La Trappola

Il Professor Davide Della Torre, che faceva parte della famosa famiglia della nobiltà lombarda, stava in piedi appoggiato davanti alla sua cattedra. Insegnava Storia dell’ Arte al liceo artistico Leonardo Da Vinci di Milano, la sua città, dove era nato e vissuto in Via Dei Mercanti nella Loggia degli Osii sul lato di Via Orefici. Era un uomo di successo, ricco e benestante, ancora atletico protetta da un’ ottima sicurezza economica e non meno che dall’ amore con le donne. Davide era visibilmente afflitto da un’ intima ansia divoratrice per sentirsi vivo doveva sfiorare il limite estremo del rischio, fu per questo che lasciò la sua ex moglie Elena Bellini anche lei milanese un tempo amata, ma ora sbigottita da un uomo che sicuramente , velocemente stava cambiando.  Era alto quasi un metro e novanta, gran bell’ uomo, quello che le donne definiscono proprio << Il bello dei belli >>, la bellezza mascolina, rispetto a tutti gli altri maschi presenti in qualsiasi situazione ed in qualsiasi ambiente o luogo.

Robusto, pesava novanta chilogrammi, aveva gli occhi azzurrissimi e con l’ età il colore biondo dei suoi capelli si era un po’ scurito ed ingrigito. Davide sapeva di essere molto conosciuto, schedato, pedinato e molto famoso per i suoi rocamboleschi ed avventurosi furti d’ Arte da tutte le forze dell’ ordine italiane, dalle agenzie investigative di mezzo mondo. Ma non se ne curava, non aveva gli interessava e non gli dava peso: gli piaceva molto essere così ricercato da tutta questa marmaglia!

Silvia Di Luca era una dona trentacinquenne con un fascino da star di Hollywood, aveva un viso dai lineamenti morbidi, tutto era al suo posto e perfetto, bellissima come il resto del suo corpo tonico da mozzafiato. I suoi capelli neri neri erano curatissimi come tutta la sua persona e lunghi con i boccoli, buoni e simpatici, sorridenti e seducenti di un azzurro chiarissimo ereditati da suo padre, alta più di un metro e settantacinque e più della media delle altre donne. Si vestiva sempre impeccabile con raffinatezza e con abiti di alta moda: da far girar la testa a tutti i maschietti mentre camminava per le vie di Firenze. Viveva in uno splendido attico di Palazzo Bembo ad angolo, di notevole livello architettonico,  Via Speziali e via Dei Cerretani, un’ ampia via del centro storico di Firenze.

Lavorava da anni presso una filiale di una grande compagnia assicuratrice internazionale Newyorchese: la Beyond Door ( we care about you ) Consulting Center Inc. Silvia si occupava principalmente di furti D’ Arte ed il suo Capo Danny Craig la trovava sempre a tarda sera ancora in ufficio a lavorare. << E’ tornato in scena dopo due anni di assenza il Signor Davide Della Torre ! >>, sferrò l’ affondo Silvia a Danny Craig entusiasta di ciò che stava facendo.

<< Quel predatore d’ Arte Italiano? Ma se ormai ha quasi sessantanni ed è più ricco di quasi tutte le famiglie più facoltose e più danarose degli State? Okay, buona caccia allora splendida predatrice ed in bocca al lupo! >>.

<<  Crepi il lupo, domani parto per Milano col Freccia Rossa per controllarlo e capire cosa gli frulla per la mente: okay Capo? >>.

<< Certo, concesso, tutto quello che vuole my Queen, ma sta attenta è un uomo nobile e buono ed allo stesso tempo abile e spregiudicato quando entra in azione! >>, l’ avvertì Danny con una quasi ammirazione e rispetto per quell’ uomo inafferrabile e furbo.

<< Roger Capo, consiglio confermato, ma so difendermi da questi criminali sfacciati, sagaci e scaltri! >>.

