qualcosa» pensi, guardandoti intorno. «Il duca mi ha dato dieci denari, qualcosa di utile potrò comprarlo sicuramente. Devo anche fare amicizia con i miei nuovi compagni, altrimenti come farò a fidarmi in caso di necessità?».

«Vedi qualcosa di utile?» ti mormora Madan.

Scuoti la testa, sconsolato.

«Tu che sei un mago, puoi capire se un oggetto è incantato oppure no?».

«Ma è ovvio!» ribatte, alquanto scocciato per la domanda che ritiene insulsa. «Da quella parte ci sono artefatti magici e pozioni invitanti» spiega, dopo aver pronunciato alcune parole arcane a te incomprensibili.

Vi dirigete verso un punto preciso e vi trovate un ometto smunto dietro a un bancone; dall’espressione che ha sul viso sembra che ne capisca meno di te di artefatti e pozioni.

«L’unica cosa magica che vedo, è quel piscio di topo» pensi, guardando dei barattoli contenenti del liquido giallo.

Il mago sembra averti letto la mente; scuote la testa e si concentra su delle armi ridotte parecchio male: sono ricoperte di ruggine e sporcizia.

«Quanto costa questa specie di pugnale? Lo devo regalare a mio nipote e non vorrei si facesse male con questa stupida arma arrugginita» chiede, distrattamente, al mercante.

«Per te amico, sono sei denari» risponde l’uomo con lo sguardo illuminato. Probabilmente non gli era mai capitato di poter rifilare una patacca simile a qualcuno.

Scoppiate a ridere, forse ne vale la metà.

«Vuoi prenderci in giro? Al massimo te ne posso dare tre per quel coso arrugginito; pare così rovinato che dubito si riesca a far tornare il filo alla lama» sbotti, sporgendoti verso di lui. Lo sovrasti di parecchi palmi.

«Datemi quattro denari e mezzo, altrimenti potete rimetterlo dove lo avete preso» vi sorride, fregandosi le mani.

«Mentre ci pensi, io guardo queste pozioni, sembrano interessanti» ti avverte Madan.

Il mercante illustra al mago gli effetti di ogni pozione, ma il tuo amico non sembra nemmeno ascoltarlo. La contrattazione si conclude dopo pochi minuti.

Acquisti il pugnale per quattro denari e ti fai regalare un paio di pozioni curative che ti ha indicato Madan. Sei ancora scettico riguardo al pugnale, ma in questo momento eviti di fare domande. Salutate il venditore e vi allontanate.

«È un Kares-Kauh» ti spiega. «Taglia il legno come se fosse burro. La lama non è realmente arrugginita, basta dargli una pulita». Ammicca.

«Grazie! Può tornare sempre utile un oggetto di questo tipo e poi lo abbiamo pagato davvero poco». Sorridi, compiaciuto. Inizia a starti simpatico il mingherlino.

Girate quel posto in lungo e in largo, ma il tuo amico non sembra soddisfatto. Fermate alcune persone del posto che vi indicano una bottega di magia non molto distante. Il negozio è piccolo, il mago forse non è poi così potente nella creazione di artefatti magici. Il proprietario vi accoglie con calore, ma sembra turbato da qualcosa. Riconosce in Madan un collega e si mettono a discutere di cose da maghi.

«Cerchiamo dei potenti artefatti magici che possano esserci utili in battaglia!» esclama il tuo amico.

Il negoziante vi mostra diverse cose, compresi dei libri di magia. Ad un tratto entra un uomo che, con fare baldanzoso, si dirige sogghignando verso il mago, che sbianca.

«Vecchio, è giunta la tua fine, se non paghi subito, ti uccideremo e bruceremo questa insulsa baracca» lo minaccia, afferrandolo per la gola e scoppiando in una grassa risata.

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Serie: The Chronicles of Neigmor Crepaossa


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Young Adult, Narrativa

Discussioni

  1. Oltre alla scrittura scorrevole e all’interessante proseguimento della storia, una cosa che mi ha colpito particolarmente è stato il giro per fare acquisti che il protagonista ha fatto con il mago; ben descritto e coinvolgente, poiché apparso molto reale.

    1. Grazie per aver letto anche questo capitolo! 🙂
      Sono un “fanatico” delle avventure di Lupo Solitario e forse averle lette da piccolo mi ha”condizionato” il modo di scrivere.
      Mi fa piacere sapere che la storia ti stia piacendo.
      Un abbraccio! 🙂

  2. Sento quasi il bisogno di andarmi ad allenare per affrontare il torneo, non vedo l’ora! Mi raccomando, Andrea, non metterci troppo a scrivere un’altro episodio.

  3. Povero mago! Niente torneo per lui, chissà come mai, vero? Ahahahah 🙂 Però ha superato bei test di “percezione del magico” e “percepire intenzioni”! 🙂 Mi piace il carattere di Neigmor, a quanto pare ho fatto bene a farlo mettere in competizione con Nevil… abbastanza fini e propensi a ponderare scelte di cuore! ahahaha 🙂
    Bravissimo Andrea, sei un pazzo! 🙂

  4. Ciao Andrea. Dunque c’è anche un cuore, da qualche parte, nel petto di Neigmor: lo ha tradito un sorriso 😀 La storia mi piace parecchio, si legge in un lampo e si ha voglia di saperne subito di più. Mi piace il rapporto che stai costruendo con il Mago, la caratterizzazione che (spero) vorrai dare a tutti i personaggi.

    1. Ciao Micol, sono contento che ti piaccia questa storia. 🙂
      Neigmor ha un cuore molto piccolo, poco più grande di quello di una formica. XD
      Cercherò di impegnarmi nella caratterizzazione degli altri personaggi, ma credo che non ce ne sia il tempo in questa breve avventura.
      Un abbraccio e grazie per aver letto anche questa storia. 😉

  5. “Il tuo braccio sinistro, che termina con una protesi di ferro, dopo un rumore sordo di ossa spezzate, sprofonda nel volto dell’uomo.”? Sai che non l’avevo capito? Forse mi sono persa qualcosa nei racconti alla Locanda

  6. Ciao Andrea, il finale preannuncia tanto movimento! E il torneo… Non vedo l’ora di leggere! È bello immedesimarsi in Neigmor, e come sarà figo vederlo in azione, non vedo l’ora! Bell’episodio, un bel fantasy impostato quasi fosse un avventura testuale dal sapore di un bel gdr, grande Andrea, un caro saluto?

    1. Ciao Antonino, non finirò mai di ringraziarti per le belle paole che mi scrivi sempre! 🙂
      Vedrai parecchie spadate nel prossimo capitolo 😉
      Grazie per aver letto anche questo LibriCK!
      Effettivamente le avventure di Neigmor sono tratte da un GDR. 😉
      Un abbraccio.

  7. Questo narratore mi ha riportato alla memorie passate a leggere le avventure di Lupo Solitario, li la seconda persona era funzionale al gioco mentre qua è solo un narratore atipico, che continuo a definire geniale.
    Al prossimo episodio

    1. Ciao Alessandro!
      Ammetto che tutto quello che ho scritto fino ad oggi era in terza persona con il narratore onniscente. Poi l’anno scorso ho iniziato a pubblicare delle storie interattive, in stile librigame, e ho duvuto per forza scriverle in prima persona. Ammetto che mi piace molto di più che in terza. Riesco a far vivere meglio gli avvenimenti al personaggio e a lasciarlo all’oscuro di quello che lo circonda. Ne aumenta il mistero e comunque mi diverte di più.
      Grazie per aver letto anche questo secondo capitolo, a presto!
      Ciao. 🙂