
La ragazza e il canelupo
Gonna lunga, anfibi, Miriam camminava sulla corsia d’emergenza dell’autostrada. Il suo fido Lupo, la seguiva.
Lupo. Quanto gli voleva bene.
Quando era stata bocciata a scuola, lui le era stato vicino.
Anche quando suo padre l’aveva picchiata e, tempo dopo, il compagno di sua madre aveva abusato di lei. In tutti e due i casi, Lupo aveva utilizzato i suoi denti.
Inutile dire che Miriam era stata cacciata di casa. Così, doveva arrangiarsi a vivere per strada, dormire in case abusive, scappare dalla polizia.
Stava camminando quando in quel momento di lì passò una volante della Polizia. La volante frenò, accostò, fece marcia indietro.
Come se Miriam fosse una lucertola il cui istinto le suggeriva la presenza del pericolo, si immobilizzò.
Lupo si mise all’erta.
Non appena l’automobile degli sbirri le si avvicinò per poi fermarsi, Miriam era già pronta a scappare:
«Lupo, fa’ attenzione» disse.
Il cane snudò i denti, abbassò le orecchie.
Dalla macchina scesero due sbirri. Stivali, berretti da baseball, Miriam già li odiava e glielo stava dimostrando irrigididendosi.
«Ragazza, che ci fai qui» uno.
«Ragazza, favorisci i documenti» l’altro.
«È in cerca di guai. Guarda com’è conciata».
«Dev’essere una zingara, se non che è una loro amica. Oppure è una drogata dei centri sociali».
Scoppiarono a ridere all’unisono.
«Lupo, sta’ fermo» ordinò Miriam. Non l’aveva neppure al guinzaglio, tra loro c’era così tanta sintonia che non ce n’era bisogno.
«E poi, questo cagnaccio… Qualche veterinario l’ha visto? Povero, sembra che faccia la fame» continuò uno degli agenti.
«Collega, tieni conto che questa sballata gli darà da mangiare marjuana».
Risero ancora.
Miriam guardò bene in faccia quello più cattivo e lo riconobbe: il compagno di sua madre. Lui non l’aveva riconosciuta, ma Miriam non si sbagliava, Lupo ancora meno. Strano che l’orco non avesse riconosciuto Lupo, doveva aver rimosso, forse a causa del trauma.
Miriam strinse i pugni, e con i denti che quasi lanciavano scintille ordinò:
«Lupo, azione».
Forse era quel che fido desiderava sentire più di ogni cosa.
«Ehi, ma…» protestò l’orco.
Lupo non lo fece finire, gli si scagliò e con un balzo fu alla sua gola.
L’orco crollò sull’asfalto, Lupo gli dilaniò la carne, com’era giusto che succedesse, avrebbe dovuto già farlo tempo prima.
L’altro agente mise mano alla pistola ma Miriam glielo impedì aggredendolo a sua volta. Gli infilò le dita negli occhi, dita dalle unghie lunghe come una vamp ma sporche come quelle di una punkabbestia.
Il suo patrigno era morto, l’altro sbirro accecato.
Miriam tirò via Lupo, le fauci che gocciolavano sangue, e corsero all’automobile della Polizia. Una volta a bordo, Miriam tolse il freno a mano, ingranò la prima marcia, sterzò e premette l’acceleratore. Era la sua fuga. Da tutto.
Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Breve, fulminante, weird…e poi che i cattivi siano i poliziotti ne fa un racconto originalissimo fuori dagli schemi. Complimenti.
Grazie per i complimenti! E anche per il commento
So che non dovrei congratularmi con te, non vorrei essere fraintesa. Non é incitazione alla violenza, non é che si può risolvere con l’uccisione dei vigliacchi perversi il problema dell’abuso sessuale. Ti dico, comunque, bravo, per aver cambiato genere, per il cane, in quanto cinefila e per la… diciamo “legittima difesa”, che hai espresso in questo racconto.
Per lo stile di scrittura non ti dico nulla. Lo sai giâ quanto sei bravo.
Cinofila
Grazie per il tuo commento! 🙂
Ehi oh, qui c’è del nuovo, e tanto! Complimenti Kenji, mi hai steso.
Ciao Giancarlo! “Nuovo” nel senso che non ti aspettavi qualcosa di simile da me o che il mio librick è una totale novità in tutto quello che hai letto finora fra tutti? Grazie per il complimento
I tuoi racconti hanno sempre un’architettura molto precisa, una struttura geometricamente determinata, frutto sicuramente di una disciplina acquisita con lo studio e la pratica. I racconti che ci hai condiviso in questi mesi sono stati in gran parte a sfondo bellico e storicamente ambientati. Questo invece, pur mantenendo la stessa struttura, è sviluppato diversamente per ambientazione e caratterizzazione dei personaggi. Per me, una piacevole novità.
Rispetto a tutto ciò che ho letto?
Di sicuro non ricordo una storia simile, ma non vorrei fare torto a nessuno. E di sicuro, questa mi piace molto.
Cavoli, ti ringrazio!