Partì il giorno dopo ed arrivò a Milano alla Stazione Centrale a metà pomeriggio e fece una bella camminata per andare in hotel. Aveva prenotato una camera matrimoniale al Principe di Savoia in Piazza Della Repubblica N° 17 a poche centinaia di metri dalla stazione. Si rinfrescò con una sana e rilassante doccia e calda, si armò della sue due macchine fotografiche di ultima generazione la Fuji X Pro-1, Leica MP e la Hasselblad 503CW. Si raccolse i capelli folti, lunghi e neri in una coda di cavallo con un fazzoletto rosso e la pelle del volto, delle braccia e delle gambe era abbronzata: quando si muoveva, lo faceva con grazia e con la scioltezza di una danzatrice balinese.

Si avviò in strada e conoscendo bene la città fece tutto il tratto a piedi, aveva un gran voglia di camminare per mantenersi sempre in forma: passò da Via F. Turati, poi in Via Monte di Pietà ed infine arrivò a destinazione in Via Dei Mercanti. Fece ancora qualche passo e si fermò ad un bar col dehors Il Cafè Martini al N° 21 ed ordinò un Cosmopolitan, gli piaceva molto ed era il drink delle sue protagoniste preferite della nota serie televisiva Sex And The City, un cocktail a base di vodka della famiglia dei Cape Codder e principe dei cocktail bar internazionali. Mentre aspettava il rientro a casa del Professor Davide La Torre tenendo sempre d’ occhio la Loggia Degli Osii si mise a leggere una relazione presentata alle giornate di studio sul tema dei beni culturali alla prova della coscienza collettiva: le tendenze internazionali di traffico di opere d’ Arte e politiche di contrasto.

I criminali sono da sempre attratti dall’ Arte e non subiscono il suo incomparabile fascino più di altre persone, ma semplicemente con l’ Arte fanno mercato. Ci sono domande ed offerte ed ovviamente possono essere anche illegali ed oggi più di prima hanno più mercato, smuove milioni di dollari ed indirizza gli interessi di molti operatori. Dove va il denaro, va anche la malavita e così in questo settore sono sempre più ripetuti gli intrecci tra gruppi criminali molto organizzati, ladri con un alto livello di professionalità, avventurieri predatori e mercanti senza scrupoli, responsabili di gallerie affaristi e menefreghisti, case d’ aste che non badano più di tanto ed al limite della legalità e musei interessati solo ai loro proventi e ad attirare più visitatori. Mentre generalmente parlando di opere d’ Arte ci si riferisce a dipinti, sculture o icone, in questo concetto sono compresi anche reperti archeologici, manufatti liturgici, i pezzi di antiquariato, i gioielli antichi che dovrebbero essere definiti oggetti d’ arte.

Nel 1994, allarmato dal gran numero di furti di dipinti, di statuette di legno, terracotte, testi antichi, oggetti d’ Arte religiosa, il Segretario Generale dell’ Interpol, ha lanciato un << Call for action >>. In Africa gli atti criminosi associate all’ Arte si sono concentrati a partire dagli anni settanta: l’ esempio più eclatante, clamoroso fu quello degli scavi abusivi del Mali negli ultimi venti anni. Anche l’Europa Occidentale e l’ America Del Nord fanno parte della lunga lista di reati, in Belgio le tipologie più rubate nel 1996 furono quadri, sculture ed oggetti di culto. In Italia dal 1970 al 1997 sono stati denunciati 719 furti perpetrati in musei, 1928 in altri enti, 13.053 nelle chiese e 17.271 presso privati.

Nel Regno Unito le perdite di opere d’ Arte ammontano ogni ad una cifra oscillante tra i 600 a 770 milioni di Dollari con un totale di 1.5 miliardi di Dollari che comprendono anche quelle non assicurate. A Boston, a Oslo e ad Amsterdam sono stati rubati dipinti famosi di Picasso, Il Van Gogh, il Rembramnt, il Manet ed il Munch. In Italia vengono anche saccheggiate centinaia di tombe etrusche da delinquenti Italiani e Turchi, nel 1992 nel sito archeologico di Anavarza sono stati sottratti reperti di grande valore.

