La selva di Germania

Serie: La centuria


Germania Magna, 8 d.C., l'inizio della rivolta dei Cherusci

Estate 8 d.C.

La centuria marciava in silenzio.

Quell’estate, Fausto Antonio Auspex avrebbe preferito fare il bagno nel Tevere, al contrario doveva restare nella Germania Magna a rischiare la vita. Non disse nulla: Non è il momento delle lamentele.

Il silenzio profondo, Antonio ci era abituato, non gli piacque. E poi, le ombre che danzavano tra gli alberi… «Camillo», chiamò.

Vibio Camillo Bolano, optio, suo braccio destro da anni, gli venne incontro. «Signore».

«Prepariamoci alla tempesta».

Prima che Camillo potesse annuire, ci fu un fischio, dopo un altro e un altro ancora.

Frecce filarono nell’aria, il decano in prima fila cadde riverso con un suono gorgogliante. Il dardo l’aveva colpito alla gola.

La centuria si mobilitò. Gli scudi protessero i corpi e nell’aria risuonò un urlo come quello di tanti animali. Lupi? leoni? no, peggio: Cherusci.

Antonio li vide sbucare da dietro gli alberi, le lance, le asce, le spade che battevano sugli scudi.

«Posate a terra i pila e sguainate i gladi!», gridò Antonio, il quale si nascose dietro il suo scudo rotondo, appoggiò a terra il bastone di vite e sguainò il gladio. Se avesse perso il bastone, poco male, a Mogontiacum gliene avrebbero fornito uno nuovo.

Davanti a lui si pararono tre Cherusci; non proprio il massimo della lealtà, lo volevano fare a pezzi tutti assieme, sembravano impazienti di farlo.

«Centuria, compattatevi», gridò di nuovo. Allora cacciò un urlo e si lanciò su quello a sinistra picchiandogli contro lo scudo mentre oscillava la punta del gladio fra gli altri due.

Il colpo di scudo bastò ad atterrare il cherusco. A parte i baffi e la barba, era molto gracile, non aveva molto di che essere definito un vero uomo.

I due Cherusci sembrarono indecisi, allora si lanciarono su di lui.

Uno finì per essere trafitto allo stomaco dal gladio, l’altro assestò un fendente con l’ascia per tagliare il braccio ad Antonio.

«Centuria, reagite», urlò ancora Antonio, poi ritrasse la mano, suo malgrado fu costretto a lasciare il gladio, il cadavere cadde a terra e Antonio non si ritrovò il braccio mozzato. Si spinse con lo scudo, parò un colpo d’ascia, fece cadere il cherusco, allora con un calcio rovesciò il cadavere che aveva ucciso e strappò il gladio dalla sua carne.

L’optio gli venne incontro e uccise il cherusco.

Antonio guardò verso la centuria, i legionari l’avevano visto come un esempio e i loro gladi avevano macellato un grosso numero di Cherusci. «Continuiamo la marcia», disse Antonio, come se nulla fosse accaduto.

Così fu.

Serie: La centuria


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Una perfetta descrizione dell’esercito romano: più avanzato in tecniche militari e armi, andavano avanti triturando quello che incontravano come se nulla fosse.
    Leggerò subito anche i racconti di seguito!

    1. Eccomi qui! Per scrivere questa serie di racconti, che poi, alla fine, è un racconto, ho letto alcuni libri di storia militare sull’antica Roma. Basarmi sull’enciclopedia per ragazzi della San Paolo era troppo riduttivo, documentarmi sul web troppo dispersivo, così, nell’estate del 2023 ho comprato alcuni libri specializzati e li ho letti. Non è che ho speso tutti questi soldi per una serie di Edizioni Open che non mi fornisce un ritorno economico, semmai “La centuria” è stata un po’ una prova perché dopo averla scritta, a inizio gennaio 2024, ho scritto un romanzo un po’ lungo (600.000 battute) sulla stessa ambientazione (ma diversi personaggi); una storia un po’ articolata… Purtroppo un conto è scrivere una serie per Edizioni Open, un’altra un romanzo così lungo e, infatti, non è ancora pronto a essere inviato alla casa editrice a cui mi voglio rivolgere

    1. Grazie! Questa serie di storie (dieci episodi scritti nella prima settimana del gennaio di quest’anno, sono una storia vera e propria divisa in dieci capitoli) ha preceduto un romanzo vero e proprio sull’antica Roma (600.000 battute) che ho scritto poco dopo (quindi nel primo trimestre dell’anno). Questo romanzo l’ho pensato per Newton Compton, ma se da un lato ho finito la prima stesura e l’ho revisionato, dopo che un mio collega l’ha betaletto ho capito che devo revisionarlo di nuovo e la strada sarà lunga