La rivalità

1944

Il pugno filò nell’aria, colpì il goumiers in faccia, il rumore secco della cartilagine del naso che veniva schiacciata dalla mano di Rana fece ridere tutti gli altri gurkha.

I goumiers che, loro malgrado, stavano assistendo alla scena non si divertirono nemmeno un po’. Anzi, ci fu chi si rimboccò le maniche, chi recuperò la propria paletta pieghevole da trincea o la baionetta.

I presupposti per una rissa sanguinosa c’erano tutti e, adesso che Rana aveva atterrato quel porco di arabo, poté notare che era al centro dell’attenzione.

E se questo gli fece piacere, d’altro canto doveva ricordarsi che ciò non significava per forza una buona cosa.

Non voglio essere il primo a morire, pensò. Non voglio morire, pensò ancora.

Lui aveva viaggiato dal Nepal fino all’Italia per combattere nell’8a armata di Montgomery, non era colpa sua se i marocchini al soldo di De Gaulle facevano gli arroganti.

Ecco, la zuffa stava per scoppiare, quando arrivarono gli ufficiali a bloccarla.

Coloniali, bianchi, chi con l’elmetto britannico, chi con il chepì, gli inglesi da un lato, i francesi dall’altro, allontanarono i gurkha dai goumiers.

Rana non poté capire i francesi, il suo comandante inglese sì:

«Che vi salta in mente! Rana, insomma, dobbiamo combattere i tedeschi, non combatterci».

Rana mostrò il pugno ai marocchini. Meno male che siamo alleati.

***

Un’ora dopo, Rana e il suo plotone avanzavano – chi con il Lee-Enfield, chi con lo Sten Mk II – in direzione delle linee nemiche.

Rana, l’esploratore dotato di M1928 Thompson prodotto negli Stati Uniti d’America, non nell’Impero britannico del quale era un suo mercenario.

Si fermò, vide i Diavoli Verdi, i paracadutisti della svastica. Invece di bersagliarli con la pistola mitragliatrice, si acquattò fra le pietre di quella località nota come Cassino – Questa è la campagna d’Italia, fratello! – e segnalò al tenente che sì, i Fallschirmjäger erano in vista.

Prima che il tenente ne venisse informato, ci furono grida di battaglia e, eccoli là!, i goumiers marocchini irruppero nella scena e adoperarono i loro Lee-Enfield come mazze per spezzare braccia e crani e seminando strage fra i parà agli ordini di Kesselring.

Rana assisté alla scena accigliato. Volevo essere io a massacrarli! Loro, i gurkha, dovevano restare sempre a guardare.

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Discussioni

  1. Interessante l’idea di indagare la rivalità tra alleati. Grazie per avermi fatto scoprire delle parole e delle microstorie che non conoscevo.