Nell’ Europa centro orientale dal’ inizio degli anni novanta le rapine hanno assunto proporzioni serie negli stati ex comunisti. In Polonia i reati sono cresciuti dal 1981, 664 circa, al 1996, 2.132 circa, ed in Croazia la situazione e quasi simile: secondo l’ Interpol gli stati più presi di mira sono appunto la Polonia, la Repubblica Ceca e la Federazione Russa.

Gli scavi illegali in Asia hanno per lo più luogo in Cambogia, il sito di Angkor Wat, ed in Cina tra il 1989 ed il 1990: 40.000 circa tombe antiche sono state saccheggiate con violenza. Tra il gennaio e luglio del 1994, le autorità doganali di Hong Kong hanno sequestrato oggetti d’ Arte per un valore di 5.5 milioni di dollari.

In America Latina anno dopo anno nel corso di tutto il XX secolo si formano altre e nuove organizzazioni per l’ appropriazione e vendita dei manufatti Aztechi, Incas, Maya. Nel sud del Perù vi è un luogo chiamato Corbacho, vicino al villaggio di Zana, su un ‘ area di una cinquantina di ettari ai piedi della montagna i buchi sono visibili, a centinaia e vicini l’ uno all’ altro che è quasi impossibile camminare senza cadere in uno di essi.

Qualsiasi malvivente è a conoscenza che i rischi sono relativamente bassi a causa di componenti che interagiscono tra di loro, le frontiere aperte e la mancanza di legislazioni penali nazionali in materia o la scarsità di applicarle. Questi attori illeciti dispongono di una facilità di movimento in campo internazionale ben superiore a quella delle agenzie di law enforcement si scambiano informazioni e cooperazione.

C’è una particolare attenzione per i quadri, stampe e sculture, specialmente dei grandi pittori europei e di artisti popolari, perché sono quelli che più sono aumentati di prezzo dagli anni ‘50 e sono facilmente trasportabili dai ladri; trasportabilità, occultabilità, facilità di vendita e più gli oggetti hanno tutte queste comodità più sono appetibili. La scelta dell’ oggetto da rubare in relazione alla protezione dei musei e quelli con più sofisticate protezioni, i white collar thieves si appropriano di opere di basso e medio valore rubandole spesso dai depositi. Agiscono a diversi livelli: il primo livello è quello più basso ossia la manodopera, il secondo è intermedio ed è quello organico della vendita che viene a galla quando nelle operazioni è coinvolto un mercante d’ Arte in una delle grandi città africane come Bamako, Mopti o Janne.

Agiscono anche con finalità di riscatto per avvicinare le forze dell’ ordine e per ottenere uno scambio di favori, l’ esempio più emblematico è quello del caso della Mafia Della Brenta che La banda rubò a Modena un Velasquez ed il tentativo però ebbe esito negativo: l’ Arma Dei Carabinieri recuperò la refurtiva. I trafficanti di droga comprano questi quadri con il denaro sporco e li rivendono in fretta fino a quando le quotazioni dell’ artista sono ancora alte e quando hanno in mano un assegno firmato e certificato da una casa d’ aste il gioco è fatto: il loro denaro è ripulito ed hanno quindi raggiunto l’ obiettivo principale.

Disegnare una strategia di contrasto contro questa rete di delinquenti significa assegnare un ruolo di primo alla prevenzione ed è quindi necessario affermare la rilevanza di una serie di misure dirette a ridurre le opportunità di commissioni e dei reati criminali. Sussistono diverse convenzioni , che pongono rimedio a tutte queste mancanze di controllo: la convenzione Unidroit del giugno 1995, che è complementare alla Convenzione dell’ UNESCO del 1970. Nel 1986 la XV Assemblea Generale Dell’ Icom ( International Council Of Musem ) adottò un Codice di Etica Professionale che stabilisce alcune norme di base, le quali dovrebbero essere messe in opera dai professionisti dei musei sopratutto per quanto riguarda l’ acquisizione ed il trasferimento delle collezioni. Tanto alla fine e per fortuna, la capacità di meravigliarsi di fronte ad un’ opera d’Arte non si può comprare.

Una cosa avevano in comune Davide La Torre e Silvia Di Luca: affrontare ogni giornata come se la vita fosse un gioco ed i giochi fossero la vita e le ragioni per cui facevano certe cose erano rinchiuse e sepolte ermeticamente nelle loro teste. Forse fu proprio per questo loro modo di vivere e di pensare che il destino, il fato, il caso li fece incontrare. Davide tornò a casa verso sera col sorriso stampato sulle labbra, fischiettando e contento mentre pensava ai suoi ragazzi del liceo, prese la chiave ed aprì la porta d’ ingresso. Entrò nel suo lussuoso appartamento al quinto piano della Loggia Degli Osii, si era occupato personalmente, erano trascorsi due anni, con un piccolo aiuto del suo amico d’ infanzia architetto brillante milanese dell’ arredamento e della completa ristrutturazione, modernizzazione di tutte le stanze compreso l’ ampia terrazza che si affacciava proprio al Palazzo Della Regione dove venivano letti i proclami al popolo. La Loggia venne ricostruita nel 1316 da Matteo Visconti, fu rinnovata sotto gli Sforza, danneggiata dagli architetti barocchi e successivamente restaurata nelle sue forme originarie all’ inizio del secolo XIX.

Aveva gusto, senza alcun dubbio, i mobili sempre lucidati a nuovo erano tutti pezzi di antiquariato molto raffinati e ricercati, la carta da parati aveva disegni, ornamenti e colori in stile con i dipinti di valore importante appesi alle pareti, a seconda del colore delle piastrelle in ottima ceramica o della moquette dei pavimenti. Gli oggetti d’ arte antichi e moderni erano la parte più originale e principale dell’ arredamento messi in ordine e suddivisi e seguendo un suo preciso criterio rispettando le caratteristiche di ogni stanza; cerano tante stanze in quell’ alloggio unico e raro.

Fece due telefonate: una a suo cugino Sergio e l’ altra ad un suo caro amico che viveva in America ed il suo nome era molto particolare come del resto lo era lui: Jack London. Sir Sergio Nicholas Quenton Harper coi suoi capelli folti e spettinati, con pochi fili d’ argento alle tempie, abbronzatura da tipico uomo abituato a vivere all’ aperto. Occhio verdi, brillanti, e penetranti ed una bocca larga ed espressiva era un particolare gourmet e bon vivant. Innamorato della miglior cucina e delle bevande più squisite e pesava qualche chilo in più di cento chili ed il suo sogno era di lasciare questa terra assaporando un cognac centenario dopo un pasto principesco. La sua grande passione, oltre a quella della cucina, era fondata dalle navi scomparse e dai naufragi: aveva la più grande collezione completa di letteratura e di documenti sulle navi storiche, l’ unica collezione al mondo.

Il suo telefono squillò emettendo un suono simile a quello della campana di una nave.<< Pronto, sono Sergio Nicholas Quenton, spieghi cosa vuole e sia breve >>.

<< Salve, vecchio rottame! >>.

<< Davide! >>, riconobbe la voce ed i suoi occhi verdi brillarono << Da dove mi stai chiamando? >>.

<< Da casa mia, ho bisogno un favore >>.

<< Di che nave si tratta, questa volta? >>.

<< Di un galeone spagnolo scomparso al largo della costa dell’ Ecuador nel mese di marzo dell’ anno 1578 con un carico di tesori Incaici, il galeone non arrivò mai in porto, giusto? >>.

<< No, scomparve e fu dato disperso con l’ intero equipaggio >>.

<< Ti sarei molto riconoscente se scavassi un po’ più a fondo >>.

<< Cosa ti interessa di più sapere? >>.

<< Un cofanetto di giada che contiene le indicazioni per scoprire un immenso tesoro incaico >>.

Sergio alla fine disse con un grande sospiro << Bè, credo che sia una motivo valido quanto un altro >>. Davide appoggiò la cornetta del telefono fisso di casa e compose subito l’ altro numero. Jack London aveva i capelli biondi legati in una coda di cavallo con una faccia quasi nascosta da una barba rada: ciò che l’ archivio di Sergio Nicholas Quenton era per le navi, quello di Jack era l’ oceanografia ed il campo vastissimo delle scienze sottomarine.Sollevò il il ricevitore del telefono mentre guardava sui monitor del suoi tanti computer << Qui Jack, chi parla? >>.

<< Sono quel tuo vecchio amico italiano che abita a Milano, ti ricordi ancora di me caro esperto? >>.

<< Che bello sentirti Davide, che posso fare per te? >>.

<< A me basta sapere l’ area del terremoto che investì la costa fra Lima, in Perù, e la città di Panama nel marzo del 1578. Fai tutto il possibile! >>.

<< Per quando ti serve? >>.

<< Lascia perdere tutto e datti da fare, grazie Jack: ho un debito con te! >>.

<< No, ne hai a migliaia: avrò qualcosa da comunicarti entro quarantotto ore >>.

<< Mi terrò in contatto >>, Davide mise giù la cornetta e si cambiò d’ abito, un completo blu di Hugo Boss dell’ ultima collezione estiva dello stilista e calzò mocassini comodi e neri.

Chiuse il massiccio portone antico , appena messo a nuovo e fece quattro passi per andare al bar sotto casa: il Cafè Martini. Diede un’ occhiata in giro per salutare amici e conoscenti, sedendosi al suo tavolo preferito all’ angolo in fondo del dehor ordinò un Americano, un cocktail composto da tre cl. di Bitter Campari, tre cl. di Vermut ed una spruzzata di soda.

Notò subito una nuova cliente, la vide per puro caso, dopo il primo sorso di Americano ed una grossa de morbida oliva nerognola. Era una bellissima giovane donna ed era impossibile non notarla: lunghi capelli neri, molto neri, raffinatamente vestita, pura e semplice classe pensò Davide. Aveva quello sguardo bello, luminoso e simpatico che tutti gli non potevano sottrarsi e venivano attratti dalla sua bellezza così naturale e così provocante, fuori dal comune ed imparagonabile alle altre donne.

Silvia lo riconobbe quasi all’ istante appena era entrato e quando si era seduto a quel tavolo in fondo ed incrociò il suo sguardo fisso, mascolino e sensuale. Eccolo, come previsto, ma non pensavo che fosse così ancora un bell’ uomo alla sua età, quell’ età giusta tra quella più giovane e quella che ogni uomo inizia e va incontro alla sua vecchiaia, pensò Silvia senza abbassare la testa e provando piacere per quel momento bello e gradevole.

Quel solo sguardo fisso tra una bella donna ed un bell’ uomo che si sentono attratti l’una dall’ altro al primo istante, a prima vista, da subito. Davide La Torre la guardò ancora dritto negli occhi e capì che aveva fatto colpo e lei lo vide cambiare espressione: era una donna attraente e sapeva quando un uomo se ne rendeva conto. Si alzò ed andò direttamente da lui e si rivolse con sorriso bello e delizioso, che gli incurvava le labbra, i capelli color nerissimo erano agitati da una lieve brezza calda: aveva la certezza assoluta nei suoi occhi che tutti gli uomini presenti nel dehor del bar la stessero guardando.

Pubblicato in Narrativa

Commenti

  1. Domenico Demichelis Post author

    Buongiorno Tiziano e buon inizio settimana.
    Ti ringrazierò per tutta la mia vita, eternamente, anche dall’ aldila!
    Un abbraccio forte e caloroso, alla prossima.
    Demichelis Domenico in Arte Falco Hawk.